Delrio ai trasporti, nuova linfa per la mobilità sostenibile?

Graziano Delrio è il nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo scorso 2 aprile ha preso il posto del dimissionario Maurizio Lupi, coinvolto in questioni giudiziarie tristemente note. Laureato in endocrinologia ed ex sindaco della sua città natale, Reggio Emilia, Delrio ha ricoperto per diversi anni il ruolo di presidente dell’ANCI e si è sempre mostrato in prima linea nella promozione della mobilità sostenibile. Immancabile il trionfante arrivo in bicicletta al Quirinale il giorno della sua nomina:

 

 

Una nomina molto incoraggiante, considerato che Delrio già sindaco di Reggio Emilia si fece nel 2012 promotore dei primi Stati Generali della Mobilità Nuova (che hanno preso luogo quest’anno il 10-11-12 aprile a Bologna), dove dichiarò che “L’innovazione e la qualità, le modifiche ai comportamenti di vita, nascono dalle città, nascono dal basso. Siamo qui, come Anci, non tanto per un atteggiamento rivendicativo verso il governo, che pure è in grave ritardo su questi argomenti, ma per dire che ci assumiamo oggi un impegno con questi primi Stati generali: promuovere con tutte le nostre energie, con le forze a nostra disposizione, una diversa cultura nel Paese”.

Dichiarazioni coraggiose e significative di una volontà risoluta, che dovrà ora tuttavia scontrarsi con molti interessi ambigui e dati di fatto scomodi con cui confrontarsi. Come tutti sappiamo la mobilità sostenibile in Italia non è vista come una delle priorità strategiche, e senza ombra di dubbio l’incarico di Delrio non può che far sorridere e sperare tutti coloro i quali, come me, credono nelle potenzialità di un diverso modo di approcciarsi alla mobilità. Nell’ovvia convinzione della necessità di una lotta comune e sincronizzata, volta quanto più possibile a modificare le abitudini quotidiane degli italiani prima ancora delle leggi.

Sempre secondo Delrio “Gli Stati generali della bicicletta devono essere un grande laboratorio virale di contaminazione di buone pratiche e di contaminazione culturale. Vogliamo che da questi Stati generali escano indicazioni concrete per un cambiamento radicale, sociale, culturale, politico nel nostro approccio verso la Mobilità nuova e anche verso un diverso consumo dell’energia. Un cambiamento che stia su diversi piani: sul piano normativo riguardante la sicurezza stradale; organizzativo per la pianificazione della mobilità urbana; della governance per far interagire i diversi attori, elemento fondamentale per portare a buon frutto, mettere insieme queste energie e incanalare in maniera unitaria il protagonismo ‘dal basso’ e l’impegno dei cittadini”.

Cambiamento culturale, contaminazione di buone pratiche e movimento dal basso, queste le direttrici che hanno sempre mosso l’azione da attivista e poi politica del neo ministro ai Trasporti. E’ tempo di muoversi diversamente, e di eliminare quelle scomode due ruote in più.

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