Manifestazioni di non-pensiero

punto interrogativo

 

Esattamente un anno fa aveva luogo uno degli eventi più inaspettati e, nel bene e nel male, significativi del 2013: la cosiddetta protesta dei forconi, organizzata dal comitato “9 dicembre”. Questo movimento si prefissava di rappresentare il malcontento della popolazione e, senza identificarsi con alcuna forza politica, provare ad agire nella pratica per far ascoltare le proprie ragioni. Moltissimi si ricorderanno dei grandi disagi che questa iniziativa causò, soprattutto a Torino e nello specifico a Carmagnola, dove l’accesso al centro cittadino fu quasi impossibile per un’intera settimana; inoltre come dimenticare i risvolti poco limpidi che assunse la vicenda, a causa di alcuni episodi violenti come l’intimidazione a tenere chiusi i negozi. Ora, esattamente dodici mesi dopo, costoro parevano decisi di fare il bis, nuovamente con gli stessi obiettivi, a partire da venerdì 5 dicembre.

E’ possibile che questa notizia vi giunga completamente nuova, poiché questa riedizione de “I forconi in piazza” è stata un completo flop: il comitato organizzativo e lo stampo dell’iniziativa erano all’incirca gli stessi, però è probabile che la popolazione, dopo l’esperienza dello scorso anno, che ha di certo creato disagio, ma non altrettanti risultati, abbia compreso la mancanza di spessore della protesta stessa, decidendo di prenderne le distanze.

Ora, indipendentemente dal mancato esito delle proteste nel 2014, ciò che maggiormente colpisce è che si sia riusciti, anche soltanto per una volta, a coinvolgere così tante persone senza in pratica nessun programma, se non un volantino con alcuni punti del tutto generici. Quando invece si tengono manifestazioni più organizzate, dove è presente un obiettivo chiaro e ben motivato, su cui si cerca di informare il più possibile, capita spesso di non ottenere questo genere di risposta, anzi, è comune che si verifichi esattamente il contrario!

Sembra quasi che informarsi, chiedersi il perché delle cose e tentare di scavare un po’ più a fondo nei fatti di attualità siano diventate occupazioni troppo noiose e faticose. Non si può certo affermare che non lo siano almeno in parte, certamente non è facile trovare gli stimoli e il tempo per compiere simili ricerche, ma può anche rivelarsi piacevole dopo un po’ di rodaggio iniziale, nonché indispensabile per un cittadino consapevole. D’altronde la democrazia può funzionare solo se il popolo, che “detiene il potere”, come dice il termine stesso, si dimostra partecipe degli eventi che gli accadono e in più prova ad immaginare come risolvere i problemi, altrimenti sarà sempre facilmente manovrabile da chicchessia.

Siamo davvero diventati una nazione stanca di pensare e disposta a seguire il primo slogan accattivante? Vorrei tanto poter dire di no, ma un simile dubbio mi sorge se, ad ogni singola novità che si palesa, quest’ultima ottiene un seguito notevole, che termina immancabilmente non appena ne emergono pecche, incongruenze e mancanza di argomenti. Ma ora la domanda più importante di tutte: voi cosa ne pensate?

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torino.repubblica.it/…/il_ritorno_dei_forconi_il_5_dicembre_in_piazza-…

www.quotidianopiemontese.it/…/il-5dicembre-tornano-torino-forconi-u…

 

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