Ospedale unico, si torna a parlare del progetto

Non si sono ancora placate le polemiche e le proteste dei cittadini per il progressivo ridimensionamento dell’ ospedale San Lorenzo, ma in queste ultime settimane il dibattito sulla sanità piemontese e in particolare sul futuro della struttura carmagnolese ha avuto una svolta clamorosa e inaspettata.

Entro il prossimo ottobre la Giunta regionale presenterà un piano complessivo di investimenti in edilizia sanitaria. “Oltre ai due grandi progetti del Parco della salute di Torino e della città della salute di Novara – ha detto l’assessore Antonio Saitta – e la necessità di completare Verduno e Nizza Monferrato, il principale obiettivo è quello della realizzazione del nuovo ospedale unico dell’Asl To5″. Questa improvvisa apertura, peraltro inaspettata in tempo di “vacche magre“, ha trovato subito l’approvazione dei 40 sindaci dei comuni del territorio che vedono in una nuova struttura un più moderno ed efficiente servizio per la popolazione e quindi una occasione da non perdere.

A parte i tempi di realizzazione non certamente brevi non è ancora stata individuata la località dove dovrà sorgere che dovrà essere comunque il più possibile baricentrica rispetto al territorio; dall’assemblea dei sindaci è stata sottolineata l’importanza, individuato il sito, di predisporre gli strumenti urbanistici per la migliore accessibilità e i trasporti e, con riferimento alla situazione presente, di invitare la direzione aziendale a voler considerare già fin da ora i tre attuali ospedali come un ospedale unico ottimizzando le risorse strutturali e di personale. “Occorre superare la logica dei campanilismi – dice il sindaco Silvia Testa – dare ai cittadini la sanità migliore e alle risorse il massimo dell’efficienza. Ai cittadini resterà comunque la medicina di territorio, interventi su codici bianchi, esami di laboratorio, visite e assistenza di base”. Nei prossimi giorni la direzione dell’Asl To5 presenterà in Regione i piani aziendali che saranno successivamente oggetto di una conferenza stampa: sarà l’occasione per sapere qualche notizia in più sul futuro del San Lorenzo. Di seguito pubblichiamo l’Atto di indirizzo approvato dai 40 sindaci.

Atto di indirizzo approvato all’unanimità dai 40 sindaci del territorio Asl To5

Premesso che gli attuali 3 presìdi della rete ospedaliera della ASL TO5 risentono di importanti problematiche logistico-strutturali legate alla vetustà delle strutture stesse, allo loro collocazione geografica (sia a scala territoriale che urbana) ed al loro dimensionamento; l’Azienda risente di altrettanto gravi problemi organizzativi legati alla separazione delle sedi: duplicazione di servizi, ridondanze di apparati amministrativi di supporto ed attrezzature, difficoltà di collegamento, che sottraggono risorse ed energie alla capacità di erogare prestazioni tempestive ed efficaci; l’Atto aziendale in preparazione in questi giorni da parte della ASL TO5 dovrà (e potrà solamente) cercare di utilizzare al meglio singole strutture ormai non adeguate, organizzandole in modo sinergico al fine di minimizzarne i limiti;

Dato atto che la naturale evoluzione temporale accentuerà ineludibilmente la vetustà delle strutture e la loro inadeguatezza sino a renderla totale, quando l’evoluzione tecnologica ed epidemiologica sanitaria renderà del tutto superati gli attuali 3 ospedali; l’ineludibile esigenza di concentrare le strutture ospedaliere in nuovi presìdi ad alta tecnologia e ad alta specializzazione, non solo è prevista da tutti gli studi nazionali ed internazionali sugli scenari sanitari del prossimo futuro, ma è ciò che è già avvenuto negli ultimi decenni in quei territori che hanno saputo volgere il proprio sguardo al futuro, quando progressivamente sono stati chiusi per evidente inadeguatezza prima gli ospedali più piccoli e poi progressivamente quelli di maggiori dimensioni; l’evoluzione descritta, non solo non ha esaurito i suoi effetti, ma ha avuto ed ha tuttora, una progressione sempre più rapida a causa dell’accelerazione della crescita tecnologica e delle conoscenze; l’incapacità a determinare scelte in tal senso condurrà infatti, nel tempo, alla chiusura degli attuali ospedali per il venir meno delle minime condizioni di sicurezza e di qualità dei servizi o nella migliore delle ipotesi, alla loro derubricazione a presidi per le post acuzie, con un danno per i cittadini che per affrontare le patologie acute dovranno rivolgersi obbligatoriamente verso ospedali più idonei in territori lontani capaci di prevedere tale evoluzione;

Ritenuto necessario riprendere il percorso abbandonato diversi anni orsono per giungere in tempi certi e rapidi alla localizzazione e realizzazione di un nuovo ospedale unico di zona che, a costante livello di risorse, permetta di garantire servizi ospedalieri più sicuri e prestazioni di maggiore qualità, e di attivare nuovi investimenti per il potenziamento dei servizi sanitari e socio sanitari territoriali, che necessitano di nuove risorse per affrontare i cambiamenti epidemiologici in atto (aumento dell’età della popolazione e delle cronicità);

L’Assemblea dei Sindaci ASL To5 all’alba della formalizzazione dell’Atto aziendale e vista la disponibilità già annunciata dalla Regione Piemonte in termini di programmazione dell’edilizia sanitaria;

Afferma la propria volontà di lavorare assieme alla Regione Piemonte ed all’ASL TO5 per la pianificazione, la progettazione e la costruzione di un nuovo ospedale unico di zona moderno ed efficiente ed in grado di erogare prestazioni tempestive ed efficaci, e richiede parallelamente un progressivo e significativo potenziamento dei servizi territoriali e di prevenzione per affrontare, anche in tale ambito, i cambiamenti in atto, di impegnarsi a salvaguardare la funzionalità complessiva e le singole specializzazioni degli attuali presidi ospedalieri, affinché il Santa Croce, il Maggiore ed il San Lorenzo continuino ad erogare prestazioni sanitarie tempestive ed efficaci.

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