E’ IN ARRIVO IL SEMESTRE DI PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO UE

«Non provate un brivido pensando di essere chiamati oggi a realizzare quel sogno degli Stati Uniti d’Europa, avuto da quella renzigenerazione che nelle macerie del dopoguerra iniziò la creazione di un nuovo soggetto? Il tema dell’Europa è dire ai nostri figli, noi che siamo la generazione Erasmus, che è possibile che l’Europa oggi sia il luogo in cui è possibile la speranza». Queste le parole del Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, alla vigilia del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea (luglio-dicembre). Da quanto emerge dalla relazione programmatica annuale 2014 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, in sintesi l’Italia intenderebbe approfondire il dibattito sul futuro della politica di coesione (a seguito delle novità introdotte dalla riforma dei fondi strutturali 2014-2020), sull’obiettivo della coesione territoriale e sugli strumenti per lo sviluppo territoriale integrato, con un’attenzione particolare alle aree interne e urbane. Intenderebbe inoltre aumentare l’occupazione, soprattutto giovanile, e agevolare la mobilità internazionale dei lavoratori; valorizzare la ‘dimensione sociale’ dell’Unione economica e monetaria; favorire l’inclusione sociale; contrastare povertà e discriminazione sociale.

La “Relazione programmatica” conta 161 pagine ed è suddivisa in tre capitoli: Il primo capitolo esamina gli aspetti base dell’organizzazione e preparazione della ‘presidenza semestrale’ italiana; le scadenze istituzionali dell’Unione; i principali impegni sul fronte del coordinamento delle politiche macroeconomiche e le prossime tappe della vasta riforma dell’unione economica e monetaria. Il secondo capitolo espone gli orientamenti e le priorità con riguardo alle politiche pubbliche e agli atti nei vari settori di attività dell’Unione: il mercato interno e la competitività, le politiche con valenza sociale, lo ‘spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia’, la dimensione esterna dell’Unione, l’allargamento dell’Unione a nuovi membri. Il terzo capitolo illustra le priorità con riferimento agli adempimenti dell’Italia nell’ambito della partecipazione all’Unione. Relazione Programmatica 2014

simbolo-semestre-europeo-presidenza-italianaIL LOGO. Il logo del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea è una rondine stilizzata con i colori dell’Europa e dell’Italia. Per i ragazzi del Liceo Artistico Design e Tecnico Grafico ISIS-IPSIA “G. Meroni” Lissone (Lombardia) che l’hanno realizzata, l’opera simboleggia il viaggio, la speranza e la libertà. Gli studenti vincitori del bando “LamiaEuropaè”, organizzato per scegliere il logo ufficiale del Semestre, hanno deciso di lasciare solo i tre elementi più importanti: il becco, rivolto verso l’alto, a simboleggiare la volontà di puntare al massimo; le ali, che simboleggiano orientamento, protezione e rispetto; e la coda, che distingue la rondine dagli altri volatili e simboleggia la diversità e il motto dell’Unione europea “uniti nella diversità”.


Che cos’è il Semestre europeo?

Il “Semestre europeo” è l’esercizio mediante il quale, nella prima parte di ogni anno, si valutano le politiche economiche sulla base dei Programmi di stabilità e convergenza (PSC) e dei Programmi nazionali di riforma (PNR) presentati annualmente dai paesi membri. Ciò consente ad ogni Paese membro di formulare osservazioni sui programmi dei partner e permette alla Commissione di esprimere un orientamento politico in tempo utile prima che siano adottate decisioni a livello nazionale. La Commissione verifica altresì i progressi degli Stati membri nella strategia di crescita a lungo termine dell’UE, ‘Europa 2020’, comprendente obiettivi in materia di occupazione, istruzione, ricerca e innovazione, clima e riduzione della povertà. Al termine di ogni ciclo di sorveglianza multilaterale, a fine giugno, ogni Paese riceve Raccomandazioni specifiche (Country Specific Recommendation – CSR) riguardanti sia le politiche di bilancio, sia le politiche strutturali. Queste Raccomandazioni devono essere tenute in debita considerazione dai paesi membri quando, nella seconda parte dell’anno, predispongono e finalizzano le leggi nazionali di bilancio e le misure strutturali per l’anno successivo. In sintesi, il ciclo del Semestre europeo avviene secondo la seguente tempistica: (a) il semestre europeo inizia in novembre con la pubblicazione dell’Annual Growth Survey (AGS), in cui la Commissione identifica le priorità economiche generali per l’Unione; (b) l’AGS è successivamente discussa dalle varie formazioni del Consiglio e dal Parlamento Europeo in vista del Consiglio Europeo di marzo, cui spetta di approvare gli orientamenti principali per l’Unione; (c) tenendo conto degli orientamenti forniti dal Consiglio Europeo, gli Stati membri presentano i propri PSC e PNR alla Commissione entro il mese di aprile; (d) sulla base della valutazione della Commissione, il Consiglio adotta le CSR, che saranno poi approvate dal Consiglio Europeo di giugno.

Che cos’è il Consiglio dell’UE?

 Il Consiglio dell’Unione europea, detto anche Consiglio UE, è l’istituzione in seno alla quale i ministri di tutti i paesi dell’UE si riuniscono per adottare le normative e coordinare le politiche.

Di cosa si occupa?

  • Approva la legislazione dell’UE
  • Coordina le politiche economiche generali dei paesi membri
  • Firma accordi tra l’UE e gli altri paesi
  • Approva il bilancio annuale dell’UE
  • Elabora la politica estera e di difesa dell’UE
  • Coordina la cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali dei paesi membri.

 Modalità di voto

Di norma, il Consiglio adotta le decisioni a maggioranza qualificata. Quanto più numerosa è la popolazione di un paese, tanto maggiore è il numero di voti di cui tale paese dispone; vi è tuttavia una ponderazione a favore dei paesi con meno abitanti:

  • Germania, Francia, Italia e Regno Unito: 29 voti
  • Spagna e Polonia: 27
  • Romania: 14
  • Paesi Bassi: 13
  • Belgio, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria e Portogallo: 12
  • Austria, Bulgaria e Svezia: 10
  • Croazia, Danimarca, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Finlandia: 7
  • Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Slovenia: 4
  • Malta: 3

TOTALE: 352

Durante le votazioni del Consiglio, si applica la “maggioranza qualificata”, che si raggiunge se:la maggioranza (a volte anche due terzi) dei 28 paesi dell’UE vota a favore sono espressi almeno 260 voti su 352.Inoltre, un paese membro può chiedere di verificare che la maggioranza rappresenti almeno il 62% della popolazione totale. Se così non è, la decisione non potrà essere adottata.Nelle votazioni riguardanti questioni di sicurezza, affari esteri e imposizione fiscale, le decisioni del Consiglio devono essere prese all’unanimità. In altre parole, ogni paese membro ha diritto di veto.A partire dal 2014 verrà introdotto un sistema di votazione “a doppia maggioranza”. Perché una proposta sia adottata, serviranno due tipi di maggioranza: una maggioranza di paesi (almeno 15) e una maggioranza della popolazione totale dell’UE (i paesi a favore dovranno rappresentare almeno il 65% della popolazione dell’UE).

 

Per rimanere aggiornati: sito ufficiale della Presidenza italiana del Consiglio UE http://italia2014.eu/

 

 

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