Silvia Testa c’è

Intervista a 360° al Sindaco di Carmagnola a sei mesi dalla fine del mandato.

A sei mesi dalle elezioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale, sono iniziati i “giochi” per la poltrona del primo cittadino carmagnolese.
Noi del Corriere di Carmagnola abbiamo incontrato Silvia Testa per un’intervista a “tutto campo” per avere un’analisi sullo stato di salute della città, i suoi commenti sulle critiche che investono Lei e la sua Giunta e sulle sue intenzioni di ricandidarsi: una lettura interessante per i nostri lettori.

Carissimo Sindaco, mancano pochi mesi alla fine di questo mandato, quale valutazione di questi anni?
Posso dire che ci sono due facce di una medaglia: da una parte l’impegno profuso. La dedizione per la città e per i suoi cittadini che ci ho messo in questi anni è stata tanta e questo impegno è faticoso, ma questa fatica riesce a farti sopportare l’altra parte della medaglia, perché sono cinque anni in cui ti occupi della tua città, puoi fare delle cose per i tuoi cittadini, conosci tanta gente, conosci il perché, i meccanismi di come funzionano le cose, e questa è un’esperienza entusiasmante, nonostante la fatica.

Sono stati cinque anni faticosi però abbiamo messo dei puntini sulle I: oggi, nel periodo storico in cui viviamo e con le difficoltà con cui le amministrazioni comunali devono fare i conti ogni giorno, è difficile pensare ad opere che possano far ricordare l’impegno dell’amministrazione. Io vado orgogliosa nel dire che la più grande opera che io e la mia Giunta abbiamo fatto è stata ripianare il bilancio comunale. Vorrei che i cittadini sapessero che quando ci hanno eletti per amministrare questa città, le casse comunali erano in rosso per 4 milioni di euro. Questo è stato il primo obiettivo: ripianare questo buco che la città aveva. Per fare questo in effetti ci sono stati pochi interventi strutturali in quanto erano pochi i soldi che potevamo avere a disposizione visto il debito iniziale. Una situazione “ingessata” che ha limitato il nostro operato. Ora sarebbe il momento di poter vedere i frutti di questo risanamento. Ora possiamo, e lo stiamo facendo, mettere dei mattoncini per la ricrescita in tanti settori.

Certo sono consapevole che questi cinque anni non verranno ricordati per le opere fatte ma vorrei che tutti i cittadini sapessero che abbiamo evitato il dissesto del Comune. E credimi, era la cosa più importante da fare.

Quali sono le cose che avrebbe voluto fare e non è riuscita?
La cosa più in assoluto che non sono riuscita a realizzare è stata di avere una città più bella, più pulita e più ordinata. Questo è dovuto in parte al fatto che un amministratore deve fare delle scelte, come un buon padre di famiglia, e quindi vi sono delle urgenze e dei lavori che ti portano a dover eseguire un taglio in meno dell’erba. Ma voglio anche dire che è evidente una grande mancanza di attaccamento alla città che porta a gesti di inciviltà. La gente ha sempre meno amore per Carmagnola, per la propria città. Ti inviterei a vedere dopo che passiamo con la pulizia meccanizzata delle strade: due ore dopo vedi già il pacchetto delle sigarette per terra o il fazzoletto buttato._DSC1972

Posso proprio dire che mi spiace non aver creato una “città bella da vedere“.

Molti vedono nella sua scelta di continuare ad essere un medico la causa principale di questa sua poca presenza in città. Cosa ci dice?
Occorre capire cosa vuol dire essere presente o non essere presente. È vero che alcune volte non sono stata presente alle feste di borgata o piuttosto che a delle cene, perché comunque essendo madre di famiglia, quando ho iniziato a fare il sindaco ho voluto tenere alcuni punti fermi all’interno della mia famiglia, per cui la sera è proprio il momento che io dedico a stare con mio marito e mio figlio. Dal punto di vista istituzionale sono sempre stata presente e ritengo che per un sindaco sia fondamentale lavorare in gruppo, fare squadra e quindi anche saper delegare ai miei assessori. Sul farsi vedere in città, sicuramente sono stata poco presente, perché essendo professionalmente attiva, ho dovuto razionalizzare il mio tempo. All’interno del Palazzo Comunale o per l’attività amministrativa io ci sono sempre stata, anzi, quando non ero in piazza al mercato a stringere le mani ero in Comune a lavorare per i miei cittadini. Ho ritenuto che questo fosse più importante.

