OSPEDALE : EMERGENZA EPIDEMIA A MONCALIERI

Ad inizio giugno erano stati dimezzati i posti letto nel reparto di medicina del San Lorenzo; la motivazione: dare la possibilità al personale di usufruire delle ferie, non solo al personale del nosocomio carmagnolese ma anche a quello degli altri ospedali, sostituito da dipendenti del san Lorenzo. Questa prassi, in vigore da pochi anni, è a dir poco curiosa infatti fino al recente passato il personale si organizzava all’interno di ogni reparto in modo da garantire la presenza senza bisogno di chiedere aiuto a colleghi esterni.

ospmoncalieriOra invece Carmagnola pare sia diventato il serbatoio di personale per sostituire operatori assenti a Chieri e Moncalieri. Mutuando il titolo di un film recentemente sugli schermi veniva da scrivere “A Carmagnola non ci si ammala d’estate” poi è scattata l’emergenza e alcune stanze “chiuse per ferie” sono state riaperte per ospitare pazienti provenienti dal Santa Croce di Moncalieri dove il batterio Klebsiella ha contagiato 14 pazienti che sono stati isolati dal resto dei ricoverati. Il reparto del Santa Croce è ora diviso in due ma non riesce più ad accogliere nuovi ingressi che vengono dirottati su Chieri e Carmagnola. Ai primi tentativi da parte della direzione Asl di sminuire il fenomeno sono emerse testimonianze che confermerebbero come il problema sia presente da almeno tre mesi; anche al san Lorenzo è stato rilevato il caso di un paziente che, date le sue precarie condizioni, venne trasferito al Santa Croce per essere sottoposto ad un intervento con la necessità di avere a disposizione un reparto di rianimazione: al rientro al San Lorenzo lo si scoprì contagiato dal batterio klebsiella per cui dovette essere isolato e trattato di conseguenza.

Ora il paziente ha superato il problema ma è ancora ricoverato per altre patologie; il nipote che lo assiste dice “il San Lorenzo è un ottimo ospedale, la situazione del Santa Croce invece è da terzo mondo”. Anche al San Lorenzo nel tempo sono successi casi del batterio, ma non più di uno per volta, ricoverato il paziente in isolamento è stato risolto il problema senza contagi. Risulta anche che nei mesi scorsi alcune operatrici sanitarie del san Lorenzo siano state mandate a coprire dei mezzi turni a Moncalieri per assistere, con le dovute precauzioni, i casi di degenti contagiati dal batterio, quindi la cosa dilaga da tempo. Appare sempre più inspiegabile l’atteggiamento della direzione Asl che continua a “spolpare” Carmagnola, dimezzando reparti e lasciandone altri inutilizzati, quali l’ex punto nascita e la pediatria, per stipare i reparti del Santa Croce nonostante le ben note di carenze strutturali e di spazi, sen- za contare i problemi logistici.

Ma che cosa è il batterio klebsiella? E’ un agente patogeno che, se si trasforma in infezione vera e propria, può generare polmoniti e gastroenteriti. Nei casi più gravi setticemie con infezioni estese a tutto il corpo. Questo batterio non si diffonde attraverso le vie aeree ma per contatto; basta quindi il contatto con le mani di medici o infermieri ma anche attraverso gli oggetti. Il personale dovrebbe quindi lavarsi le mani ogni volta che ha toccato un paziente ma spesso la carenza di organico e la fretta che c’è nei reparti per rispondere a tutte le chiamate impedisce anche questa semplice pratica con la conseguenza che il batterio continua il suo percorso spesso a scapito dei pazienti più deboli.

Il sindaco Silvia Testa e il Comitato per la difesa dell’Ospedale san Lorenzo hanno già preso contatti con la nuova direzione regionale per avere al più presto un incontro con il neo assessore alla sanità Antonio Saitta; si tende ad ottenere una inversione di tendenza nei confronti del san Lorenzo che merita di essere utilizzato per le potenzialità che ha nell’interesse globale della stessa Asl e, a maggior ragione, alla luce dei fatti descritti.

 

m.b.

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