La Pasquetta che fa paura alla Camorra

Pasquetta, oltre al significato religioso, è per molti sinonimo di grigliate, pic nic e gite fuori porta, il tutto rigorosamente in compagnia di amici e parenti. C’è, però, chi è riuscito a immaginare che questa ricorrenza potesse rappresentare qualcosa di diverso, non solo una giornata di divertimento spensierato, ma un modo di lottare contro la mafia.
Già qualche tempo fa avevamo parlato del Fondo Rustico Amato Lamberti, bene confiscato alla mafia a Chiaiano, vicino a Napoli, dove si coltivano pesche e uva, e si produce la Falanghina Doc, vino dal sapore di rivalsa. Avevamo parlato anche dell’associazione (R)esistenza Anticamorra e della lotta tenace e costante dei suoi componenti per far sì che la camorra non sia l’unica cosa per cui città come Scampia sono conosciute agli occhi del mondo.pasquettaselvadichiaiano
Proprio oggi torniamo a parlare di loro e della speciale festa di Pasquetta proposta anche quest’anno sul bene confiscato. Infatti in questa giornata il terreno intitolato al professor Amato Lamberti, sociologo e fondatore del primo Osservatorio sulla Camorra, ha accolto decine di persone che hanno deciso di festeggiare proprio qui. Non è la prima edizione della Pasquetta al Fondo Rustico, ma questa volta ha un sapore ancora più speciale, nei mesi scorsi, infatti, il bene è stato ufficialmente dato in gestione alla cooperativa (R)esistenza Anticamorra dopo una serie di traversie legali.
Gli elementi tipici di questa festa ci sono tutti: carne alla brace, vino e prodotti tipici venduti a prezzi popolari, oppure la possibilità di portare cibo e bevande da casa, natura, niente traffico e la routine quotidiana rimandata al giorno dopo. La differenza è che decidere di festeggiare proprio in un bene confiscato, dove lavorano detenuti, ragazzi sottratti alla strada e alla malavita, nonché volontari da tutta Italia durante i campi estivi, significa mandare un messaggio molto chiaro. Significa dire, con un gesto semplice, ma significativo, da che parte si vuole stare. Fare questo, in luoghi in cui la mafia penetra anche negli aspetti più semplici della vita quotidiana, è un atto di coraggio che mina le basi culturali della malavita, ed anche un gesto che contribuisce a proteggere il bene e le attività che vi si svolgono.
Molti buoni progetti muoiono perché lasciati a se stessi e quando si parla di antimafia il problema 62359_464075280331087_1496891530_ndell’isolamento si fa ancora più grave perché lascia campo libero ai malavitosi, facendo passare sotto silenzio le loro azioni. In un caso come quello di (R)esistenza sapere di non essere soli significa salvezza e in quest’ottica la Pasquetta al Fondo Amato Lamberti assume un duplice significato: da un lato sono le persone che lavorano sul bene a far dono alla comunità di una giornata diversa, in mezzo alla natura e al buon cibo, ma dall’altro è la comunità stessa a fare un regalo al progetto, alimentandone la fama e allargando la rete che lo circonda e lo sostiene.
Per una volta, davanti a quei campi pieni di persone che fanno festa e che scelgono di farlo lì, ben sapendo che si tratta di una presa di posizione, è la Camorra ad avere paura.

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