Cop 21: la svolta?

Dal 30 Novembre al 12 Dicembre 2015 si è tenuta la Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, anche abbreviata Cop 21, undicesima sessione delle parti del protocollo di Kyoto del 1997, riuniti per un unico fine: salvare il pianeta. E non parliamo di storie di supereroi e nemici alieni: qui a fare la differenza dovremo essere tutti noi, per combattere il male che ora sta infestando il pianeta. MaleCO2_Emissions_in_1990_and_2012-IT.svg ora identificato sotto il nome diossido di carbonio, la famigerata CO2 , che è il risultato delle emissioni di tutti i nostri macchinari che sfruttano i combustibili fossili per poter funzionare. “Questo, se voi vorrete, sarà il primo accordo universale sul clima” sono le parole di Francois Hollande ai rappresentanti dei 195 paesi partecipanti, che si sono posti un obbiettivo: ridurre l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2° C,  cosa che implicherà di ridurre le emissioni del 95% entro il 2050, se si vuole raggiungere la soglia dei 1.5° C. E se la cosa sembra drastica e utopica, allora sappiate che in origine il trattato prevedeva la de-carbonizzazione, ovvero l’abbandono totale di combustibili fossili per un uso intensivo di fonti di energia pulite. La domanda che ci si potrebbe fare è: “Sarà abbastanza?”. I dati scientifici infatti non sono molto rassicuranti al riguardo, anzi, lanciano un allarme a tutti noi, riguardo soprattutto le conseguenze ambientali e i risvolti politici che un aumento della temperatura potrebbe generare. E non possiamo neanche nasconderci dietro al fatto che i risultati si vedranno in un lontano futuro, perché le scadenze limite sono tutte poste entro il 2050. Il testo finale si rivela in fine dei conti essere piuttosto debole: non vengono citate disposizioni sull’inquinamento causato da trasporti internazionali aerei e marittimi, e pare che non siano stati stabiliti dei metodi standard e comuni a tutti su come affrontare il problema, in quanto starà alle singole nazione autogestirsi in questa impresa. Il rischio è che questa possa passare alla storia come la più grande lista dei buoni propositi; dall’altro lato va riconosciuto che in un momento così critico ci potrà essere una possibilità di riscatto per dare la pre-condizioni necessarie alla costruzione di un mondo più sostenibile. Una cosa è certa, questa fase così critica dell’umanità sarà ricordata come il momento in cui 195 paesi hanno deciso di fare forza comune per la salvaguardia dell’ambiente.  

N.B. Nel caso foste interessati e particolarmente pratici di francese o inglese potete visitare il sito ufficiale: http://www.cop21paris.org/

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