Geocaching – Una caccia al tesoro su scala globale

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Geocache a Cagliari.

Geocache a Cagliari.

Era una serata tra amici molto fiacca, di quelle che non vogliono decollare, che dopo un’ora che sei uscito inizi a pensare cose tipo “Forse potevo starmene a casa a guardare Breaking Bad… Ora è un po’ lento ma dicono dalla terza stagione migliora…”. Ormai erano le 23:00 passate e in tutti noi era sempre più vivido quel senso di rassegnazione tipico di quando gli argomenti di conversazione stanno finendo. Poi, colpo di scena: uno dei membri della compagnia se ne esce dicendo d’aver sentito di un gioco molto simile ad una caccia al tesoro che al posto dei classici indizi si avvale di un dispositivo GPS. Visto che qualsiasi smartphone è munito di questa funzione, facciamo subito qualche ricerca: il risultato è Geocaching. Presi dall’entusiasmo scarichiamo l’applicazione apposita e partiamo alla volta del Santuario della Beata Vergine della Spina, nei pressi di Pralormo, luogo in cui a quanto pare è nascosto il nostro bottino. Arrivati sul posto iniziamo a cercare questo “cache”, letteralmente “nascondiglio”, seguendo le indicazioni forniteci dalla bussola virtuale del programma. Dopo una bella manciata di minuti e diverse cadute evitate raggiungiamo il nostro obiettivo, del quale però non rivelerò il nascondiglio per via delle regole che me lo vietano. Tanto divertimento, una serata diversa dal solito e la soddisfazione di aver partecipato a qualcosa su scala globale.

Geocache alla Torre del Basilico, Solanas (CA).

Geocache alla Torre del Basilico, Solanas (CA).

Ma quindi cos’è il Geocaching? Il termine viene coniato per la prima volta dall’americano Matt Stum il 30 Maggio del 2000, anche se il primo cache veniva nascosto all’inizio di quello stesso mese da Dave Ulmer nei pressi di Portland, per testare la precisione della sua unità GPS. Partecipare è semplicissimo, basta registrarsi sul sito www.geocatching.com e scaricare una delle diverse applicazioni come Geocaching (a pagamento) oppure c:geo (gratuita). Bisogna quindi selezionare un geocache e partire alla ricerca. Questi sono delle capsule di forme e dimensioni variabili, come scatoline porta rullini o contenitori da frigorifero, con all’interno un logbook per mettere la firma e alcuni oggetti di poco valore lasciati dai seekers passati in precedenza. Una volta firmato è possibile loggare il cache, ossia segnare sul proprio profilo che è stato trovato. Il gioco funziona grazie alla collaborazione dei cercatori, che tramite il sito tengono informati i keeper, coloro che hanno creato il cache, riguardo alla condizione degli stessi: le capsule possono rovinarsi, andare perdute oppure essere trovate accidentalmente dai babbani o mugglers, persone che non conoscendo il gioco rimuovono i contenitori. I nascondigli non sono mai posizionati a caso: l’obiettivo del Geocaching infatti non è solo quello di far condividere il divertimento della ricerca, ma di far scoprire ai partecipanti luoghi nuovi, di interesse storico e/o naturalistico. Sta a voi ora, armatevi di cellulare e partite per l’avventura!

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