L’ISOLA CHE (non) C’E’

Oggi vi voglio proporre un viaggio, per voi virtuale, e concentrare il vostro e il mio punto di vista a Sud, nel territorio calabrese. Vi immergerete, per il poco tempo che dedicherete alla lettura, in una realtà che ha fatto dell’accoglienza lo stile di vita di un paese. Alcuni di voi forse lo avranno già capito, sto parlando di Riace, famosa oltre che per il ritrovamento dei Bronzi del ‘72, per essere diventata una città dell’accoglienza e un singolare esempio d’integrazione e rinascita. Riace è guidata in tutto e per tutto dalla figura di Domenico Lucano, attuale sindaco, da poco rieletto per il terzo mandato. Cercherò adesso però di spiegarvi la particolarità del punto di vista riacese. Nel corso degli ultimi due decenni infatti la necessità di fare del territorio italiano un porto ospitale ha portato alla creazione di diversi progetti e città dell’accoglienza, ahimè ancora insufficienti rispetto alle esigenze degli sbarchi, ma comunque un passo avanti rispetto alla situazione di inizio anni ‘90. Riace rientra sì tra queste realtà, ma quello che cercherò di mostrare attraverso alcune immagini che porto nella memoria, vi farà capire perché posso permettermi di dire di essere stata nell’isola che (non) C’è.

Riace 1

Siamo a Riace, si stanno svolgendo i due campi di lavoro previsti nel mese di luglio. Si organizzano giochi il pomeriggio, serate di musica e danza, cene di gruppo. A Riace partecipano i riacesi, i ragazzi del campo insieme con un incredibile mix di culture. Ci sono ragazzi e bambini africani, loro vivono a Riace già da un po’ e hanno un simpatico accento calabrese, ci sono famiglie e bambini di tanti luoghi diversi, bambine afghane, tutti dolci e gentili. A Riace da alcuni mesi a questa parte vivono parecchi minori, o meglio giovani, egiziani e in una sola settimana hanno fatto innamorare con i loro balli e le loro canzoni tutti i ragazzi del campo. Non parlano italiano, sono soli, ma hanno tanta voglia di sorridere e di condividere la loro energia. Questo è ciò che si porteranno a casa i ragazzi, quello di cui parleranno per settimane, si tratta d’integrazione, di vera accoglienza, di sentimento ed amore umano. A Riace quello che conta non solo le regole, conta solo chi riesce a crearne di nuove con i migliori sentimenti.

Riace 2

Ci sono nomi che avrò a lungo nella memoria, soprattutto volti che cercherò di non dimenticare. Ci sono progetti importanti come questo che andrebbero sostenuti meglio e soprattutto che dovrebbero essere più conosciuti. Tutti dovrebbero sapere di che cosa si occupa un centro Sprar ( sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), chiunque dovrebbe volerlo.

Tutti i ragazzi che hanno vissuto l’esperienza dei campi a Riace ed io siamo felici di aver conosciuto in parte questo mondo e di conoscere Recosol, una delle tante reti che promuove questo tipo di progetti.

http://www.comunisolidali.org/

Recosol

Murales realizzato a Gioiosa Jonica  nella sede dello Sprar durante i campi Recosol 2014.

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