Progetto Reciproca Solidarietà: un lavoro per ricominciare

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Graziana Ferretto, assessore alle politiche per la persona

Buona notizia per chi è alla ricerca di fiducia nel futuro.
Quest’anno 23 persone hanno trovato o troveranno a breve un impiego temporaneo all’interno del progetto “Reciproca Solidarietà e Lavoro Accessorio”, che coinvolgerà anche quattro associazioni cittadine e il Comune di Carmagnola. Il ripetersi dell’esperienza, già riuscita con successo l’anno scorso, sarà possibile perché il nostro comune è rientrato in uno dei molteplici progetti proposti dalla Compagnia di San Paolo, ricevendo un contributo di 45000€ per dare opportunità di lavoro a disoccupati e non solo.
Ecco come funziona: tutti coloro che hanno i requisiti richiesti dalla San Paolo e cercano un impiego temporaneo si iscrivono presso il Comune come “prestatori”, mentre tutte le associazioni interessate ad “assumere” qualcuno per portare avanti un proprio progetto si iscrivono come possibili datori di lavoro presentando una breve descrizione dell’attività che desiderano mettere in atto. I progetti ritenuti più validi risultano vincitori e vengono realizzati con l’impiego di un certo numero di prestatori poi pagati in voucher grazie al contributo della San Paolo.
Le persone che lavoreranno per l’associazione sono scelte in parte dalla stessa e in parte dal Comune dall’elenco degli iscritti, ciò permette alle prime di poter svolgere attività che avrebbero richiesto l’impiego di volontari o una retribuzione troppo alta, e al secondo di tutelare alcune persone che vivono un disagio economico e sociale.
Uno spiraglio di luce o una goccia nel mare?
I lati negativi esistono, uno su tutti è che la proporzione delle persone impiegate rispetto al numero di iscritti (280 quest’anno) e, ancora, al tasso di disoccupazione totale, non è soddisfacente. Inoltre come, sottolinea l’assessore alle politiche per la persona Graziana Ferretto, non si risponde completamente al bisogno, ma si aiuta solo per un breve periodo (l’attività lavorativa può durare al massimo 200 ore, con una retribuzione di 10€ l’ora dalla quale verranno detratti tasse e contributi).index
D’altro canto, crisi o non crisi, il soldi sono una delle tante necessità di una persona, non l’unica, ed è anche su queste altre esigenze che “Reciproca Solidarietà” interviene. “Questo progetto non ha solo una valenza dal punto di vista economico, ma psicologico” spiega, infatti, la Ferretto “le persone coinvolte riacquistano un ruolo sociale, sentono di avere una parte importante, hanno modo di mantenere la propria dignità. Questo comporta vantaggi a cascata facendo sì che, al termine dell’esperienza, abbiano maggiore energia e fiducia in se stessi per mettersi in gioco e cercare un altro impiego. Chi partecipa ha modo di essere aiutato senza sentirsi in debito, come invece accade spesso nelle situazioni di povertà”.
Questo progetto non è certo la soluzione alla crisi e alla disoccupazione, ma è un piccolo gesto che ci mostra come, quando le opportunità mancano, si può provare a inventarle. Lo si fa ripartendo dal “basso” dalle associazioni locali, dalle persone, dalla rete dei rapporti di fiducia e solidarietà, che diventa una vera e propria rete di salvataggio quando i tempi si fanno duri. Un piccolo passo, certo, ma nella direzione giusta.

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