18 dicembre: alla scoperta del Kurdistan

Che cosa sappiamo del popolo curdo? Se anche voi avete l’impressione che la visione comune sia un po’ troppo nebulosa rispetto a quella che è la realtà, sarete felici di sapere che il prossimo giovedì 18 dicembre, presso il circolo Arci Margot, saranno ospiti Renato Torti, Antonio Olivieri (presidente dell’AssocKurdish-inhabited_area_by_CIA_(2002)iazione “Verso il Kurdistan” Onlus), nonché un rappresentante della comunità curda di Torino, che interverranno per chiarire tutte le nostre idee. La serata avrà inizio alle 19,30 con la cena anticrisi a base di piatti tipici curdi, e proseguirà dalle 21,30 con la testimonianza degli esperti, che si sono resi disponibili per rispondere ad ognuna delle vostre curiosità su questa antica popolazione. Per avere un’idea di che cosa si parlerà il prossimo giovedì, ho incontrato in anteprima Renato Torti, fonte di tutte le informazioni di seguito riportate.

Il popolo curdo ha origini antichissime, da far risalire all’epoca pre-cristiana; sorge sul territorio della ex Mesopotamia, dove nascono i fiumi Tigri ed Eufrate. Comunità di tipo nomade e pastorale, non ha mai dato avvio ad una organizzazione sociale di tipo gerarchico, questa caratteristica ha condotto la popolazione a sottostare alle differenti potenze forti susseguitesi sul territorio nel corso del tempo. I curdi sono il più grande gruppo senza uno Stato, ad oggi quantificabili in circa 35/40 milioni tenendo conto sia di quelli che vivono in territorio curdo sia di quelli dislocati qua e là, nei territori della diaspora. La popolazione curda si divide oggi infatti tra il territorio turco, dove vi è la comunità più ricca con circa 12 milioni di persone, l’Iran, il Nord dell’Iraq e la Siria. A queste persone si aggiungono tutti i curdi fuggiti dalle persecuzioni susseguitisi in queste aree geografiche e che quindi ora si trovano su territorio europeo o americano. La comunità curda più ricca in Europa si può localizzare in Germania, ma anche in Italia è presente un gruppo piuttosto folto.

La situazione del popolo curdo, storicamente, cambia con gli effetti della prima guerra mondiale. Con lo smembrarsi dell’impero persiano, infatti, ebbero inizio una serie di lotte, interne al popolo curdo e, soprattutto, tra le grandi potenze, in contrasto per il controllo del territorio. Punto nevralgico per la presenza di petrolio e abbondanti risorse d’acqua, il territorio del Kurdistan è da decenni luogo di contese mondiali. Queste dinamiche si sono ripercosse sul popolo curdo che, un po’ sfruttato e coinvolto in pratiche poco legali, un po’ preso di mira e perseguitato, si è sempre trovato in una situazione di totale assoggettamento. In Turchia il popolo curdo è da molti anni soggetto ad una politica di annientamento, non di tipo fisico come quella a cui è stato sottoposto il popolo armeno, ma sociale. In Turchia è oggi vietato parlare di curdi, definiti “i turchi delle montagne“, non è concesso utilizzare la lingua curda e le famiglie vengono spesso smembrate, gli uomini finiscono in prigione, e così anche molti giovani. Renato cita un esempio piuttosto emblematico: durante uno dei suoi viaggi, lo scorso anno, ha incontrato una donna che gli ha raccontato di avere una figlia di 13 anni in carcere, arrestata per aver preso parte ad una manifestazione in difesa delle donne l’8 marzo. La Turchia promuove però politiche contrastanti: se perseguita i curdi turchi, di fatto è alleata e sfrutta i curdi insediati nel Kurdistan nel nord dell’Iraq. Questo territorio, isolato per numerose vicende di tipo storico e politico, si è dimostrato ideale per la creazione di una ocalanpiccola “oasi” (Kurdistan del Sud) del popolo curdo che vive qui in una situazione di parziale autonomia e che, vista la posizione strategica di collegamento, fa sì che una potenza come la Turchia muti atteggiamento rispetto alla popolazione.Un’ altra caratteristica importante del popolo curdo riguarda l’emergere, a partire dagli anni ’70, di movimenti politici. Primo fra tutti il movimento del PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan), di estrazione socialista fondato dal leader Abdullah Ocalan, diffusosi soprattutto in Turchia e nel nord della Siria.

Quello che attualmente caratterizza la situazione curda è la richiesta che venga riconosciuta loro una autonomia. Non si parla più della pretesa di costituzione di uno stato, ma del riconoscimento di una sorta di “regione autonoma” curda dove questo popolo possa tenere vive le proprie tradizioni e la propria cultura. I curdi hanno inoltre raggiunto un ottimo livello di parità sociale, tanto che i generi sono rappresentati nella stessa misura all’interno delle istituzioni e, in un villaggio ad esempio, troveremo sia un sindaco che una sindachessa. A questo proposito la comunità curda in Italia cerca di promuovere la diffusione del messaggio curdo e la conoscenza di quella che è la situazione vissuta da milioni di persone. Lo stesso promuove l’associazione presieduta da Antonio Olivieri che promuove la conoscenza della situazione curda prendendo parte ad iniziative come quella del prossimo 18 dicembre, e organizza adozioni a distanza di famiglie, vendita di prodotti locali e progetti più specifici. Attualmente l’associazione si sta occupando della raccolta di fondi per la realizzazione di un piccolo ospedale in un villaggio curdo per cui sono stati raccolti circa 20mila euro dei circa 50mila previsti per la realizzazione dell’ospedale. A questo proposito, parte del ricavato della cena anticrisi verrà donato all’Associazione.

 

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