Un patto tra Chiesa e istituzioni contro la crisi

C’ erano anche gli amministratori della Giunta Comunale di Carmagnola sabato 27 settembre all’ incontro di “L’Agorà del sociale” che ha visto Chiesa, istituzioni civili, mondo della scuola e del lavoro uniti per fronteggiare la crisi e proporre un nuovo modello di sviluppo. Un percorso fortemente voluto dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. In tempi duri nessuno si salva da solo, la sola risposta possibile è una risposta di sistema. É da questa consapevolezza che la Diocesi di Torino si è impegnata in un progetto ambizioso e articolato, nel quale trovano posto, oltre ovviamente alla dimensione ecclesiale, anime diverse: la politica, l’imprenditoria, i sindacati, la ricerca, l’università, le fondazioni bancarie, il terzo settore.

“A partire dal tema del lavoro – raconta l’ assessore Graziana Ferretto che ha partecipato all’ assemblea in rappresentanza del Comune di Carmagnola – emergenza di proporzioni enormi per quantità ma soprattutto per qualità, dove si riscontrano sempre più forme di lavoro irregolare, con il rischio di far pagare una volta di più alle famiglie deboli i costi della crisi, si è messo in evidenza come oggi non c’è territorio che possa fare tutto da solo, immaginarsi autonomo per produzioni, consumi, ricerca e servizi, ma si è chiamati a un’intensa vita di relazione con gli altri territori, con le istituzioni dello stato e dell’unione europea”.

nosiglia_sbiecoInaugurato nell’estate 2013, l’Agorà del sociale si è da subito messo all’opera lungo tre direttrici fondamentali, cioè lavoro, formazione e welfare. Tutto questo con un’attenzione particolare rivolta agli ultimi.

I principali attori del progetto sono stati chiamati per un momento di confronto. “Non è un incontro conclusivo: anzi siamo appena all’inizio”, ha più volte ricordato l’Arcivescovo, che ha voluto dare alla giornata un taglio molto concreto: l’obiettivo, ha sottolineato è: “progettare una strategia comune e collaborativa. Altrimenti ci limiteremmo a un esercizio teorico che accontenta chi vi partecipa, ma lascia i problemi al loro posto”.

«Meno di trent’anni fa – ha aggiunto il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino – in questa Regione si costruivano due tra i prodotti più venduti in Europa e nel mondo: il computer Olivetti M24 e la Fiat Uno. C’erano insomma risorse straordinarie che in buona parte sono andate perdute. Non tutte, però». Da qui la necessità di «tornare a investire nella manifattura e nelle realtà industriali d’eccellenza». Scommettendo sulla formazione. Anche perché, come ha fatto notare Licia Mattioli, presidente Unione Industriale di Torino, ci troviamo davanti a un paradosso: «da un lato i giovani che vivono sulla loro pelle la disoccupazione, dall’altro le aziende, che a volte faticano a trovare le figure professionali di cui avrebbero bisogno».

Che Carmagnola, come Torino e il resto del Paese, stia attraversando una crisi strutturale di enormi proporzioni lo dice l’esperienza quotidiana di migliaia di persone, ma lo dicono anche i numeri che esperti e luminari ogni giorno sottolineano. Davanti a un quadro così drammatico, la sola strada percorribile sta, secondo il Sindaco di Torino, Fassino, nel “congiungere le risorse pubbliche con quelle private, facendo sempre più ricorso agli attori sociali, mobilitando anche la capacità di donare e quella tradizione di welfare così radicata nella città”.

“Ad oggi la spesa per il sociale ha un peso molto rilevante nei capitoli di bilancio dei comuni ed è tra le voci più significative dei contributi forniti dalle fondazioni bancarie – continua l’ assessore Ferretto – Punto cardine su cui ruota il senso della piattaforma dell’Agorà, che è chiamata a “fare politica”, è quello di mettere ogni cittadino in grado di partecipare con attiva responsabilità alla polis, alla vita della comunità locale, a fianco delle istituzioni e delle aggregazioni partitiche, per provare a dare nuova forma alle istanze individuate. Mobilitare la generosità, mettere in moto le relazioni, responsabilità sociale, dono e carità, umiltà, solidarietà, sviluppo”: concetti – parole chiave patrimonio di tutti e non più di singole realtà.

Anche nella nostra città, che vive le grandi problematiche socio economiche già richiamate e affrontate dall’amministrazione comunale a fianco di associazioni, servizi sociali, parrocchie e cooperative, la responsabilità sociale dovrà ancor di più essere condivisa anche dalle realtà economiche, finanziarie e produttive, per poter sviluppare efficaci sistemi di reti superando vecchie contrapposizioni.

«Abbiamo l’opportunità di costruire una grande speranza per Torino e il suo territorio – ha detto Monsignor Nosiglia a conclusione dei lavori – La grave crisi che stiamo attraversando ci ha obbligati a riscoprire le nostre risorse più autentiche. La vera vittoria sulla crisi non consiste nel tornare al passato: si tratta, invece, di trovare il modo di non perdere nessun cittadino, offrendo le opportunità che ciascuno saprà cogliere”.

 

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