Rinvia l’eutanasia per andare allo stadio: l’incredibile storia di un tifoso belga.

Essere un tifoso significa amare la propria squadra e sostenerla anche nei momenti di difficoltà. Essere un tifoso significa soffrire ogni domenica, dal fischio d’inizio fino all’ultimo secondo della partita. Essere un tifoso significa sentire sulla pelle i colori della propria squadra, ed esserne orgoglioso sempre e comunque. Essere un tifoso significa avere cento, mille, diecimila fratelli, ovvero tutti gli altri tifosi della stessa squadra, uniti da una passione comune.

Lorenzo Schoonbaert, 41 anni, tifoso del Brugge, domenica 1° marzo ha salutato i propri fratelli per l’ultima volta, prima di sottoporsi all’iniezione letale che gli avrebbe tolto la vita.

Ciò che di questa storia colpisce è il fatto che, pur di poter vivere per l’ultima volta l’atmosfera del Jan Breydel Stadion, casa del Brugge, Lorenzo abbia posticipato la data dell’eutanasia – legale in Belgio – a cui doveva sottoporsi.

Lorenzo era malato di cancro da diverso tempo, e dopo un’estenuante battaglia durata 20 anni e 37 operazioni, aveva deciso di strappare la propria vita dalle mani di un destino crudele e di concedersi un meritato riposo.

ClubbruggetifoMa prima di andarsene Lorre – così soprannominato dagli amici – ha voluto essere presente a tutti i costi al match casalingo del Brugge contro il Mouscron. I medici hanno dato l’ok per il rinvio dell’eutanasia e Lorre è stato accolto da 20.000 fratelli che gli hanno tributato un lungo, commosso applauso. Sugli spalti è stato inoltre esposto uno striscione, su cui campeggiava la scritta:

You’ll Never Walk Alone, Lorenzo

Non camminerai mai da solo.

Lorenzo-Schoonbaert-hizo-el-sa_54428799863_54028874188_960_639Lorre ha preso per mano la figlia di 7 anni e l’ha portata al centro del campo, dove insieme hanno battuto il calcio d’inizio della partita. La passione per una squadra è un sentimento che si trasmette di padre in figlio, e Lorre ha voluto regalare alla figlia un momento di spensieratezza in un periodo molto difficile per lei. Le ha voluto far vivere quell’atmosfera un po’ magica che si trova dentro ogni stadio, e renderla protagonista, circondata da 20mila cuori commossi. È un ricordo che probabilmente la accompagnerà per tutta la vita, e che sicuramente ha reso più leggero il viaggio di Lorre verso il proprio destino.

L’ultimo desiderio espresso dal fedele tifoso era che gli venisse regalata una vittoria per la sua ultima volta allo stadio. E i giocatori del Brugge non hanno tradito le speranze di Lorenzo, vincendo con il risultato di 3-0 e dedicando la vittoria al loro tifoso.

Pochi giorni dopo Lorenzo è morto, lasciando una lettera per sua figlia, i suoi genitori, i parenti e gli amici, che termina con un messaggio di ringraziamento rivolto ai tifosi del Brugge. I suoi fratelli.

Grazie a tutti i tifosi del Club per l’indimenticabile standing ovation che mi avete dedicato. YOU NEVER WALK ALONE!!!”.

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