Lasciate ogni speranza voi che entrate… all’IKEA!

Paura e delirio all'IKEA

Paura e delirio all’IKEA

Un pomeriggio qualunque di un qualsiasi fine settimana potreste ritrovarvi, senza sapere bene come ci siate arrivati, a vagare senza meta in un affollatissimo girone infernale, pieno di mobilio e suppellettili. Errando tra gli altri dannati scriverete su un foglietto cifre e parole in una lingua sconosciuta e terribile, costretti a continuare a camminare, circondati da materassi sui quali non potete dormire. Quel giorno sarete all’IKEA.

IKEA, come tutti saprete, è una catena svedese di negozi d’arredamento, dove vostra madre non vede l’ora di andare. Al suo interno ci sono mobili lisci e bellissimi che potete toccare con le vostre mani, salottini adorabili e comodissimi in cui potete sedervi, insomma una sorta di Paese dei balocchi, ma con le poltroncine POÄNG invece che le giostre. Ma, prima che possiate accorgervene, vi sarete tramutati in dei ciuchi raglianti che trainano un carrello pieno di mensole e cornici. Inizialmente sarà tutto bellissimo, vi avventurerete nella zona espositiva con grande entusiasmo, vedrete delle bellissime stanze fittizie che vi faranno venire voglia di dare fuoco al vostro divano, giusto per avere una scusa buona per acquistarne un altro. Aprirete le ante di tutti gli armadi e aprirete i cassetti di tutti i comodini, metterete nella lista degli acquisti un’affettamele SPRITTA e vi chiederete come avete fatto a farne a meno fino a quel giorno. All’ora di pranzo farete una lunghissima coda e alla fine riuscirete a mangiare delle ottime polpettine col purè, oppure un’insalata col salmone, o delle lasagne di salmone, o dei rotolini di salmone, o del salmone marinato, o del salmone affumicato, o del salmone salmonato.

Il volpino che cerca una via di fuga.

Il volpino che cerca una via di fuga.

Sarete contenti nella vostra ingenuità, inconsapevoli del fatto che non uscirete da quel luogo fino a sera. Presto o tardi comincerete a sentirvi affaticati, spossati, fiacchi, ogni sedia vi sembrerà un’oasi nel deserto, mentre vostra madre, che nella sua vita normale non fa 50 metri a piedi nemmeno a pagarla, non sembrerà minimamente provata, guarderà ogni singolo bicchiere e probabilmente non ne comprerà alcuno, starà venti minuti a fissare impassibile un tavolo da pranzo, forse sfidandolo a chi sbatte prima le ciglia e, se di una cosa sono sicura, è che sarà lei a vincere. Le famigliole felici che avete visto fino ad all’ora vi sembreranno degli zombie senz’anima e condividerete un momento di solidarietà con un piccolo volpino che si agita disperato e angosciato tra le braccia della sua padrona. Regredirete mentalmente a bambini di 5 anni, battendo i piedi per terra, tormentando vostra madre con domande su quando potrete andare a casa, tirandole le maniche della maglia e cercando di convincerla a comprarvi un peluches gigante a forma di broccolo. E improvvisamente, come ci si sveglia dagli incubi, vi ritroverete oltre la cassa, seduti sul carrello con la testa tra le mani, ad aspettare che vi consegnino un materasso semirigido a una piazza e mezza. Tornerete a respirare l’aria fresca della sera dopo ore, con gli occhi pesanti, caricando nel bagagliaio della vostra auto pacchetti di candele profumate e biancheria per il letto.

Entrerete all’IKEA contenti di poter toccare con mano le case modello che pensate di aver sempre voluto, uscirete dall’IKEA desiderando solo e solamente la vostra dolce casetta, con o senza poltroncina POÄNG.

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