TESTAMENTO BIOLOGICO: COS’È E CHE VALORE HA IN ITALIA.

La dichiarazione anticipata di trattamento, comunemente conosciuta come “testamento biologico”, è un documento in cui, in pieno possesso delle proprie facoltà, si dichiara quali trattamenti sanitari si vuole o non si vuole ricevere nel caso in cui ci si trovi in condizioni di non poter esprimere il proprio consenso informato (ovvero l’autorizzazione a ricevere un determinato trattamento).

Si parla spesso di questo documento in relazione a patologie che, nel loro decorso, impediscono a chi ne è affetto di esprimere lucidamente la propria volontà.
4d7f8a51-101e-44cb-9259-bc999980f23eUn esempio calzante è quello della SLA (Sindrome Laterale Amiotrofica). Si tratta di una malattia neurodegenerativa che comporta la progressiva paralisi o atrofia dei muscoli volontari, causando la perdita delle capacità di movimento, parola, deglutizione e respirazione. Dal momento che, ad un certo stadio della malattia, si verificherà l’impossibilità per il paziente di comunicare, si rende necessaria una dichiarazione anticipata di trattamento che guidi l’equipe sanitaria che lo segue.

In Italia non esiste una legge specifica sul testamento biologico, questo fa sì che esso non sia sempre ritenuto vincolante. Il nostro paese ha, nel 2001, approvato la legge di ratifica della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1997 che stabilisce la validità delle dichiarazioni anticipate. Tuttavia lo strumento di ratifica non è mai stato depositato pertanto, ad oggi, l’Italia non fa parte della Convenzione e non l’ha resa operativa. Argomenti spesso avanzati in favore di una legislazione specifica sono la parte dell’articolo 32 della nostra Costituzione che recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” e l’art 38 del Codice di Deontologia Medica (“Il medico deve attenersi, nell’ambito della autonomia e indipendenza che caratterizza la professione, alla volontà liberamente espressa della persona di curarsi e deve agire nel rispetto della dignità, della libertà e autonomia della stessa.[…]Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.”). Nonostante il vuoto normativo è comunque possibile, per chi lo desidera, compilare il proprio testamento biologico attraverso moduli reperibili online che dovranno essere poi autenticati da un notaio. Il documento potrà essere d’aiuto, anche se non vincolante, per indirizzare la scelta dei sanitari e dei familiari verso una decisione che soddisfi la propria volontà.

Alcuni Comuni offrono la possibilità ai residenti di compilare il testamento biologico in presenza di un notaio e poi di depositarlo presso un apposito registro, l’intento è quello di offrire uno strumento in più a chi desidera produrre un testamento biologico, ma anche queste iniziative non sostituiscono una legge specifica. In mancanza del registro, come nel caso di Carmagnola, esistono anche associazioni, come la “Luca Coscioni“, che si fanno carico della raccolta dei testamenti biologici.

Sabrina Quaranta

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