Giorgio Abou Mrad – Un sogno a fumetti

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Giorgio Abou Mrad è un tipo creativo. È nato nel 1993 a Sapri, in provincia di Salerno, vive a Bra dal 2000 e sta frequentando la facoltà di Ingegneria del Cinema a Torino. La cosa sorprendente è che Giorgio a soli 21 anni comincia già a farsi strada nel mondo del fumetto italiano: è un disegnatore, fumettista, vignettista e si occupa del concept art di Esso, l’ultimo fumettista libero (ManFont, Torino). È un ragazzo brillante e nei suoi occhi si legge un grande entusiasmo: ha dei progetti e per realizzarli ci mette il cuore. Ci racconta la sua esperienza di giovane e promettente professionista.

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Giorgio (Foto: Giuliana Appendino)

Com’è nato il sogno di fare il fumettista?
Ho iniziato a disegnare quando ero molto piccolo. Ho sempre avuto fogli e matite a disposizione, disegno da quando ho memoria. Crescendo ho iniziato ad andare alle fiere del fumetto, ho conosciuto degli autori e mi sono reso conto che questa voglia di disegnare poteva diventare una professione a tutti gli effetti.

Come nasce Esso, l’ultimo fumettista libero?
Ho frequentato la Scuola di Fumetto e Illustrazione di Bra. Uno degli insegnanti era Manfredi Toraldo, CEO (amministratore delegato, o anche “capo figo”) della ManFont, etichetta indipendente di fumetti torinese. Nel 2012 ero stato selezionato per il Lucca Comics Project Contest. Durante il viaggio di ritorno Manfredi e altri tre autori, Luca Amerio, Luca Baino e Camillo Bosco, hanno iniziato a scherzare insieme; si sono resi conto che con le loro battute si poteva scrivere un fumetto: così è nata l’idea di Esso. Più tardi si è aggiunto Alessandro Alessi Anghini per colorazioni e inchiostrazioni delle copertine interne e del terzo capitolo.

Esso non è solo voglia di fare fumetto, ma anche di dire qualcosa sul mondo del fumetto. Il tema di fondo è la lotta tra Esso, immagine dell’autore, e gli editor zombie della Piadini Publishing, rappresentazione delle grandi case editrici. Perché proprio questo tema?
Esso non è l’autore, ma l’autore indipendente, mentre la Piadini rappresenta l’editoria d’altissimo livello. È una parodia, un modo per ridere e divertirsi. Era un periodo in cui una grande casa editrice italiana si stava espandendo parecchio e per tutta risposta alcuni autori hanno scritto cose molto fuori dagli schemi, delle vere odi al fumetto underground, insomma delle alternative. Quello che volevamo fare era prendere in giro un po’ tutta questa situazione: il nostro personaggio è talmente alternativo che gli editor cattivi li distrugge.

Da qua la decisione di entrare nel team di ManFont, casa editrice indipendente. In cosa consiste?
Nella ManFont ci sono autori e, come me, disegnatori associati. Le spese dello stand e della pubblicazione si dividono e allo stesso modo si dividono i guadagni. Si investe solo in ciò in cui si crede fortemente: i progetti indipendenti sono interessanti perché si cerca di sperimentare, ma anche di dare il meglio che si ha. Quest’anno avremo dei bei titoli.

Dove posso trovare Esso?
Lo si trova alle fiere del fumetto, dove c’è uno stand ManFont. Da questo Lucca Comics in poi ci sarà lo stand Crossover: un accorpamento di etichette indipendenti. Alle fiere più grandi partecipiamo sempre e spesso ci sono anch’io. Poi c’è lo store su internet dove si può ordinare e far recapitare a casa.

Dire “voglio fare il fumettista” per alcuni suona un po’ come “voglio fare il pirata”, insomma qualcosa di poco concreto. Ti sei mai sentito preso poco sul serio?
Tra noi fumettisti scherziamo molto su questo argomento: capita che la gente ci chieda cosa facciamo realmente di lavoro. Generalmente il fumetto è visto più come una passione che come una professione vera e propria . In Italia il fumetto è nato per bambini e ragazzi: le generazioni passate leggevano Topolino, Tex… per loro è difficile immaginare che un fumetto possa commuovere o far riflettere. Ora però la concezione del fumetto sta cambiando: si comincia a capire che, come ci sono film per bambini e film per adulti, ci sono anche fumetti per bambini e fumetti per adulti.

