Fare la mamma? Oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente!

Doversi occupare a tempo pieno di un essere umano per almeno i primi due decenni della sua vita (per non dire oltre)… E’ evidente che essere un genitore sia in assoluto uno dei compiti più difficili e totalizzanti che la vita possa offrirci, specialmente se occorre combinarlo con un lavoro “normale” e parallelo.  Proprio tenendo conto di queste difficoltà organizzative, due grandi aziende americane come Facebook ed Apple hanno da poco proposto alle loro dipendenti un nuovo approccio alla maternità, che  ben poco ha a che vedere con le misure tradizionali: il congelamento degli ovuli.

mamme-e-bambini

In pratica, se la dipendente non se la sente di intraprendere una gravidanza e lasciare momentaneamente da parte la carriera, può decidere di far congelare e conservare le sue cellule uovo a spese dei datori di lavoro fino a quando non crederà di essere pronta per affrontare la sfida. Si tratta di un tema che ha immediatamente sollevato un gran numero di reazioni anche qui in Italia, come si può ben immaginare data la delicatezza dell’argomento.

Alcuni appoggiano questa nuova opportunità che la tecnologia ci mette a disposizione, sottolineando come permetta alle donne di essere ancora più padrone delle proprie scelte in ambito lavorativo, e riduca ulteriormente il divario con i colleghi uomini, la cui professione non potrebbe mai essere condizionata così drasticamente come da una gravidanza.

C’è però da tenere conto di numerosi aspetti sfavorevoli: innanzi tutto, non vi può essere la certezza che cellule rimaste ibernate per tanto tempo siano ancora perfettamente vitali, quindi il rischio di insuccesso nella fecondazione è reale; in secondo luogo possiamo elencare alcuni problemi “logistici”, come per esempio cosa potrebbe succedere agli ovuli se la donna in questione venisse licenziata o decidesse di cambiare lavoro e la nuova azienda non prevedesse di coprire le spese (ingenti) della procedura. Infine, non possiamo dimenticare che avere un figlio a 40, 45 anni può presentare delle difficoltà, certo non per la mancanza di volontà nell’essere dei buoni genitori o di affetto verso il bambino, ma quanto per il fisiologico invecchiamento cui tutti, ahimè, andiamo incontro, e che comporta meno resistenza ed energie.

Ora, quale sia la giusta opinione in proposito è difficile a dirsi, ma forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: poter essere genitori quando veramente lo si desidera, godendo al tempo stesso di tutte le tutele e le facilitazioni (orari flessibili, asili nido…) che davvero un’azienda dovrebbe offrire.

 

facebook-e-apple-finanziano-il-congelamento-degli-ovuli-delle-proprie-impiegate-2408481391[477]x[318]360x240

www.ansa.it › TecnologiaInternet & Social

www.repubblica.it/…/facebook_e_apple_pagano_il_congelamento_degli…

 http://www.pianetamamma.it/
http://mammebambini.it/

 

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone