Caro Presidente ti scrivo

SeLA POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA EUROPEArgio Mattarella, proclamato dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana il primo febbraio 2015 con 665 voti si è presentato così : “Il mio pensiero va sopratutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini”.
Accolgo, allora, il nuovo Presidente, che domani 3 febbraio 2015 alle ore 10.00 presterà giuramento a Montecitorio per poi insediarsi al Quirinale, con le parole di Gaber: “Mi scusi Presidente ma questo Nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po’ sfasciato, è anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente.
Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati ad ogni discussione, persino in Parlamento c’è un’aria incandescente si scannano su tutto e poi non cambia niente!
La paura di un’Italia spesso disillusa è che i politici in generale “ si scannano su tutto e poi non cambia niente”. Ci si domanda, infatti, cosa cambierà, il fatto che al Quirinale soggiorni e viva o vegeti un ex democristiano di sinistra al posto di un comunista un po’ annacquato? cosa cambierà, per un italiano comune, il fatto che sul Colle ci sia un Mattarella al posto di un Napolitano?
L’Espresso definisce Mattarella “ Quell’uomo invisibile della Dc. Ma non in colore”. Il silenzio di Mattarella, infatti, ha sorpreso molti di noi ed “è stato descritto come grigio, ma questa è la tonalità della correttezza”.
I più affermano, inoltre, che non sarà un presidente divisivo, nonostante la sua fosse una candidatura “di parte” : con lui ha vinto anche il Partito democratico e soprattutto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, che ha non ha proposto un candidato renziano, optando per colui che piace alla sinistra del Pd, alle forze centriste ed ex Dc.
La maggioranza afferma, infine, che il nuovo Presidente sia una persona preparata e indipendente e affezionato alla Costituzione italiana.
Sarebbe bello, allora, fermarci e chiederci cosa vorremmo, in quanto cittadini attivi, creare insieme al nuovo Capo dello Stato perché non abbiamo perso le speranze di un’Italia migliore e di un Presidente che possa sempre migliorarsi.
Chiediamo, infatti, che continui a conservare la sua riservatezza, ma  sia soprattutto capace di essere equo e autonomo; che si prenda cura di un’Europa che non sia solo intolleranza, menefreghismo, ma apertura ed accoglienza; che sia vero garante della nostra Costituzione e rappresenti, una volta tanto, l’Unità Nazionale, in quanto organo imparziale, e non solo, ad esempio, la sinistra ricompattata o il falso centro.
La verità, caro Mattarella, è che “io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”, dunque, buon lavoro!52488

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