Relazioni a lunga distanza: ospedali e piccoli paesi

MAPPA-SOMMARIVA

Circa un mese fa mio nonno ha avuto un malore. Prima di allora non mi ero mai davvero interessata alla situazione degli ospedali vicini a Sommariva del Bosco, paese in cui abito. L’argomento era semplicemente qualcosa che non pensavo mi riguardasse. Purtroppo mi sbagliavo. Mi sono resa conto di quanto fosse importante la questione solo nel momento del bisogno. Vi racconto la mia esperienza.

Quando mio nonno si è sentito male si trovava appunto a Sommariva, l’ambulanza l’ha portato d’urgenza all’ospedale San Lazzaro di Alba. Sommariva si trova nel settore ASL Alba-Bra: l’ospedale Santo Spirito di Bra è raggiungibile in circa 10 minuti d’auto. Perché quindi scegliere di trasportarlo fino ad Alba, impiegando così il triplo del tempo? Il motivo non lo so, in questi giorni ho provato a informarmi, ammetto in modo piuttosto superficiale, sull’ospedale di Bra, ma non ho trovato nulla di certo o fondato: qualcosa di vago su reparti mancanti e tagli già avvenuti o in procinto di avvenire. Quello che so per certo è che mio nonno laggiù ad Alba c’è rimasto per le successive tre settimane. Sono state tre lunghe, lunghe settimane: non fosse bastata da sola la preoccupazione per le sue condizioni di salute, organizzare viaggi e turni di visita è stato spossante. Tra Sommariva e Alba ci sono 30 minuti in auto, un’ora o a volte di più tra andata e ritorno, questo tutti i giorni e diverse volte al giorno. Alla fine, anche se difficilmente, siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo, un po’ grazie ad amici e parenti che ci hanno offerto tempo e aiuto, un po’ perché i miei genitori in quel periodo erano ancora in ferie e io ho deciso di lasciar completamente perdere gli esami universitari previsti per Settembre. Tra le altre cose non bisogna dimenticare la spesa che abbiamo sostenuto solo di carburante: la benzina non è esattamente un prodotto a buon mercato. Quando le condizioni di mio nonno si sono relativamente stabilizzate, è stato trasferito alla casa di riposo di Sommariva del Bosco, nella quale è rimasto per poco più di una settimana. Proprio quando sembrava esserci spazio per miglioramento, una crisi cardiaca ha reso nuovamente necessaria la corsa in ospedale. Questa volta però l’ambulanza era diretta al San Lorenzo di Carmagnola, dov’è stato portato prima al Pronto Soccorso e successivamente ricoverato nel reparto di Medicina. In quei giorni i miei genitori hanno ripreso entrambi a lavorare, ma essendo la distanza tra i due paesi più ridotta e comunque percorribile attraverso una linea ferroviaria diretta, la situazione è stata decisamente più sostenibile. Purtroppo sul piano medico non c’era più nulla da fare, ma la vicinanza dell’ospedale ha reso possibile la presenza costante di un familiare al suo capezzale: ci ha lasciati pochi giorni dopo il ricovero, ma quando è successo non era solo. Probabilmente se fosse stato portato di nuovo ad Alba ora non potrei dire lo stesso.

Cosa voglio dire raccontando la mia esperienza? Per chi come me abita in un piccolo paese, la presenza e il pieno funzionamento di strutture ospedaliere come quelle di Carmagnola e Bra sono fondamentali. Quando i servizi si concentrano nelle città più grandi, le località minori rimangono ai margini, diminuendo le possibilità di sopravvivenza: in una situazione d’emergenza la distanza tra noi e l’ospedale può fare la differenza tra la vita e la morte. La distanza, inoltre, mette a dura prova e limita le possibilità di assistenza da parte dei familiari. L’ospedale San Lorenzo di Carmagnola subisce tagli economici e depotenziamento dei reparti ormai da anni ad opera della Regione Piemonte. Ricordiamoci che quest’ospedale non è importante solo dal punto di vista dei carmagnolesi, ma anche da quello di chi abita i piccoli paesi limitrofi, altrimenti obbligato a rivolgersi a strutture più lontane, scomode e costretto a subirne tutti i disagi.

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