Con TRASHed :: Recycling Store i festival non sono mai stati così verdi

Ammettetelo, l’articolo su quelle tenere casette di legno (anche parecchio ecologiche) di un paio di settimane fa vi ha fatto venire una voglia pazza di prendere la macchina, no anzi, la bicicletta, andare in qualche negozio di Fai Da Te, comprare del legno e buttarvi a capofitto in giardino a costruire il vostro nuovo rifugio per le lunghe e fredde domeniche invernali.

 

Nel caso non l’abbiate fatto, non temete: le possibilità per esaltarsi per una causa ecologica non mancano mai e quella che sto per illustrarvi, a parer mio, è dannatamente divertente. Vi bastano in sostanza tre ingredienti: un grande festival musicale, un tappeto di bicchieri buttati in terra, e tanti fantastici premi (nei quali, dato il contesto, mi sento di includere bottigliette d’acqua gratuite). Trovati? Bene, eccovi TRASHed :: Recycling Store, un programma di riciclaggio interattivo nato a Los Angeles nell’ormai lontano 2004, che permette al pubblico dei più grandi festival mondiali (l’iniziativa si sta ormai diffondendo ovunque) di acquistare tanti fantastici gadget, biglietti, CD, magliette autografate dai loro artisti preferiti pagando con… i rifiuti!

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No, non sono impazzito, e neanche vi sto raccontando di mondi paralleli. È già successo anche in Italia, e si appresterà a succedere sempre più spesso. Preparatevi quindi a vedere orde di zombie vagare con lo sguardo perso all’orizzonte in cerca di bicchieri (con tanto di amici dietro che staranno nel frattempo sviluppando notevoli doti di giocoleria, dovendo tenere 150 bicchieri in equilibrio con una sola mano, per giunta ubriachi), pronti a donare di nuovo ai prati il loro originario colore verde.

 

Scherzi a parte, quest’iniziativa ha indubbiamente una forte valenza simbolica, considerato che l’effetto concreto in sé, diciamocelo, è fine a se stesso: in fondo ci sarà qualche migliaio di bicchieri per terra in meno, ma non vi eviterete certo le scene di devastazione tipiche della fine di ogni concerto. Il vero significato dell’iniziativa sta nel fatto che incoraggia le persone, tramite incentivi, a prendere parte attivamente ad un processo di mantenimento del decoro, in una raccolta rifiuti partecipata e proattiva. La pulizia qui non è vista come coercizione ma come stimolo, un divertimento, un modo alternativo per passare i momenti morti di un festival musicale. Certo l’incentivo gioca il suo ruolo, è la molla che fa scattare il meccanismo, ma nessuno vieta di pensare che un giorno tutto questo potrà accadere in automatico. In fondo, prima di arrivare sulla luna, l’uomo di passi in avanti ne ha fatti molti, o sbaglio?

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