S.Lorenzo: ancora nubi all’orizzonte Continua a tenere banco il didattito sul futuro dell’ospedale.

Il nostro giornale ha raccolto, negli ultimi tempi, notizie poco confortanti in merito all’ospedale San Lorenzo; sono state quindi inoltrate alcune domande al direttore generale Massimo Uberti che ha risposto come segue:

Quali ripercussioni sta avendo a Carmagnola la disposizione sul rispetto delle 11 ore di riposo fra un turno e l’altro per il personale medico? Pare che si stiano prospettando vuoti di attività sanitaria, soprattutto per quanto riguarda sedute di attività ambulatoriale che andranno deserte. “Tutta l’Asl è stata colpita dalle nuove disposizioni sui turni del personale sanitario. Tuttavia non sono da segnalare significative riduzioni di servizi. A Carmagnola, nello specifico, l’unica riduzione l’ha subita il servizio di pediatria ambulatoriale passato da un orario 8 – 18 a uno 8 – 16. Il mercoledì prosegue l’attività pediatrica per l’allattamento al seno. Sono state anche attivate le procedure per l’assunzione di : un medico internista, un chirurgo e un anestesista.”

La continuità assistenziale sostenuta dalla Regione per tre mesi che doveva avere inizio il 15 dicembre non è ancora stata avviata. Quando lo sarà, con quale personale e con quali attrezzature? Si dice che saranno utilizzati letti di una struttura privata. “la continuità assistenziale sarà attivata, per due mesi, nella settimana tra l’11 e il 15 gennaio. Saranno assunti con sistema interinale 18 tra infermieri professionali e Oss. Non saranno utilizzati letti in strutture private”.

Il reparto di oculistica è stato chiuso il 31 dicembre. Quando riaprirà? “L’attività di oculistica è ripartita l’11 gennaio. La chiusura è stata solo per il periodo delle festività natalizie e di inizio anno”.

Perché non decolla l’Ortopedia che potrebbe utilizzare le sale operatorie e avere posti letto? “L’atto aziendale richiede un’applicazione graduale. Tutte le attività e i servizi sanitari si stanno avviando verso la programmazione prevista e questo non riguarda solo l’Ortopedia ma il più ampio sistema sanitario aziendale”.

Nonostante la Regione dia per imminente la partenza del nuovo ospedale unico si dice si stiano progettando nuove sale operatorie al santa Croce di Moncalieri con il costante sottoutilizzo di quelle del San Lorenzo.Come detto in altre occasioni, il Santa Croce di Moncalieri è sede di Dea di primo livello con circa 50 mila passaggi l’anno che deve dare risposte sia in termini chirurgici, sia in quelli medici. Questo nulla toglie al San Lorenzo che continuerà ad avere la propria attività chirurgica programmata. L’ospedale unico sarà la fine di un percorso. Quello che continuo a sostenere è che, in attesa della nuova struttura, dobbiamo pensare a far funzionare al meglio quanto abbiamo, cercando di ottimizzare le risorse e mantenere inalterata la risposta sanitaria sia in termini quantitativi ma, soprattutto, in quelli qualitativi”.

Maresita Brandino

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