A Torino è tempo di sostenibilità, giovedì inaugura Terra Madre 2014

Il prossimo fine settimana (tra giovedì 23 e lunedì 27 ottobre), si terrà a Torino il Salone Internazionale del Gusto che vedrà, quale evento parallelo, lo svolgersi di Terra Madre. Di cosa stiamo parlando esattamente, e perché l’edizione di quest’anno è davvero importante?

 

Terra Madre è una rete mondiale, creata nell’ormai lontano 2004 da Slow Food (Non mi dilungherò su questo tema, spero che il pubblico carmagnolese sappia orientarsi quando viene citato il termine), che raggruppa tutta una serie di comunità agricole locali che lottano per il mantenimento della qualità delle produzioni agro-alimentari locali. Il principale “nemico” contro cui queste comunità combattono è lo spettro dell’Agri-business, l’agricoltura di massa, omologata e volta unicamente al profitto, che non tiene conto dei ritmi della terra in una disperata corsa al denaro.

 

Nel 2014, in un generale clima quantomeno di ridiscussione del liberismo capitalistico, è stato compiuto un passo fondamentale nel cammino di questo movimento: le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2014 Anno internazionale dell’Agricoltura Familiare, in celebrazione dell’importanza che la difesa dei valori agricoli locali può assumere in un mondo dove ancora l’80% del cibo mangiato (attenzione, non venduto) dalle persone è prodotto grazie all’agricoltura familiare.  Il restante 20% viene presumibilmente immesso non sul Mercato, ma sui mercati, tradizionali luoghi di scambio e condivisione tra le comunità locali ancora oggi vivi in tantissime zone (rurali e non) di tutto il mondo.

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Il riconoscimento delle Nazioni Unite deve quindi porsi non come punto di arrivo, come momento di autocelebrazione per il movimento, ma come riflessione da cui partire per diffondere sempre di più i valori di un tipo di agricoltura che sta andando perdendosi tra i fumi delle industrie e del “progresso” inteso in senso classico.

 

Da giovedì a lunedì saranno quindi più di mille gli agricoltori provenienti da tutto il mondo a rappresentare l’orgoglio delle loro realtà locali, mostrando le tecniche che permettono loro di rispettare la terra, la Terra, ed i suoi ritmi naturali, senza l’utilizzo di componenti chimiche nocive per la flora e la fauna circostante, in una simbiosi, in una collaborazione tra la terra e la natura, la sola in grado di produrre i frutti di cui potremo nutrirci per sempre.

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