Rifugiati a Carmagnola: chi sono?

 

Dalla metà di giugno Carmagnola ospita alcuni richiedenti protezione internazionale all’interno di un progetto di accoglienza gestito dall’associazione TRAme di Carignano. Il loro arrivo ha suscitato reazioni molto diverse tra i cittadini: rabbia, polemica, strumentalizzazione, curiosità, solidarietà.

Nonostante il 13 luglio si sia svolto un incontro pubblico presso gli Antichi Bastioni per fare chiarezza sul progetto, molti sono ancora i dubbi sulla permanenza degli ospiti e la gestione dell’accoglienza. Ecco le risposte ad alcune delle domande più frequenti per capire chi sono queste persone.

profughi-500x330Chi e quanti sono gli ospiti?
Gli ospiti del progetto ad oggi sono 37 (34 maschi e 3 femmine), di cui 23 provengono dalla Nigeria, 4 dalla Costa d’Avorio, 1 dal Mali, 1 dal Senegal e 8 dall’Afghanistan. Tutti hanno richiesto protezione internazionale all’Italia.

Dove vivono?
Gli ospiti alloggiano in appartamenti di privati regolarmente affittati da TRAme attraverso contratti o convenzioni. Nessuno di loro ha beneficiato di case popolari o di alloggi comunali.

Chi paga?
I fondi provengono dal Ministero dell’Interno che, attraverso le Prefetture, li assegna alle varie realtà che gestiscono l’accoglienza. Il Ministero ha accesso a quattro diversi fondi europei per gestire la questione immigrazione. Non è, dunque, il Comune di Carmagnola a finanziare il progetto.

Quanti soldi riceve TRAme?
Trame riceve 32 euro al giorno per ogni ospite. Con questa cifra vengono coperte tutte le spese relative alla permanenza all’interno del progetto (affitti, utenze, spese sanitarie e legali, cibo, vestiti, mobili per le case, trasporti, retribuzione degli operatori …).

Quanti soldi ricevono gli ospiti?
Gli ospiti ricevono 2.50 euro al giorno. Nel corso del progetto possono essere consegnati loro soldi per i trasporti, per la spesa o per altro tipo di attività concordate, quando esse non vengano svolte direttamente dall’associazione, ma delegate all’individuo stesso.

Quanto rimarranno a Carmagnola?
L’esito della richiesta di protezione internazionale è determinato da un colloquio di fronte a una commissione territoriale. Fino al momento del colloquio e per i sei mesi successivi gli ospiti rimarranno all’interno del progetto. Successivamente se avranno ottenuto un esito negativo saranno tenuti a lasciare l’Italia. In caso di esito positivo potranno rimanere o muoversi in altri paesi europei (secondo i termini previsti dal tipo di permesso di soggiorno che sarà stato loro assegnato), ma non saranno più ospitati all’interno del progetto e degli spazi ad esso riservati. I tempi per la convocazione al colloquio sono estremamente variabili e non prevedibili al momento.

Che cosa fanno durante il giorno?
Fino al colloquio con la commissione i richiedenti non hanno accesso a tutte le tipologie di contratto ma, dal momento in cui ricevono il permesso di soggiorno temporaneo (rinnovabile fino al momento della commissione) o dopo due mesi dalla presentazione della domanda, possono svolgere tirocini, corsi di formazione e altre attività che li preparino a un futuro ingresso nel mondo del lavoro. TRAme sta inoltre stipulando con il Comune di Carmagnola una convenzione per assegnare agli ospiti alcuni compiti (per esempio la cura del verde pubblico) che verranno svolti a titolo gratuito come forma di restituzione verso la città che li ospita. Nel frattempo alcuni dei ragazzi si stanno già occupando spontaneamente di una periodica pulizia del quartiere in cui vivono.

TRAme ha inoltre la possibilità di collaborare con una serie di associazioni loca-i per inserire gli ospiti in attività di volontariato.
Per ulteriori informazioni relative al progetto è possibile scrivere a: tramecarignano@gmail.com.

I tipi di permesso di soggiorno che i richiedenti protezione internazionale possono ottenere:
Per asilo politico (durata 5 anni). Rilasciato a coloro che hanno i seguenti requisiti: sono cittadini di un paese terzo, hanno il fondato timore di subire persecuzioni nel proprio paese, non possono richiedere protezione al proprio paese. Per l’assegnazione di questo permesso si utilizza un criterio soggettivo.
Protezione sussidiaria (durata 5 anni). Rilasciato a coloro che possiedono i seguenti requisiti: sono cittadini di un paese terzo, corrono il rischio di subire danni gravi nel proprio paese (per esempio in caso di paese in guerra), non possono richiedere protezione al proprio paese. Per l’assegnazione di questo permesso si utilizza un criterio oggettivo.
Motivi umanitari (durata 2 anni). Può essere rilasciato quando viene negata la protezione internazionale (quindi quando non vengono rilasciati i precedenti permessi) infatti è regolamentato da leggi italiane. Viene rilasciato quando sussistono gravi motivazioni umanitarie.

Tutti i permessi sono rinnovabili se permangono i requisiti necessari al loro rilascio.

Sabrina Quaranta

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