G7, i progetti per il mondo dei sette potenti

Si è concluso l’8 giugno nel castello di Elmau in Germania il G7, vertice che riunisce le potenze economiche mondiali. Molti i temi discussi dai sette grandi durante i due giorni del summit annuale e altrettanti i propositi adottati come linee guida politiche ed economiche per “modellare il futuro del pianeta”. Rimangono tuttavia i dubbi su come queste verranno applicate e, soprattutto, ci si chiede se saranno destinate a rimanere carta stampata.

g7-2015Sul tavolo del G7 i leader dei sette paesi — Francia, Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Canada e Giappone — mossi dagli obiettivi di crescita economica e libero mercato, hanno prima di tutto discusso di economia. Si è concordata un’accelerazione nei lavori per concludere entro l’anno i negoziati sul Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Ttip). Un certo rilievo è stato dato anche al Parternariato trans-pacifico (Tpp) tra Stati Uniti e paesi asiatici del Pacifico oltre che agli accordi di libero scambio fra Unione Europea e Giappone. Riguardo alla Grecia la cancelliera Merkel sostiene “c’è ancora molto lavoro davanti a noi”.

A fronte delle numerose crisi internazionali di questi ultimi tempi al G7 si è dato parecchio spazio a questioni politiche ed umanitarie. “Affermiamo il nostro impegno a prevenire e combattere il traffico di migranti e chiamiamo tutte le nazioni ad affrontare le cause delle crisi che hanno così tragiche conseguenze per tante persone”, si legge nel documento conclusivo del vertice. Una certa importanza assume anche la lotta al terrorismo. I sette paesi più industrializzati, richiamandosi al principio di sovranità ed integrità territoriale, non hanno poi lasciato da parte il discorso sull’Ucraina. Riaffermata la condanna all’annessione della Crimea da parte del governo russo, è ormai urgente uno sforzo per risolvere la questione in modo diplomatico. I leader concordano sul fatto che le sanzioni contro la Russia continueranno ad essere effettive fino a quando gli accordi di Minsk non saranno rispettati. “Se sarà necessario verranno imposte sanzioni aggiuntive e significative contro la Russia” ha aggiunto Barak Obama. D’altronde la grande esclusa dal summit è proprio la Russia e non è casuale la visita di ieri del leader del Cremlino. Putin è stato accolto in mattinata all’Expo di Milano come ospite d’eccezione dal Presidente del Consiglio Renzi, per poi recarsi nel pomeriggio in Vaticano a discutere con papa Francesco di questioni come Ucraina, Iraq e Siria ed infine al Quirinale dove lo aspettava il Presidente Sergio Mattarella.

Ma il punto centrale del G7 è forse quello sul clima. I leader del summit si dicono soddisfatti dell’accordo raggiunto anche in vista della Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi del prossimo dicembre. Sembrano inoltre a favore diverse ong ed associazioni, tra cui Greenpeace, che ora chiedono una reale attuazione degli obiettivi espressi. L’impegno comune è mantenere l’innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi e per farlo occorre ridurre tra il 40 ed il 70% l’emissione di gas serra entro la metà del secolo, rispetto al 2010, oltre che a “decarbonizzare” l’economia nel lungo periodo. “Continueremo i nostri sforzi per una mobilitazione crescente di finanze, da fondi pubblici e privati” sostengono i paesi, che si adoperano inoltre a raggiungere l’obiettivo della mobilitazione di 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020, come stabilito dagli accordi di Copenhagen. Tra gli altri obiettivi c’è poi l’accesso alle energie rinnovabili in Africa e nei paesi in via di sviluppo, accompagnata dalla riduzione della povertà energetica ed dalla resa operativa del fondo verde per il clima per abbattere le emissioni di gas serra in queste aree.

Una particolare attenzione viene posta infine anche ai problemi ambientali e allo sviluppo: nel documento si parla di salvaguardia dei mari dall’inarrestabile prolificazione di plastica e rifiuti, di sicurezza del cibo e dell’importanza economica del ruolo delle donne nei paesi in via di sviluppo.

g7-logoInsomma, il quadro di un mondo migliore delineato dalle sette grandi potenze sembra studiato per far cambiare idea anche al più scettico e disilluso. Del resto il vertice si è aperto sullo sfondo della grande manifestazione a Monaco, dove decine di migliaia di attivisti hanno sfilato in un corteo pacifico contro i potenti della terra. Vicino ad Elmau poi, un sostenitore della protesta ha messo a disposizione un campo dove si sono stanziati i manifestanti, rappresentati dal collettivo Stop G7. Ma ora che il vertice è concluso resta una domanda: si passerà ai fatti?

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