Molti osservatori politici giudicano la sua squadra “debole” di “basso livello”. Cosa risponde?
Molti giudicano la mia giunta debole, io rivendico la scelta della mia Giunta, una scelta assolutamente personale, dettata da una fiducia nelle persone e nella loro preparazione. Quando dicono “debole” mi piacerebbe sapere cosa si intende e a cosa ci si riferisce. Io posso dire che con la mia Giunta abbiamo sempre lavorato in gruppo e fatto una bella squadra, e questo spirito di squadra ci ha aiutato a sostenerci nei momenti difficili che ognuno di noi ha dovuto affrontare in questi cinque anni. Siamo stati un gruppo di persone leali, trasparenti, onesti e guardando ora, dopo cinque anni qualcosa avremmo cambiato o fatto in modo diverso. Ma con il senno del poi non si amministra una città come Carmagnola. Questi uomini e donne che hanno condiviso con me questo grande impegno per la città e che erano al mio fianco, con obiettivi comuni e condivisi, è stato molto importante. Per cui vorrei proprio capire qual è il concetto di debolezza a cui questi osservatori politici si riferiscono.

Quindi riconfermeresti tutti i tuoi assessori?
Dovessi rifare un altro quinquennio ritengo che occorra mischiare un po’ le carte: sia per rispettare una situazione personale che dopo cinque anni non è più la stessa. Per me è giusto un cambio, avere una visione diversa delle cose, nuovi stimoli e nuove euforie. Ci sarebbero assessori che mi piacerebbe confermare e altri che varrebbe la pena di cambiare.

Quanto ha influito il non aver lasciato il lavoro?
Io ho scelto di continuare a lavorare per due motivi principali: Il primo è perché fare il mestiere del medico è una vocazione. Non avrei potuto abbandonare i miei pazienti per cinque anni. É una questione di etica professionale per loro e per la mia professionalità, infatti smettere di colpo di fare il medico vuol dire, dopo anni di stop, avere dei deficit e delle mancanze che con la salute delle persone non ti puoi permettere. Il secondo motivo è perché fare il medico è il “mio piede nella normalità” della vita delle persone: continuare a lavorare, ritengo anche per un politico, vuol dire continuare ad essere nella vita normale e non essere risucchiato dal palazzo comunale che ti può far perdere il contatto con la vita vera. Ma continuare a fare il medico, per me, è anche un osservatorio su problemi della gente, perché con loro parli e tramite loro puoi farti una verifica di come stai procedendo e di quali sono i veri problemi che si vivono nella città.

Terzo motivo è perché proprio lavorando a Carmagnola potevo trovare la giusta dimensione tra impegno amministrativo e impegno professionale.

Quandi dovessi fare il sindaco per altri cinque anni, continueresti a fare il medico?
Assolutamente si.

Alcune questioni importanti: Ospedale e il suo futuro.
In questo periodo sono molto criticata sul discorso ospedale perché dicono che mi sono venduta il S.Lorenzo, che ho disatteso le promesse fatte. Non è assolutamente vero, anzi, l’ospedale di Carmagnola l’ho sempre difeso e lo difenderò sempre, se non altro perché ci lavoro, perché conosco le persone che ci lavorano e la loro professionalità.

Come dico sempre l’ospedale va difeso fino a quando sul territorio della nostra ASL esistono i tre ospedali, in quanto è giusto che ogni territorio abbia determinati servizi sanitari. A tal proposito ritengo che nell’atto aziendale appena redatto il S.Lorenzo non sia stato depauperato, anzi siamo riusciti a bloccare un progetto che forse, dopo la chiusura della ostetricia e ginecologia, poteva portare ad altre chiusure. Quello che rivendico, per il bene della città, è che Carmagnola non può non essere un protagonista nel progetto che vede la costruzione dell’ospedale unico. Questa proposta regionale, che sta andando anche molto spedita, a cui Carmagnola deve partecipare in modo attivo perché diversamente subiamo le scelte degli altri comuni e quindi non sarebbe giusto per il bene dei carmagnolesi di oggi e di domani.

