Nepal: ad ognuno il suo punto di vista

Non ci sono dubbi sull’entità tragica del sisma di magnitudo 7,8 che lo scorso 25 aprile ha colpito il Nepal, nello specifico l’area vicino alla città di Kathmandu, l’epicentro è infatti stato localizzato a circa 80 chilometri da quest’ultima. Oltre settemila i morti ormai, migliaia i feriti, tanta paura che trapela da un paese impreparato per far fronte ad una catastrofe di queste proporzioni. Seguendo la vicenda, negli ultimi 10 giorni, mi sono però resa conto della disparità di notizie che, a seconda della fonte, venivano portate alla luce. Questo è il motivo per cui ho deciso di sottoporvi una piccola analisi di quanto è emerso da alcune delle principali testate italiane, e non, sull’accaduto.

L’unico vero lettore, è il lettore attento.

Victor Hugo, L’uomo che ride, 1869

INTERNAZIONALE – Il settimanale sceglie di riportare alcuni articoli di altre testate sulla vicenda. Primo fra tutti un articolo del “Kathmandu Post, Nepal” che si focalizza sulla necessità di azione del governo, sulla prevedibilità di un sisma in arrivo, un articolo volto all’azione dovuta alla necessità. Nella pagina successiva, un articolo tratto da “Le Monde, Francia” dove la giornalista riporta le notizie generali, poi cerca di raccontare la catastrofe attraverso gli occhi di una famiglia che scopre alcuni familiari sotto le macerie. Si parla della pessima condizione degli ospedali, dei danni ai monumenti storici, tanti i tentativi di trasmettere il volto della catastrofe attraverso immagini visive, dettagli colti qua e là. Ancora un articolo del “New York Times, USA” e uno del “Down to earth, India”, nel primo una testimonianza diretta di alcuni colleghi travolti dal terremoto su una montagna, l’esperienza personale colpisce. Il secondo apre con il riferimento della catastrofe del 1934, un sisma di entità ancora più tragiche, avvertimenti che non sono stati ascoltati.

Nepal_Terremoto

LA STAMPA – Tra le notizie delle prime ore con numeri di morti, feriti si fanno largo i numeri di italiani coinvolti e le storie di chi è tornato. Attualmente pare che su circa 350 italiani rintracciati, 3 non siano reperibili. La maggior parte dei turisti sono tornati a casa, sempre più storie da sfruttare. Passati alcuni giorni dall’accaduto le notizie cambiano, e i titoli diventano “Nepal, il miracolo del bebè estratto vivo dalle macerie”, “Renzi al padiglione del Nepal” o “Nepal, cane eroe salva due turisti svedesi” e ancora “Sisma in Nepal, il soccorso agli animali”. Che fine hanno fatto le decine di sfollati, gli abitanti dei villaggi rasi al suolo, solo una settimana dopo?

REPUBBLICA – Su questo quotidiano si trovano meno articoli degli ultimi giorni sul caso, gli ultimi titolano ” Nepal, trovati gli ultimi 3 italiani dispersi dopo il terremoto”, “Nepal, Onu lancia l’allarme: troppi controlli, aiuti a rischio” oppure “Nepal più di 7000 le vittime del sisma. Ministero Interno: nessuna possibilità superstiti”. Poche situazioni personali, meno spazio per suscitare pena nel lettore, ma la notizia pare ormai “vecchia”. Per quanto tempo settemila morti sono una notizia rilevante?

LIBERO – Gli articoli non fanno altro che parlare di catastrofe e di morti, poi le prime testimonianze italiane “Terremoto in Nepal, testimonianza di un’italiana: pensavo ci bombardassero, mai visto nulla del genere”. I titoli cambiano con il passare del tempo e diventano “Nepal, ad Bulgari, destinati 500mila euro a Save The Children”, “Nepal, le foto dei cadaveri a terra: immagini forti” o “Ad aiutare i terremotati del Nepal ci sono anche le squadre a quattro zampe”. L’ultimo articolo risale al 3 maggio. Le tragedie lontane, si dimenticano in fretta.

[Immagini  tratte da centrometeoitaliano.it]

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