Non ci crederete, ma ho preso il blocco

blocco dello scrittoreGuardando le opere di Salvador Dalì o Frida Kahlo mi ritrovo a considerare quanto sia affascinante il nostro cervello, come riesca a concepire pensieri e concetti che persino a noi, gli stessi ideatori, risultino bizzarri e alle volte pericolosamente perversi.
E’ tutto molto meno entusiasmante quando, di fronte al dovere di scrivere o creare qualcosa, l’unico elemento che aleggia nel nostro encefalo è il vuoto. Ebbene sì, per la prima volta da quando ho iniziato a scrivere per questo giornale online preso il blocco dello scrittore, malattia gravissima per chi scrive.
Fisso il foglio bianco di Word 2007, l’esatta metafora di cosa c’è nella mia testa. Mi sembra di non avere nulla da comunicare, niente da condividere, nessuna buona idea. Sullo schermo ci sono tutti quei bei pulsantini, ma più li guardo e più mi rendo conto che la maggior parte non so nemmeno a cosa servano. Intanto i pensieri scorrono nella mia testa, ma nulla che riesca a ispirarmi, mi distraggo, non riesco a concentrarmi:”Che impegni ho domani?”,”Quando gioca la Juve?”,”Come fa mia sorella a guardare Grey’s Anatomy tutti i giorni?” e così via.

Potreste pensare che scrivere per una rubrica di ironia e tirare giù articoli divertenti sia facile, d’altro canto quanti se ne vedono online ogni giorno? E’ solo un’illusione e ne prendo coscienza ogni volta che mi siedo davanti al computer. Più vado avanti e più saltano fuori domande come: questo potrebbe essere un buon argomento di cui parlare? Questo a me capita spesso, ma succede anche ad altri? Quest’altra è solo una mia paranoia oppure là fuori c’è chi è problematico come me? Ma non trovo nulla di valido, scarto idee dopo idee finché la sera prima del giorno di scadenza arriva e tutto quello che ho in mano è un foglio di Word vuoto. Ripenso ai bei tempi, quando c’era Clippy, la graffetta con gli occhi a palla che compariva sullo schermo nei momenti meno opportuni con qualche irritante consiglio, ma almeno teneva compagnia. Ora ci sono solo io, la pagina silenziosa e Meredith Grey che impartisce sagge lezioni di vita.
In terza media i miei temi viaggiavano sulla media della sufficienza, non avrei mai pensato che un giorno avrei scritto per un giornale online. Incredibile trovarmi qua un blocco mentale che mi impedisce di fare qualcosa che ho scoperto piacermi davvero: scrivere le mie idee e condividerle con voi con un pizzico di umorismo.
Questo non è un semplice passatempo, è una sfida, e senza difficoltà che sfida sarebbe?

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