Voglio dire forte che è doveroso partecipare attivamente ad un processo che comunque con o senza di noi va avanti, per cui occorre essere dei protagonisti per poter far sentire che Carmagnola è una protagonista di questo progetto epocale per il nostro territorio.

Tangenziale e viabilità. Anche in questo capitolo abbiamo messo dei puntini sulle I. Tutto il discorso della bretella sud e tangenziale era fermo al ministero dei trasporti dal 1999, sedici anni di questioni burocratiche. Finalmente tra poche settimane apriranno questa bretella sud, che, anche se spesso si dimentica è stata realizzata sotto la mia amministrazione. Rimane ancora da sciogliere il punto nodale del casellino di innesto sull’autostrada Torino-Savona. Stiamo attendendo l’incontro con i funzionari del ministero che il ministro Del Rio ci ha garantito per sbloccare la situazione. Non dipende solo dal Comune ma da atti burocratici (concessioni, permessi, rete autostradale) che bloccano il cammino di quest’opera. Una situazione molto complessa che non dipende solo dal Comune in quanto sulla scena ci sono tanti attori e tutti devono fare la loro parte per arrivare alla conclusione dell’opera, specie oggi che il discorso dei fondi, che non ci sono, è determinante.

Comunque tutto si può dire, ma almeno una parte è fatta. A breve partiranno i lavori per la rotonda sulla SS20 all’altezza della regione Provana, poco prima del ponte del Po in direzione Carignano, dove alla statale si congiunge la strada che arriva da S.Michele. Una rotonda che è l’inizio, lo start, della nuova tangenziale. Una progettualità sulla viabi- lità di Carmagnola c’è, ma tutto dipende dai fondi che vengono stanziati.

Lavoro. Sul tema del lavoro devo dire che uno degli assessorati che più ha lavorato in modo eccellente in questo ambito è stato quello dei Servizi alla persona che riguardano casa, famiglia e lavoro. Noi in questi cinque anni sul lavoro abbiamo investito molto: sul settore giovani in quanto abbiamo dato ai giovani un luogo e degli strumenti per poterli accompagnare e sostenere nel loro ingresso nel mondo del lavoro. Tirocini in aziende, tirocini all’estero, rapporti con realtà industriali del territorio che hanno dato come esito finale, in molti casi, l’assunzione presso queste realtà. Ma questo impegno per il lavoro è stato un vero punto di riferimento per chi è in difficoltà, specie gli esodati (e ce ne sono molti a Carmagnola).

Ritengo che partecipando ai tavoli della città metropolitana sempre con un ruolo di primo piano abbiamo potuto trovare i canali giusti per poter agire in modo determinante in questo ambito. Certo l’emergenza lavoro è sempre molto grande a Carmagnola ma noi cerchiamo di fare la nostra parte in modo attivo, anche se il mondo del lavoro è fermo. Pulizia strade e sicurezza. Per il discorso della pulizia, ripeto che è partita la pulizia meccanizzata delle strade che vogliamo ampliare e posso dire che va molto bene. E’ ovvio che l’appello che rivolgo a tutti i miei cittadini è di cooperare con il Comune con atteggiamenti civili e di educazione per mantenere decorosa la città.

Sulla sicurezza del cittadino parto dal tema Vigili Urbani. Spesso gli agenti di polizia municipale sono tartassati ma Carmagnola avrebbe bisogno di 30 vigili mentre in organico sono 18, distribuiti su due turni e tenendo conto che oltre al comandante, uno deve stare all’ufficio verbali, uno di piantone, sono proprio pochi quelli che agiscono sul territorio. Come amministrazione abbiamo scelto di avere la presenza della polizia municipale anche nelle ore serali e notturne, perché proprio i cittadini ci chiedevano questa presenza e di collaborazione con i carabinieri. Quindi questo ha portato a dover spalmare la presenza dei vigili urbani su molte più ore. Stiamo cercando di rimpolpare il gruppo ma questo non dipende dal Sindaco ma da precise leggi che regolano le assunzioni. Devo dire che il comandante sta facendo un ottimo lavoro di coordinamento e distribuzione dei carichi di lavoro. Potremmo certamente fare di più ma con le persone che abbiamo e per il fatto che non possiamo assumere, ritengo che il lavoro svolto e la presenza sia ottima. Non credo che invece per il discorso sicurezza Carmagnola sia più a rischio di altre città. Parlando e interagendo con le forze di polizia presenti sul territorio, il tasso di criminalità a Carmagnola è sicuramente allineato con le altre città del territorio. Percentuali dei reati non in crescita e anzi addirittura meno di un tempo, ma forse è la percezione dei reati da parte dei cittadini che è cambiata.

