Accoglienza: work in progress.

 

immigrazione

Fra i tanti temi che quotidianamente animano il dibattito politico italiano, uno dei più affrontati è senza dubbio quello dell’immigrazione: alcuni la ritengono un enorme problema, altri la difendono, ma forse per formarsi un’idea chiara del fenomeno non è utile parlarne vagamente, ma piuttosto raccontare un esempio di come al momento viene gestita l’emergenza.

A partire dal 9 agosto 2014 sono ospitati a Poirino trenta migranti provenienti dal Bangladesh, imbarcatisi in Libia, soccorsi nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum” e infine alloggiati nella zona sudest della provincia di Torino. L’assistenza al gruppo di migranti è fornita da una cooperativa sociale, “L’Isola di Ariel”, che appunto si occupa di fornire loro vitto, alloggio, vestiario, assistenza medica e organizzare un corso di lingua italiana, ricevendo 30 euro al giorno per ciascuno degli assistiti.

Fin qui sembrerebbe che la gestione della situazione sia ineccepibile, ma purtroppo, esaminando più nel dettaglio la faccenda, possiamo riscontrare alcune problematiche non indifferenti: per prima cosa lo stabile in cui i ragazzi vivono al momento è parecchio malconcio, essendo stato anche per un certo tempo semi disabitato; inoltre tutti e trenta i profughi hanno fatto domanda per l’ottenimento dello status di rifugiati presso la Commissione Territoriale per i Rifugiati, ma purtroppo i tempi per ricevere una risposta in merito sono parecchio lunghi. Al momento quindi gli immigrati non possono cercarsi un impiego in modo indipendente o spostarsi altrove, poiché ancora privi di alcun tipo di documento di identificazione. Sembra però che l’associazione “L’Isola di Ariel” intenda presentare al comune un progetto di servizio di volontariato da far svolgere al gruppo di Bengalesi nel corso del 2015.

Anche soltanto da questa rapida panoramica sulla situazione attuale, pare evidente che il problema principale nella gestione dell’emergenza immigrazione sia, come spesso accade, la lentezza della burocrazia italiana, che impedisce ai migranti di avere risposte sulla loro possibile permanenza nel nostro paese in tempi ragionevoli, e, così facendo, costringe anche la collettività a spendere cifre decisamente ingenti per il sostentamento dei richiedenti asilo (30 euro al giorno per trenta persone sono più di 300000 euro in un anno).

Quindi che dire: tra luci ed ombre dobbiamo necessariamente continuare a confrontarci con il fenomeno migratorio, senza far finta che sia semplice da gestire, e sperando soprattutto che ben presto si trovino soluzioni per rendere più sostenibile un valore che gli antichi reputavano addirittura sacro: l’accoglienza.

integrazione

Fonte: numero di gennaio 2015 del mensile “Le Ciòche ‘d Poirin”

www.iltaccoditalia.info

www.vnews24.it

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