Maschi contro femmine, una questione di stile

Come Michela ha spiegato nel suo articolo, la scelta dell’abbigliamento rivolto alle donne è talvolta limitato dalla mancanza di taglie adeguate, questo problema invece è molto meno frequente fra gli uomini. Marilyn Monroe twitter

Indubbiamente questa differenza è in gran parte da imputare a ciò che i media e la moda scelgono come “modelli di riferimento”, ma facciamo un passo indietro.

Negli anni ‘50, il boom del cinema creò personaggi pubblici che tutti ammiravano: quello femminile più famoso fu con ogni probabilità Marilyn Monroe, che divenne un celebre sex symbol, risaltando non solo per la bellezza del suo volto, ma anche per le forme del suo fisico. La moda fissò così degli “standard”, che all’epoca non erano poi così tanto ristretti, ma che, col passare del tempo e con il successo di top model con misure sempre minori, ha fatto sì che il range di taglie da vendere si restringesse sempre di più, trascurando il vero bisogno delle consumatrici.

Arnold twitter

Sul lato maschile le cose si sono evolute in modo differente. L’immagine dell’uomo perfetto e amato dalle donne era data da un atteggiamento ribelle e scontroso, oltre che da una corporatura forte e muscolosa. I modelli di abbigliamento maschile erano molto meno conosciuti delle controparti femminili ed erano gli attori a fare da punto di riferimento. Se inizialmente James Dean o Marlon Brando rappresentavano il canone di fisico ideale, nel tempo attori più imponenti come Arnold Schwarzenegger hanno visto la loro notorietà crescere e i vari stilisti si sono adeguati anche a taglie più elevate; del resto anche statisticamente sono presenti più uomini alti e robusti che donne.

Ovviamente la questione non è finita qui e i modelli di riferimento sono cambiati nel corso degli anni, a seconda delle mode. Perché dunque limitare ancora il range di taglie femminili? Certamente ci sono questioni molto più profonde da affrontare: la società di una volta, su cui si basa ancora in parte la nostra, era più maschilista e teneva perciò meno in considerazione le necessità delle donne, costringendole ad adattarsi a modelli spesso impossibili da imitare. Questo, purtroppo, accade ancora oggi. D’altra parte, in passato la maggior parte degli uomini era meno interessata alla scelta del tipo di abbigliamento, se non in situazioni formali o eleganti, e ancora oggi infatti nei negozi la varietà di indumenti maschili è più ristretta. Questo perché la moda ha inevitabilmente segnato un solco più profondo nel mondo femminile rispetto a quello maschile.

Credo però che la mentalità comune su questi temi stia cambiando e che anche il mondo della moda stia diventando più aperto alla presenza di modelle “curvy”, che rappresentano di più le misure delle donne comuni. Forse presto tutti i discorsi sulla mancanza di taglie disponibili verranno catalogati come un problema del passato.

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