Grenoble dice addio ai cartelloni pubblicitari… Carmagnola da che parte sta?

Giunge dalla Francia una notizia che farà certamente sorridere chi, come me, può trovare dentro se stesso un’anima ‘’verde’’: il sindaco di Grenoble Éric Piolle (come promesso in campagna elettorale) ha deciso il 24 novembre che entro Aprile 2015 spariranno tutti, avete capito bene, tutti, i cartelloni pubblicitari presenti sul suolo pubblico della cittadina francese. Al loro posto, promette il sindaco, saranno piantati circa 50 alberi mentre saranno mantenuti alcuni spazi pubblici da destinare ad associazioni ed enti attive nel campo del sociale, che potranno così promuovere le proprie attività e raggiungere un pubblico più ampio.

 

Se desiderate avere maggiori informazioni sulla vicenda potrete attingere da numerose testate online, mentre quella che intendo comunicarvi oggi può essere vista come una provocazione: Carmagnola da che parte sta? Una città che può vantare elementi di valore, scorci storici di rilievo, cosa ha fatto negli ultimi anni per valorizzare il territorio? Da questo punto di vista mi sento di dire che Carmagnola è riuscita a mantenere spogli i propri spazi da pubblicità invasive e lesive della sua godibilità. A memoria, l’unico passo fatto in questa direzione si può ritrovare nel megaschermo installato in prossimità delle due rotonde tra Via Torino e Via Fratelli Vercelli.

 

B3W92vVCQAEFIHf.jpg-large

 

Il mio vuole però essere un monito, affinché non si intraprenda la via, peraltro imperante in tantissime città italiane, della svendita degli spazi pubblici per fini commerciali. Non occorre mai sottovalutare il rapporto che sussiste tra economia e vivibilità urbana, considerando la seconda come un mero accessorio, un elemento di contrappeso da salvaguardare unicamente a fini elettorali.

 

L’iniziativa del sindaco di Grenoble contiene sicuramente al suo interno, più che un concreto impatto ambientale, un fine simbolico, dal momento che qualche decina di alberi in più di certo non saranno determinanti nel miglioramento del clima cittadino, ma l’eliminazione di centinaia di insegne pubblicitarie può dare una svolta determinante al modo di concepire lo spazio urbano. Quello compiuto da Grenoble è un piccolo passo che ogni comune è tenuto a intraprendere per accomunare i propri spazi con gli spazi della socialità, del vivere insieme, della cittadinanza attiva. È giusto e sacrosanto pensare oggi a queste dimensioni della vita sociale, dando voce alle forme più nobili di espressione civile collettiva, al di fuori di qualsiasi logica economica e utilitaristica. Non è facile, va riconosciuto, ma è una direzione da prendere, se ci si vuole affacciare al futuro con le degne credenziali.

 

Avete qualche idea da suggerire? Un modo per dar vita a spazi di socialità condivisa nella nostra città? Per renderla più vivibile ed a misura d’uomo? Non esitate a esprimere la vostra opinione!

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone