SAN LORENZO, PICCOLI TAGLI E SUBDOLE CHIUSURE

A fine febbraio i posti letto di chirurgia, urologia e day surgery che erano 30 sono diventati 24 cioè 9 urologia, 10 chirurgia e 5 day surgery.
Una lettera del direttore sanitario ordinava di chiudere tre camere portando la chiave in direzione (come dire: “non le riaprite più!”) Se effettivamente l’intenzione fosse stata “pro tempore“, come indicato nell’oggetto della lettera, non sarebbe stato necessario il diktat di consegna della chiavi, mai successo prima. Il motivo di trasferimenti e malattie addottato per giustificare la decisione si direbbe il solito vezzo di considerare Carmagnola il serbatoio per le sostituzioni negli altri ospedali (ci si domanda perché non succede mai viceversa) e, guarda caso, spolpando il san Lorenzo poco per volta.
Visto che quanto era stato dichiarato il 13 febbraio, nel consiglio comunale aperto, da Nino Boeti era stato precedentemente concordato con il dott. Fulvio Moirano, direttore generale della sanità piemontese, ci si domanda se sia il direttore sanitario Pierino Panarisi che il direttore generale Asl To5 Maurizio Dore ne fossero stati messi al corrente.
In quell’occasione era stata confermata l’intenzione di istituire due letti di osservazione intensiva post operatoria, richiesti da tempo e dichiarati anche dall’assessore Antonio Saitta al precedente incontro con i sindaci; ora non solo non si stanno realizzando i due letti speciali promessi ma si riduce il reparto chirurgico.
In merito la direzione dell’Asl To5 avrebbe affermato: “l’organico di infermieri, medici e altro personale è funzionale a queste dimensioni, che sono al momento rispondenti al fabbisogno della popolazione di Carmagnola“. Certamente la riduzione di personale comporta obbligatoriamente una riduzione dell’attività, quindi prima spostano il personale ad altra sede poi tolgono i posti letto. Però non si può affermare che le attuali dimensioni siano rispondenti al fabbisogno della popolazione di Carmagnola, troppo spesso ci si sente rispondere “nel reparto non ci sono posti” e anche le liste di attesa per gli interventi confermano la dimensione non adeguata alla richiesta. In particolare al Pronto soccorso nei giorni del picco di malanni invernali, di fronte a necessità di ricoveri, pare non ci fossero posti disponibili né in medicina e neppure in chirurgia, dove ci sarebbero stati ma le stanze erano già chiuse!
Si dice che un giorno tutte le barelle fossero occupate in attesa di trovare posti letto nei reparti con i medici costretti a visitare i pazienti sulle carrozzelle.
Intanto invece di vedere attuate tutte le promesse più volte elencate dall’assessore Saitta sembra che il San Lorenzo stia per perdere un altro importante servizio: le ecografie in gravidanza che non verrebbero più effettuate dal prossimo maggio creando un notevole disagio in modo particolare alle partorienti prive di mezzi di trasporto propri, costrette a recarsi a Chieri o Moncalieri. Già si vagheggia la probabile annuale chiusura di una manica della Medicina nei mesi estivi, giustificata con la necessità di concedere le ferie al personale, nella speranza che anche le malattie vadano in ferie!
A fine aprile scade la gestione dell’attuale dirigenza dell’Asl To5. La scelta dei nuovi responsabili, che avranno l’onere di gestire il San Lorenzo e la nostra salute, è stata sbandierata come attenta e rigorosa; possiamo solo auspicare che da parte dei nuovi direttori venga bloccato l’attuale subdolo stillicidio e si dia attuazione almeno a quanto promesso dall’assessore Saitta.

 

Maresita Brandino

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