Garanzia Giovani: l’opportunità per la generazione né-né

Buona notizia per chi non studia e non lavora.
La crisi ha portato nelle nostre vite nuove parole e nuovi concetti, tra questi quello di “generazione né-né” (in inglese “neet”), che fa riferimento alle persone che non studiano e non lavorano, in particolare quelle comprese tra i 15 e i 29 anni. Proprio a loro si rivolge il programma “Garanzia Giovani”, promosso dall’Unione Europea, che concede finanziamenti per la sua attuazione agli stati membri con un tasso di disoccupazione superiore al 25%.
Il progetto si pone l’obiettivo di fornire ai “neet” una vasta gamma di opportunità per cambiare la propria condizione in base alle proprie esigenze (accoglienza, orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro, apprendistato, tirocini, Servizio Civile, sostegno all’autoimprenditorialità, mobilità professionale, bonus occupazionale per le imprese, formazione a distanza).

GGAccanto a un piano nazionale, stilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le Regioni hanno disposto un proprio piano di attuazione del progetto rendendo disponibili servizi diversi, il Piemonte, per esempio, non attiva le misure apprendistato, autoimprenditorialità, bonus assunzionale per le imprese e mobilità professionale. Tuttavia sul territorio regionale è possibile trovare opportunità di formazione e di Servizio Civile e non bisogna dimenticare che il progetto permette la mobilità nazionale e internazionale, quindi la possibilità di usufruire del programma anche in regioni diverse dalla propria.
Come funziona: può iscriversi chi ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni, è residente in Italia (possono partecipare sia i cittadini UE sia gli stranieri extra UE regolarmente soggiornanti) e non è impegnato in un’attività lavorativa né inserito in un corso scolastico o formativo.
Il primo passo è registrarsi, cosa che si può fare sul portale nazionale di Garanzia Giovani alla voce “Aderisci”, tramite i portali regionali, o attraverso i Servizi per l’Impiego. A Carmagnola ci si può rivolgere allo sportello apposito all’interno dell’ Informagiovani di via Bobba 8.
Entro 60 giorni dalla compilazione del modulo di iscrizione si viene contattati per essere indirizzati verso uno sportello informativo presso cui concordare un percorso personalizzato.
Entro 4 mesi da quel momento viene offerta un’opportunità concreta in linea con il proprio percorso, grazie anche alla collaborazione con molte imprese.garanzia_giovani

A una prima occhiata pare trattarsi di un’ottima notizia per una folta fascia di giovani che vivono una situazione scomoda, tuttavia non sono mancate le critiche. Innazitutto la scarsa capacità di comunicazione e informazione delle Regioni che ha fatto sì che le adesioni siano state inferiori alle aspettative: i giovani interessati spesso non sanno di avere questa opportunità o non sanno a chi rivolgersi per ottenere informazioni.
In secondo luogo molti si chiedono se le varie fasi del progetto rispetteranno i tempi e riusciranno davvero a garantire le possibilità previste a tutti gli iscritti.
Infine c’è chi si domanda se si tratti di opportunità concrete o di una breve illusione: certo, le misure proposte da “Garanzia Giovani” arricchiscono il curriculum e aiutano a orientarsi meglio nel mondo del lavoro, ma è una risposta sufficiente? Se il lavoro manca a cosa servirà essere più abili nel cercarlo o più qualificati per ottenerlo?
A conti fatti, non si tratta di certo di una soluzione definitiva alla disoccupazione giovanile, ma la filosofia vincente è probabilmente quella del “tentar non nuoce”, arricchire la propria formazione o la propria esperienza lavorativa non può che essere un vantaggio, nella speranza che, nel frattempo, il mercato del lavoro torni a offrire maggiori possibilità.

Per tutti coloro che hanno già avuto esperienze con “Garanzia Giovani” vi invito a raccontarla nei commenti, il vostro parere sarà utile per chi non conosce l’iniziativa o non sa se partecipare!

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