Tasse. Uno dei motivi che spingono a non voler fare il sindaco è che sulle sue spalle ricadono quei provvedimenti necessari per cercare di recuperare quei fondi che sempre più lo stato centrale non corrisponde più ai Comuni e questi, per sopravvivere, devono ritoccare al rialzo gli importi per i servizi che i Comuni offrono ai cittadini. Durante la mia amministrazione vero che alcune tasse sono state aumentate, ma quello che si è cercato di fare è non diminuire i servizi che diamo alle persone e credimi, noi a Carmagnola, diamo molti servizi comunali ai carmagnolesi. É stato fatto un grande lavoro per le persone più in difficoltà, portando le fasce ISEE a quattordici in modo da poter ampliare la fascia di chi può usufruire di queste riduzioni.

Molti si lamentano per l’aumento della tassa sui rifiuti, tassa che quest’anno è stata rivista per poter rispondere sempre meglio ai cittadini e, per coloro che differenziano in modo corretto e costante, porterà sicuramente delle riduzioni sui soldi da versare.

Torniamo ai conti comunali: oggi come sta a soldi il Comune?
In questi cinque anni c’è stata una revisione completa di tutti i conti comunali e qui devo fare senz’altro i complimenti all’assessore Cavallini per l’impegno e la professionalità che ha profuso per revisionare e ottimizzare i conti comunali. Carmagnola ha oggi un bilancio vero e veritiero, un bilancio stabile e da cui si può partire per pensare a cosa fare di bello per questa città. Abbiamo evitato il dissesto economico del Comune che sarebbe stato drammatico per la città, abbiamo pagato molte delle opere fatte dalla passata amministrazione (asilo Ronco, l’asfaltatura dell’autostrada di via tetti laghi) e in quattro anni siamo riusciti a rinegoziare i mutui fatti da altri amministratori che pesavano sulle casse comunali, abbiamo chiuso dei mutui non più economici per il Comune, abbiamo ripianato i tanti debiti che il Comune aveva quando siamo arrivati noi, e in questo momento possiamo dire che il bilancio è più sano, da qui si può pensare ad un nuovo futuro. In questi anni abbiamo partecipato a tanti bandi europei e del ministero e abbiamo sempre vinto questi importanti finanziamenti mirati a progetti e opere specifiche. Ad alcuni abbiamo dovuto rinunciare in quanto coprono solo una piccola percentuale della spesa, ma di fatto abbiamo vinto bandi importanti come quelli sulle scuole che arriveranno nei prossimi anni.

Torniamo alla politica in senso stretto. Ma perché secondo lei che, come dice, è riuscita a realizzare questa stabilità economica e finanziaria, nel centro sinistra qualcuno vorrebbe che non si ricandidasse?
Bisognerebbe rivolgere questa domanda a chi pensa che non sia più un valido candidato per il centro sinistra e mi piacerebbe sapere chi sono questi personaggi della coalizione e capire se hanno camminato con noi in questi cinque anni e che hanno toccato con mano quello che è stato fatto o sono persone che dal di fuori giudicano, in quanto sono due condizioni diverse.

Mi piacerebbe capire i motivi di questa accusa. Io sono una persona aperta e disponibile al dialogo e anche alle critiche, purché educate e costruttive. Mi piacerebbe avere un confronto con queste persone solo che spesso molti preferiscono scrivere sui social network oppure dirti le cose per vie traverse evitando un confronto costruttivo e diretto.

