Dall’NBA a League of Legends: il mondo dell’e-sport

Internet e i dispositivi  che ci permettono di usufruirne, come smartphone e tablet, sono sempre più utilizzati e da semplici strumenti di lavoro e informazione sono diventati veri e propri mezzi d’intrattenimento. Sono nati così numerosi videogiochi che permettono a più persone di giocare insieme, sedute comodamente a casa loro davanti al pc o una console.

Le semplici sfide fra amici hanno iniziato ad evolversi e sono diventate a tutti gli effetti delle vere competizioni con tanto di squadre, sponsor e dirette live trasmesse online (in alcuni casi anche in tv)  per i fan.

de_final6_thumbLe squadre si sono trasformate in organizzazioni professionali che mettono a disposizione dei giocatori coach, analisti, psicologi e un ambiente in cui allenarsi e vivere concentrandosi solo sul proprio miglioramento, raggiungendo così il livello di impegno dei più famosi atleti conosciuti.

Per raggruppare le diverse categorie di gare di videogiochi è stato coniato il termine e-sport (electronic sport). Nell’ultimo periodo, questa nuova tipologia di competizioni ha ottenuto un boom economico e mediatico non indifferente. Sempre più case produttrici di videogiochi stanno creando dei circuiti competitivi con tanto di campionati, tornei e stipendi per i partecipanti, riempiendo arene di fan che vogliono seguire i giocatori dal vivo, non tralasciando la conseguente vendita di merchandising, con magliette, accessori e gadget legati ai videogiochi protagonisti.

La competizione che sta avendo il più grande seguito al momento è League of Legends (conosciuto con l’acronimo LoL), un videogioco per pc gratuito che conta milioni di giocatori. I migliori tra loro hanno l’opportunità di mettersi in mostra ed entrare a far parte di squadre professionistiche, trasformando la loro passione in una vera e propria carriera.

Riot games, la società fondatrice di LoL, organizza in prima persona i campionati europei e nordamericani, facendo gareggiare una contro l’altra dieci squadre composte da almeno cinque giocatori (è possibile avere anche alcune riserve) e lasciando ad altre organizzazioni il compito di creare campionati in Cina, Corea del Sud, America Meridionale e altre regioni, per poi disputare a fine anno un torneo mondiale.

League of Legends World Championship 2014- Fonte http://euw.leagueoflegends.com/de/news/esports/esports-editorial/das-war-die-world-championship-2014

League of Legends World Championship 2014- Fonte http://euw.leagueoflegends.com/de/news/esports/esports-editorial/das-war-die-world-championship-2014

Per quantificare il successo del mondo dell’e-sport basta guardare i dati di ascolto: lo scorso anno la finale dei mondiali ha raggiunto il picco dei 14 milioni di spettatori simultanei.

I paesi asiatici si classificano al primo posto per numero di fan e livello di competitività delle sue squadre, ma gli europei e gli americani non si arrendono facilmente; in particolare, sono gli americani ad approfittare del successo economico di questo fenomeno, utilizzando League of Legends come un vero e proprio business. Un esempio ne è Rick Fox, celebre ex cestista NBA, che ha acquistato per un milione di dollari la squadra di videogiocatori degli Echo Fox per poterla gestire personalmente. Un altro caso è la squadra Ember, che pur non essendo ancora nel campionato maggiore, paga ai suoi cinque giocatori uno stipendio medio annuo di sessantamila dollari.

Certo, il mondo dell’e-sport è ancora troppo giovane per capire se avrà un futuro duraturo, ma stando ai dati degli ultimi anni l’ascesa del suo successo non può che testimoniare la nascita di un settore sportivo ed economico il cui peso non è da trascurare.

Fonti:

http://euw.leagueoflegends.com/de/news/esports/esports-editorial/das-war-die-world-championship-2014

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