Una vignetta di Giorgio

Una vignetta di Giorgio

Dal 2009 al 2011 sei stato studente alla Scuola di Fumetto ed Illustrazione di Bra, in seguito hai tenuto il Corso di Fumetto Base di Roddi. Questi progetti su scala comunale sono importanti? Insomma, per te ora sarebbe diverso se non ci fossero state le lezioni a Bra?
Sicuro al 100%! A parte le conoscenze e le tecniche che ho appreso e con cui lavoro ancora oggi, mi è servito come luogo di aggregazione. Quello che a Roddi spero di aver passato ai miei “studenti” (N.d.a: ci teneva alle virgolette) non sono solo nozioni su come si realizza un fumetto, ma soprattutto la consapevolezza che non sono soli.

In questo momento un’aspirante fumettista ha a disposizione solo la Scuola Internazionale di Comics Di Torino: una grande opportunità, ma non alla portata di tutti. Mancano finanziatori per progetti nei comuni più piccoli.
L’unione fa la forza è il fondamento di tutto. Creare questi corsi, finanziarli e fornire uno spazio di aggregazione, è importante per dare ai ragazzi la possibilità di capire se quella sia davvero la strada che vogliono percorrere. Grazie ai corsi di Bra mi sono reso conto che c’è più gente simile a me di quanta pensassi.

Ci sono stati dei momenti in cui hai pensato “Basta! Lascio perdere tutto!”?
Io mi sento davvero fortunato. Molti professionisti agli inizi della loro carriera hanno ricevuto rifiuti e porte sbattute in faccia, ma per me non è stato così. I momenti di sconforto ci sono per tutti, ma non ho mai pensato di mollare, non riesco a pensare di fare altro. A volte segui tanti progetti insieme, la scadenza si avvicina e hai l’acqua alla gola, oppure non hai nulla in mano, o quello che hai fatto passa inosservato. In questi momenti bisogna stringere i denti più forte.

Verrebbe spontaneo pensare che per una persona come te l’università più adatta sia l’Accademia delle Belle Arti. Invece stai frequentando Ingegneria del Cinema. Come mai questa scelta?
Disegnare non è l’unica cosa che voglio saper fare. Volevo un ”piano B”: Ingegneria del Cinema mi consente di avere comunque uno sbocco artistico. Ho un sogno e punto in quella direzione, ma sento di dovermi preparare ad ogni eventualità. Di solito gli artisti affermati ti dicono che non bisogna avere una seconda scelta, che bisogna puntare tutto sulla propria passione, ma loro sono quelli che ce l’hanno fatta. È il paradosso del trapezista: il trapezista senza rete non può permettersi di sbagliare ed è proprio per questo che fa tutto il pezzo giusto; questo però lo raccontano i trapezisti che sono riusciti a scendere dal trampolino, non quelli che si sono spiaccicati a terra e sono morti.

Come si fa a essere produttivi quando l’umore non è dei migliori e la creatività vacilla?
Devi renderti conto che la tua passione è il tuo lavoro, la voglia bisogna trovarla. Con i tuoi lettori hai un contratto che non puoi tradire: la promessa di fargli vivere un’avventura. Le scadenze a volte sono difficili da rispettare, ma devi ricordarti che è quello che hai scelto ed è bello per questo.

C’è una persona, un autore che ti ispira particolarmente?
Una sola persona no, ma un ambiente sì. Tutti quelli con cui sto lavorando adesso, all’interno della ManFont e del gruppo Crossover, mi ispirano. Parlo di loro perché sono quelli con cui sono più a stretto contatto. Stando con loro sento di poter essere una persona migliore, è un ambiente creativo meraviglioso.

Un consiglio per chi ha il sogno di fare il fumettista?
Quando sarai stanco, distrutto, pensa che in quel momento tutti i fumettisti del pianeta sono distrutti. Il professionista stringe i denti e va avanti.

Una domanda che vorresti io ti facessi?
Ne vale la pena? Sì, ne vale la pena.

Blog personale di Giorgio: http://gioaboumrad.blogspot.it/
Pagina Facebook di Giorgio: https://www.facebook.com/giorgioaboumradofficialpage?fref=ts

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