Tre buoni motivi per ripresentare Silvia Testa

Il primo: riuscirei a continuare questo lavoro di risanamento e di completamento di progetti iniziati che sono iniziati con la mia amministrazione: risanamento scuole, realizzazione della nuova Piazza Italia, la ridefinizione dell’area ex mattatoio. Tutte questioni su cui abbiamo gettato solide basi e che mi piacerebbe vedere realizzate.

Il secondo che i prossimi cinque anni sarebbero anche di “soddisfazione” del nostro operato: dopo cinque anni di lacrime e sangue, i carmagnolesi vedrebbero finalmente che, con le casse comunali a posto, anche noi siamo in grado di poter realizzare cose importanti per la città.

Il terzo perché l’impegno mio e della mia squadra è stato esemplare. Credo che la mia amministrazione sia stata segnata da alcuni errori e che avremmo potuto fare di più, ma la dedizione che tutti noi abbiamo profuso per Carmagnola e per il bene dei suoi cittadini è stata esemplare: abbiamo dato tempo, passione, dedizione e amore per questa città.

Tre buoni motivi per non ripresentare Silvia Testa

Un buon motivo perché mi piacerebbe dedicarmi di più alla mia famiglia. Mi piacerebbe metabolizzare meglio questi cinque anni perché sono stati molto impegnativi e densi. Mi piacerebbe riprendere la mia vita, stare di più con la mia famiglia e gli amici.

Sarebbero altri cinque anni di fatica, difficili da trovare la giusta dimensione per gli aspetti della mia vita. Ma io sono un mulo, il lavoro e le sfide non mi spaventano e quindi riuscirei a trovare il giusto equilibrio.

Altri motivi, non ne vedo.

Se il centro sinistra decidesse di trovare il suo candidato con le primarie, è una sfida che accetterebbe?
Io di base sono una persona che non ha difficoltà ad accettare le sfide né comunque sono una persona che si nasconde. Credo che le primarie, se fatte con regole giuste e corrette, siano un grande strumento democratico per cui non ho alcun problema e non mi tirerei indietro. E’ uno strumento che non va sprecato.

Sinceramente non so ancora come sarà il panorama nel centro sinistra e quindi non so dare una risposta.
Posso dire che le sfide a me non spaventano, anzi. Io penso che alla fine è il cittadino che sceglie con il suo voto il sindaco che vorrebbe e ritengo che il voto venga deciso da una serie di valutazioni e non da conoscenze o perché uno è più simpatico dell’altro, ma dev’essere una valutazione personale su quello che c’è stato e su quello che si vorrebbe avere. Parliamo dell’opposizione. Molti partiti sono già scesi in campagna elettorale.

Un suo giudizio sul centro destra carmagnolese.
Il centro destra (lasciamo stare il movimento cinque stelle) carmagnolese è sicuramente allineato sui gradi temi con le linee nazionali dei partiti di riferimento. Di fatto a Carmagnola mi sembra un centro destra non molto unito, soprattutto sui grandi temi che abbiamo affrontato per la città. Si percepiva, in queste occasioni, una certa mancanza di dialogo tra le diverse anime del centro destra.

Dopo di che hanno fatto il loro mestiere di opposizione e, devo essere sincera, a parte alcune discussioni con alcuni esponenti del centro destra ha un buon rapporto di dialogo. Sul movimento cinque stelle evito ogni commento. Posso dire che a Carmagnola hanno ripreso molte battaglie fatte a livello nazionale. Poco calati nella realtà.

Parliamo del Palazzo Comunale. Com’è andata in questi anni?
Carmagnola ha 147 dipendenti comunali con una decina di capi ripartizione. Posso dire che con quasi la totalità si è creato un ottimo rapporto di collaborazione. Io per i miei dipendenti, e loro lo sanno, ci sono sempre stata e ritengo che un buon datore di lavoro debba difendere i propri dipendenti, specie se pubblici perché oggi questo lavoro non è facile: il dipendente pubblico viene spesso visto come un fannullone, come quello che non ha voglia di lavorare. Nonostante molti mi avessero messo in guarda che era difficile lavorare in Comune a Carmagnola, io ho scoperto molte professionalità, ci sono tantissime persone che lavorano per il bene della città e sono assolutamente leali e che non lavorano per ingraziarsi il sindaco di turno, ma lavorano per il bene della città. Ho avuto molte sorprese positive e nei momenti difficili che abbiamo dovuto affrontare la macchina comunale si è stretta attorno alla mia figura e alla mia Giunta con una partecipazione encomiabile. Voglio approfittare di questa domanda per ringraziare tutti i 147 miei collaboratori del loro lavoro e della loro professionalità.

