L’italiano medio e l’abbandono compulsivo di rifiuti

Questa settimana ho deciso di non condividere con voi nessuna nuova notizia, nessuna novità in campo ambientale, niente leggi o innovazioni, niente tecnologie verdi. Oggi voglio provare a stimolare le vostre menti ed invitarvi a riflettere su di un tema che ormai non fa più notizia, tanto rimane (purtroppo) sempre attuale: l’abbandono di rifiuti. Una pratica che, benché siano disponibili molti luoghi per smaltire i propri rifiuti sul nostro territorio, rimane tristemente diffusa.

 

Questo fenomeno si rende evidente in particolare nelle zone rurali, dove sistematicamente lungo le strade e vicino ai corsi d’acqua sono abbandonati rifiuti di ogni tipo, e trovarvi un grande elettrodomestico, un materasso o dell’ancor più dannoso eternit non è così improbabile. Una seconda categoria di rifiuti è rappresentata poi dai sacchetti in nylon, quelli in cui di solito si gettano piccoli rifiuti, che produciamo ogni giorno, lanciati con fare esperto dai finestrini delle macchine in corsa. Una terza categoria di rifiuti la troviamo invece in strada, seduti comodamente in auto mentre con noncuranza decidono di distruggere il mondo, già malato, in cui viviamo.

 

Non ho deciso di scrivere questo articolo per sterile critica o denuncia, ma per cercare di far comprendere quanto questa pratica sia dannosa per la società e per l’ambiente e quanto facilmente i rifiuti possano essere depositati in appositi spazi, invece che essere abbandonati nei luoghi più inopportuni. Innanzitutto, è opportuno ricordare che la nuova tassa sui rifiuti, la TARI (in sostituzione della vecchia TARES e TARSU) non è calcolata in funzione della quantità di rifiuti prodotti, ma in funzione del possedimento di qualunque locale o area scoperta suscettibile di produrre rifiuti urbani.

 

Incredibile vero? Non solo gettando i rifiuti lungo la strada si crea un danno ambientale ed economico che andrà a ricadere sulla collettività intera, ma questo non farà risparmiare al colpevole sulla tassa per i rifiuti. Anzi, è probabile che l’anno successivo tale tassa sia più elevata, in funzione dei costi maggiori che lo Stato deve affrontare per mantenere salubre l’ambiente. Quindi, a dispetto di quello che molti potrebbero pensare, abbandonare il proprio sacchetto della spazzatura lungo una strada di campagna danneggia chi lo fa da ogni punto di vista.

rifiuti

Voglio tuttavia illudermi che qualcuno, magari estremamente svogliato, ed a particolari condizioni, decida di gettare i rifiuti come ultima spiaggia, non sapendo nel modo più assoluto dove lasciarli (mi pare in ogni caso difficile, tuttavia intendo dare speranza a tutti…). Il consorzio Covar14, attivo sul nostro territorio per la gestione dei rifiuti, è attivo con ben 15 centri di raccolta dove, con un limite di 3 metri cubi di conferimento a materiale, qualsiasi privato cittadino o attività commerciale può smaltire i propri rifiuti gratuitamente. Sì, avete capito bene: ci sono ben 15 centri specializzati nella zona sud della provincia di Torinodove lasciare i propri rifiuti, notizia incredibile, gratis! In questi centri si possono smaltire inoltre rifiuti particolarmente sensibili quali toner esausti, vernici, batterie, pneumatici, rifiuti che se abbandonati nella natura possono provocare danni notevoli.

 

Siate più gentili nei confronti del territorio che vi ospita, non abbandonate rifiuti pensando che non vi siano conseguenze. Il rispetto verso se stessi e verso l’ambiente e la società in cui si vive deve essere il fondamento su cui basare le azioni che ci guidano ogni giorno.

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