L’importanza di mettersi in viaggio

Sabato 28 febbraio, nello stesso momento in cui si celebrava e ricordava il decimo anniversario della morte del poeta italiano Mario Luzi, sulla collina di Torino, in viale Thovez, all’interno del seminario minore, ragazzi tra i venti e i trent’anni celebravano la Vita, in silenzio.
L’ultima strofa della poesia “Aprile- Amore”, tratta da “Primizie nel deserto” di Mario Luzi afferma quanto e come “L’amore aiuta a vivere,
a durare,
l’amore annulla e dà principio.
E quando
Chi soffre o langue spera, se
Anche spera,
che un soccorso s’annunci
di lontano,
è in lui, un soffio basta a
suscitarlo. […] “.
Per noi giovani gli Esercizi Spirituali vissuti a partire da venerdì 27 marzo 2015 a domenica 1 marzo 2015 hanno rappresentato il soffio di speranza citato da Luzi.
L’espressione “Esercizi Spirituali”, indica sia il titolo del libretto di S. Ignazio di Layola, sia l’approccio particolare proposto da quest’ultimo per coloro i quali desiderano maturare una conoscenza più profonda di Dio. Si tratta, dunque, di un metodo pratico e teorico per esercitarsi in modo concreto nel rapporto di conoscenza col divino.
Secondo Ignazio l’esperienza degli Esercizi non è da leggere, bensì da vivere con l’aiuto di una figura guida durante il cammino.
Elemento fondamentale di un’esperienza rivoluzionaria e coraggiosa come questa è il Silenzio (dal latino silentium che significa «tacere, non fare rumore»). Il Silenzio, spesso, spaventa, in particolar modo in una società come la nostra nella quale adoriamo vomitarci addosso fiumi di parole ( le quali, molte volte, si rivelano inutili e prive di un senso reale!) solo per non vivere, creare, o tollerare i famosi “silenzi imbarazzanti”; o per non volere stare, anche solo per un momento, con noi stessi; o perché, erroneamente, pensiamo che chi parla abbia sempre qualcosa da dire.
La nostra società, infatti, ci stimola sempre più a gridare, urlare qualsiasi cosa ci passi per la testa, e spiattellarlo in modo compulsivo sulle piattaforme sociali, sugli stati di whatsapp.
Esistono, fortunatamente, persone che credono che andare in controcorrente, remare contro ad urla vuote, sia possibile, ad esempio, attraverso il Silenzio, che è collegato in modo stretto alla Ricerca.
Noi abbiamo cercato Dio, ma cercando prima di tutti noi stessi : ciò che siamo nel nostro intimo, nella nostra dimensione più vera, con le nostre paura, le nostre ossessioni, i nostri dubbi, le nostre incongruenze, i nostri difetti e anche i nostri pregi.
Non dobbiamo, comunque, cercare per forza Dio, considerato che siamo tutti chiamati a vivere il rapporto col divino in quanto tale, chiunque o qualunque esso sia, perché il confronto con ciò che è oltre a noi è necessario.images
La Ricerca è importante, allora, in quanto tale e alcune volte, a priori da quel che si cerca, è fondamentale cercare uno scopo, una verità, una motivazione, una persona.
Gli Esercizi Spirituali sono, dunque, un’esperienza che auguro di vivere ad ognuno di voi, qualunque sia la vostra età, la vostra religione, la vostra credenza e il vostro orientamento politico.
Vivere gli Esercizi Spirituali significa, in fondo, mettersi in viaggio, con la consapevolezza che “Gioia e dolore hanno il confine incerto”, come scriveva De Andrè, che di viaggi ne regala molti, e che, forse, la bellezza dell’essere giovani sempre è proprio qui : nell’andare controcorrente, nel non massificarsi a un urlo di cui spesso non ci sentiamo parte, ma di innamorarci di Qualcuno, di qualcosa, di un progetto, di un obiettivo, dell’incontro con l’altro.

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