Perché Carmagnola conta così poco nelle logiche regionali e nazionali?
In questi cinque anni Carmagnola è tornata ad essere presente e protagonista su molti tavoli a livello regionale (specie in ambito sociale. L’assessore Ferretto partecipa a molti tavoli istituzionali in modo determinante). C’è stata una grande collaborazione con i sindaci delle città a noi vicine e sono orgogliosa di essere la portavoce dell’area metropolitana n°11 (zona chierese e carmagnolese) perché abbiamo fatto valere l’importanza di Carmagnola in certi ambiti politici e sociali in cui prima eravamo assenti.

Non so dirti perché contiamo poco a livello partitico in quanto non aderendo ad alcun partito non conosco le ragioni di questa distanza. Bisognerebbe chiederlo agli uomini di partito.

Cos’è che vorrebbe far ricordare ai Carmagnolesi di questi cinque anni?
Vorrei ricordare ai Carmagnolesi l’appianamento dei debiti di cui abbiamo già parlato. Vorrei ricordare che per la prima volta in assoluto abbiamo fatto fare un’indagine specialistica sulla solidità strutturale e sismica di tutti gli edifici scolastici comunali. Ricordargli che abbiamo 15 plessi scolastici sicuri. Vorrei che si ricordassero che ogni palestra di Carmagnola ha un defibrillatore. Vorrei che si ricordassero che Carmagnola ha riacquistato una dignità e una forte importanza a livello regionale e nazionale. Da molti comuni vicini siamo percepiti come un esempio, una percezione che spesso i Carmagnolesi non hanno. Mi spiace questo perché ritengo che essere Carmagnolesi non dipende dal sindaco ma occorre che nei cittadini cresca la consapevolezza di vivere in una bella città. Mi piacerebbe che ci fosse una partecipazione collettiva molto più forte e potrebbe portare benefici alla città.

Se venisse rieletta cosa farebbe per prima cosa?
Questa è una domanda difficile.
La cosa che farei di sicuro, che in questi anni non è stata sufficiente, è comunicare meglio con i miei cittadini. All’inizio quando incominci ad entrare nelle dinamiche del palazzo comunale ti fai prendere dal voler fare e quindi non pensi a certi aspetti del tuo operato. Comunicare meglio con i cittadini, interagire con loro e creare un filo diretto serve sicuramente a creare una nuova consapevolezza nei cittadini stessi. Certo qualcuno è contro alla tua figura per partito preso, ma di fatto i cittadini ti capiscono se gli spieghi le cose. Essere stata percepita come un sindaco assente mi spiace molto perché così non è stato: non ho forse spiegato e detto ai miei cittadini cosa ho fatto ma io ci sono sempre stata.

Quindi possiamo dire che si ricandida?
Non lo so.

Perché no?
Bisogna fare tutta una serie di valutazioni: devo capire se ci sono le condizioni per ricandidarsi in modo sereno, con un gruppo di persone che ti sostiene. Occorre fare delle verifiche a livello personale.

Ma possiamo dire che è una possibilità?
Assolutamente si

Ultima domanda: ma oggi, Silvia Testa, chi è?
Silvia Testa è una donna di 41 anni, mamma, moglie, medico, sindaco della città di Carmagnola, che ama assolutamente la sua città, che ama la sua famiglia, il suo lavoro. Che c’è per tutti, chi mi conosce veramente lo sa. Ci sono stata e ci sarò sempre per la mia città e per i miei cittadini. Sono una persona aperta e accogliente, anche se forse questo non è stato percepito in maniera corretta a anche per colpa mia. Silvia Testa c’è stata per cinque anni e continuerebbe ad esserci per Carmagnola, perché sono colei che dice che se c’è, c’è. Punto.

Pierpaolo Boschero

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