Goodbye, Steven

Aspetta nel tunnel, tenendo per mano due figlie e in braccio la terza, la più piccola. L’espressione del volto non tradisce particolare emozione, ma sicuramente in quegli istanti non sarà stato facile domare i battiti del cuore.

La luce in fondo al tunnel è rossa, come la maglia che indossa. Fuori, ad attenderlo, ci sono 40mila persone in assoluto silenzio, situazione quasi surreale considerando che ci troviamo ad Anfield, lo stadio di Liverpool, il più caldo d’Europa.

Si sente soltanto la voce dello speaker che rimbomba tra le mura dello stadio, preannunciando l’ingresso in campo del giocatore che ha scritto la storia del club negli ultimi venti anni. Per la sua ultima partita ad Anfield Road.

Ladies and gentleman, the one and only…Steven Gerrard!!!

Lo stadio esplode, così come è esploso 185 volte per i goal del suo capitano. La Kop, ovvero la curva dove risiede il cuore dei Reds, intona il suo nome a gran voce, e lo accoglie con una coreografia da togliere il fiato.2015-05-16T164350Z_74796230_MT1ACI13742369_RTRMADP_3_FOOTBALL-U110851440265Fz--698x458@Gazzetta-Web_mediagallery-page

Steven, per l’ultima volta nella sua carriera, solca il prato su cui ha combattuto numerose battaglie e si dirige al centro del campo, per salutare i tifosi che per diciassette anni lo hanno accompagnato. La figlia più piccola si deve coprire le orecchie con le mani, perché la voce di Anfield è assordante.

Poi Steven torna verso l’arbitro per stringergli la mano e, davanti ai suoi compagni, va a salutare i suoi avversari. Perché, per quanto sia passata in secondo piano, c’è anche una partita da giocare.

Liverpool – Crystal Palace. Che, come le migliori storie, non ha un lieto fine.  I Reds infatti, nonostante l‘iniziale vantaggio ottenuto grazie al goal di Lallana, perderanno per 3-1, impedendo così a Gerrard di festeggiare nel migliore dei modi la sua ultima apparizione ad Anfield.

Steven Gerrard sta per battere un calcio d'angolo durante una partita di FA Cup contro il Wimbledon, 5 gennaio 2015 (Michael Regan/Getty Images)

Tuttavia, ciò che rimarrà nel cuore di Steve non è certamente la sconfitta, ma l’amore che per l’ennesima volta il popolo dei Reds gli ha dimostrato. E, quando la Kop ha intonato l’inno della squadra, “You’ll Never Walk Alone”, sicuramente i pensieri di tutti i tifosi saranno andati a quel ragazzo che indossa la maglia del Liverpool da quando aveva nove anni, che a diciassette già esordiva in prima squadra, che a ventitré ne era diventato il capitano, e che a venticinque alzò al cielo la Champions League, portando Liverpool sul gradino più alto d’Europa.

Ora, a trentacinque anni, Steven ha deciso di salutare la squadra che lo ha consacrato come uno dei migliori centrocampisti di tutti i tempi. Difficilmente un altro giocatore del genere vestirà la maglia dei Reds nel futuro prossimo, perché di giocatori, anzi di uomini come lui il calcio è sempre più carente.

709 presenze

185 goal

11 trofei vinti

Tutti con la stessa maglia. E, soprattutto, un senso di appartenenza e una passione senza confini.

Nel futuro prossimo di Gerrard c’è invece l’America, sponda Los Angeles, dove il centrocampista inglese andrà a
giocare con i Galaxy. Sarà l’epilogo di una carriera irripetibile. E, quando nella sua avventura oltreoceano Steve sarà colto da un’improvvisa malinconia, potrà consolarsi sapendo che, ovunque andrà, He Will Never Walk Alone.

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