Nichts ist unmöglich: nulla è impossibile

Nichts ist unmöglich

Nulla è impossibile

7 dicembre 2014

Mancano pochi minuti al termine della partita. Siamo a Stoccarda, partita di 3 Liga, la ‘serie C’ tedesca. Stuttgarter Kickers contro SV Wehen Wiesbaden. Il risultato è di 1-1, ma i padroni di casa stanno attaccando ripetutamente, alla ricerca di una vittoria che li porterebbe tra le prime posizioni della classifica. I 2000 spettatori danno un’occhiata al cronometro, sconsolati, perché la partita volge al termine e il risultato sembra ormai deciso. Eppure, ad una manciata di secondi dal fischio dell’arbitro, Daniel Engelbrecht si ritrova a tu per tu con il portiere, lanciato ottimamente da un suo compagno. Dà un’occhiata al pallone, una al portiere, poi scarica un diagonale sinistro dritto in porta. Un difensore avversario si immola e riesce a deviare in scivolata il pallone, il quale si impenna e disegna una parabola infinita nel freddo cielo tedesco. Il tempo sembra fermarsi per un lungo istante, poi, con un brivido, il pallone si insacca nella rete. Il pubblico presente sugli spalti esplode in un grido di gioia, i compagni corrono ad abbracciare Daniel Engelbrecht, autore del gol, che si toglie la maglia e rivolge lo sguardo commosso al cielo.

Sulla maglia che nascondeva sotto la divisa di gioco sono stampate tre parole. Tre semplici parole, che racchiudono il senso della vita di Daniel Engelbrecht:

Nichts ist unmöglich

Nulla è impossibile

Ma sono tre parole che fanno effetto, soprattutto perché, sotto la divisa, Daniel nascondeva anche un defibrillatore.

engel

Già, perché nel luglio dello scorso anno, durante una partita, Daniel crollò improvvisamente a terra a causa di un attacco cardiaco. La paura fu tanta, ma grazie al provvidenziale intervento dei sanitari la vita del giovane talento tedesco, che allora aveva 22 anni, fu salvata. Tuttavia, gli esami a cui Daniel si sottopose in seguito all’incidente evidenziarono un’infiammazione del muscolo cardiaco e un ritmo cardiaco anormale. Daniel si è dovuto sottoporre a quattro operazioni al cuore, e ora vive con un defibrillatore impiantato all’interno del corpo, per contrastare il rischio di morte cardiaca improvvisa.

Dopo un susseguirsi di sfortune dell’ordine di grandezza di quelle che hanno colpito il giovane tedesco, il 99% delle persone si sarebbero considerate fortunate già solo a poter condurre una vita normale, o quasi. Ma Daniel no. Daniel ha deciso di lottare contro tutti, contro il parere dei medici, contro se stesso, ed è tornato ad allenarsi regolarmente e ad inseguire il suo sogno: poter tornare sul campo da calcio.

E il sogno si è avverato, quando il 22 novembre scorso Daniel ha sostituito un suo compagno negli ultimi 7 minuti della partita contro il Ravensburg.

In una recente intervista, in cui gli è stato domandato se non avesse paura di tornare a giocare dopo l’incidente, Daniel ha risposto: “Certo che ho paura, e non penso che sarò mai in grado di liberarmene. L’ultimo anno è stato il peggiore della mia vita, non potevo far niente, ho condotto la vita di un ottantenne. Ma proprio per questo poter tornare a giocare è stata un’emozione fantastica. Nessuno credeva che sarei potuto tornare, e io non mi sarei mai potuto perdonare se non ci avessi almeno provato. Mi sono dato questo obiettivo e ho fatto tutto il possibile per raggiungerlo”.

Ma l’emozione più grande, Daniel, la vive qualche giorno dopo. Quando, dopo una parabola infinita e un istante lungo un secolo, il suo diagonale sinistro si insacca in rete. E tra le lacrime sue, dei compagni, del pubblico, esibisce fiero una scritta sul cuore:

Nichts ist unmöglich

Nulla è impossibile

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