5 facce diverse dell’immigrazione: come liberarsi dagli stereotipi

Questa settimana voglio provare a trasmettervi un messaggio che una mia docente universitaria ha trasmesso a me qualche giorno fa. Sottoporrò alla vostra attenzione 5 immagini molto significative sul tanto dibattuto tema dell’immigrazione, per dimostrarvi quanto sia facile manipolare le nostre menti, nonostante la purezza dei nostri valori. Proverò a mostrarvi 5 facce un po’ inconsuete dell’immigrazione, provando a decostruire alcuni luoghi comuni.

solito-immigrato 1. Questa immagine fa riferimento ad una campagna utilizzata da Oim per sfatare il luogo comune dell’immigrato criminale. L’immagine ritrae una dottoressa, donna di origine congolese, che soccorre un uomo italiano. Ciò che colpisce però è l’abbinamento di questa fotografia con la frase riportata sotto: il solito immigrato protagonista di un fatto di cronacaPerché? Provate ad immaginare di aver letto questa frase senza fotografia di sfondo, a che cosa l’avreste collegata? Siate sinceri con voi stessi, non sentitevi delle persone spregevoli, l’avreste associata ad un crimine. Questo non perché siate razzisti, è un’associazione dovuta ad un semplice fattore culturale. L’approccio utilizzato dai  a questo tema ci ha portati, con il tempo, a fare naturalmente questo genere di associazioni. Non è una bella cosa di cui diventare consapevoli, vero?

rachid - poli 2. Rachid è un ragazzo di origini marocchine, lui grazie alla tenacia ce l’ha fatta, e all’età di 26 si è guadagnato una laurea triennale in ingegneria, conseguita presso il Politecnico di Torino. Si è diviso per anni tra le aule dell’università e i portici del centro di Torino, ma è riuscito a pagarsi gli studi e a garantirsi un futuro migliore. Rachid è la testimonianza vivente che pagarsi gli studi vendendo accendini e pacchetti di fazzoletti è possibile. O meglio, Rachid è la testimonianza che volere è potere. Alcune volte queste cose accadono davvero, ma quanti di noi sarebbero stati disposti a tanto?

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3. I migranti tra gli angeli del fango, proprio loro che hanno fatto così tanto parlare di sé, senza poi aver preteso nulla. Sono scesi in strada, si sono mobilitati al fianco di tanti altri per far fronte ad una emergenza. Si è parlato tanto di loro sui fatti di Genova, della manipolazione fatta dai media, da un lato e dall’altro, senza pensare poi tanto a quanto fosse accaduto sul serio. Ennesimo episodio di strumentalizzazione. Credete che abbiano pensato a tutto questo vedendo il disastro della città e mettendosi al lavoro? Sinceramente, io non credo.

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4. Estela Robledo, donna di origine argentina, ex prigioniera politica durante la dittatura degli anni ’70 e coautrice del libro “Memorie del buio”. Estela è da anni una donna attiva sul territorio italiano e, nello specifico, sul territorio torinese. Attualmente si occupa del progetto prisma, nell’ambito del settore disabilità. Si tratta di un progetto di auto-mutuo-aiuto con l’obiettivo di favorire l’integrazione dei servizi rivolti alle persone disabili promuovendo la complementarietà delle attività svolte dal volontariato con gli obiettivi generali perseguiti dalla Pubblica Amministrazione.Tanto coraggio tutto in una stessa persona, come possiamo non considerarla un splendido esempio?

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5. La quinta faccia non poteva che collocarsi sul nostro territorio, a Carmagnola. Si chiama Casa Frisco il progetto che nasce dall’unione di tante donne volenterose, provenienti da paesi diversi, ma animate da un’unica forza. Casa Frisco è diventato un vero e proprio progetto al servizio della comunità che offre corsi, servizi per donne e bambini e aiuti pratici per la comunità. Un vero orgoglio per le donne carmagnolesi, a parer mio.

La conclusione? L’immigrazione non costituisce e non è costituita solamente da problemi: molto spesso immigrazione significa semplice e puro arricchimento

 

 

 

 

 

 

 

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