OLTRE IL 30% GLI INDECISI

Ecco i tanto attesi risultati del sondaggio del Corriere: l’85,5% andrà al voto, ma oltre il 30% non ha ancora deciso chi votare

In occasione delle prossime elezioni comunali del 5 giugno, prima che vengano presentate ufficialmente liste e candidati, abbiamo voluto continuare la tradizione del Corriere di Carmagnola e proporre un sondaggio tra i cittadini carmagnolesi. L’obiettivo non è stato quello di voler dare una risposta “scientificamente certa” ma di cogliere un indirizzo, una opinione tra tutti i cittadini e cercare di ridestare quell’interesse nell’andare a votare che nel corso degli ultimi anni sembra essere “svanito” dagli obblighi dei carmagnolesi: basti pensare che ben il 35% fu la percentuale nel 2011 di astensionismo. Perché un sondaggio del genere a Carmagnola? La redazione dello “Spazio Giovani” del Corriere di Carmagnola ha elaborato e proposto da febbraio a fine marzo ai cittadini un sondaggio dal titolo “Il sindaco che vorrei” in cui si chiedeva la loro opinione rispetto alla città, all’amministrazione uscente e a liste e candidati per questa tornata elettorale. L’obiettivo era quello di “conoscere” meglio i carmagnolesi, non solo per quanto riguarda lo schieramento politico o l’opinione sulla giunta Testa, ma anche per l’idea che hanno della città e il contributo che danno per renderla migliore, per questo sono state inserite domande come “quanto ti consideri un cittadino attivo?”, “quale pensi sia il più grosso problema di Carmagnola?”, “quanto è difficile, secondo te, governare una città come Carmagnola?”. Altre domande vertevano poi sulla figura del futuro sindaco.

I risultati del sondaggio possono essere uno “strumento” utile a diverse realtà carmagnolesi, non solo a livello elettorale, ma anche per comprendere meglio le esigenze del territorio e il punto di vista dei carmagnolesi sulla propria città.

La nostra pretesa non era certo di presentare una “verità assoluta” o una indagine demoscopica in grande scala. Noi del Corriere abbiamo voluto incontrare i cittadine per ridestare l’interesse nella politica e riaccendere l’interesse verso le prossime elezioni. Un obiettivo raggiunto attraverso le 580 risposte ottenute ma anche attraverso i risultati che pubblichiamo oggi sul giornale, che, speriamo, possiamo accendere dibattiti e interrogativi più che polemiche.
Come e quando è stato aperto e promosso il questionario?
Il questionario è stato lanciato sul numero di febbraio ed era compilabile online anche tramite cellulare. Questo sondaggio del Corriere ha sollevato l’obiezione di alcune persone che hanno rilevato come la compilazione online fa sì che la stessa persona possa compilare il questionario più volte falsando i dati. Occorre sottolineare che è possibile rilevare se dallo stesso computer o dispositivo sono state inviate più risposte identiche. Nei casi in cui ciò si è verificato, solo una delle risposte è stata presa in considerazione.
Inizialmente, la data di chiusura del sondaggio era stata fissata per il 4 marzo, in modo che i risultati potessero essere pubblicati già sul numero in uscita nello stesso mese. Fino a quella data il sondaggio è stato pubblicizzato prevalentemente per mezzo dei social media, in particolare tramite post su Facebook, messaggi privati e mail. Tuttavia, inaspettatamente, i social, pur essendo un canale molto sfruttato dai carmagnolesi, non si sono rivelati lo strumento più adatto per ottenere un alto numero di risposte, tanto che, alla data prevista per la chiusura, i questionari compilati erano solo 168. Per avere un campione più vasto e rilevante si è dunque deciso di prolungare il periodo di compilazione del sondaggio e di utilizzare nuovi metodi per promuoverlo. Nello specifico, alcuni dei cittadini che hanno il proprio numero sull’elenco telefonico sono stati chiamati a casa e il questionario è stato proposto in forma cartacea durante il mercato del sabato. Questo ha permesso di raggiungere la quota di 580 risposte con la quale il sondaggio è stato chiuso domenica 28 marzo.
Cosa emerge dal sondaggio?
Il “percorso” che ha caratterizzato il sondaggio fa già emergere alcune domande interessanti: i social sono sopravvalutati? Perché, pur cambiando metodo, la quantità di risposte ricevute risulta comunque minima a fronte del numero complessivo degli abitanti di Carmagnola?
Certo è che un primo dato di cui tenere conto non riguarda le persone che hanno compilato il questionario, bensì quelle che non l’hanno fatto. Sebbene i motivi possano essere svariati e possano riguardare anche una difficoltà “pratica” per determinate fasce di popolazione di utilizzare la compilazione online, ciò che è sicuramente emerso dal confronto diretto con i cittadini al mercato o al telefono è stato che c’è un alto numero di persone che non ha voluto compilare il questionario per disinteresse e disillusione nei confronti della politica, sia a livello locale che nazionale.

Cosa dicono, invece, i cittadini che hanno deciso di compilare il sondaggio?

I dati rilevati ci permettono di esaminare un campione della società carmagnolese che risulta indicativo per cogliere aspetti importanti sullo spaccato cittadino. Gli intervistati risultano prevalentemente cittadini di Carmagnola (91,1%), mentre meno rilevante è il dato dei giovani che frequentano la città per motivi di studio e degli adulti che la frequentano per motivi di lavoro. Per quanto riguarda le età degli intervistati, due sono le categorie che si sono dimostrate più coinvolte nel sondaggio: gli over 40, con un 39,2% di compilazioni, e i giovani tra i 19 e i 25 anni, con una percentuale del 33,9% di compilazioni, avvenute principalmente grazie alla comunicazione avvenuta attraverso i social network. Nel campione, risulta inoltre una prevalenza delle compilazioni da parte dei soggetti di sesso maschile (57,1%).

Carmagnola: una città “attiva”?
Il sondaggio rivela una partecipazione dei carmagnolesi alla vita cittadina variegata: il 42,7% degli intervistati si dichiara molto poco o poco attivo in campi come il volontariato o l’associazionismo, mentre il restante 57,3% (323 intervistati) si dichiarano mediamente coinvolti in tali attività, con un 10,6% che si dichiara molto impegnato in tali ambiti. L’attività che assorbe la maggior parte dei cittadini carmagnolesi intervistati si rivela all’interno di associazioni o gruppi informali (48,6%), il 27,8% invece svolge un contributo all’interno di associazioni di volontariato generiche, mentre un campione più ridotto si dichiara coinvolto in attività all’in- terno di partiti, in segnalazione di problematiche all’amministrazione o nel contributo alla pulizia di del proprio quartiere.

I carmagnolesi e il voto
Nel campione intervistato, si rivela alta la percentuale di cittadini abituati ad andare a votare ad ogni chiamata elettorale (86,3%), tuttavia è rilevante segnalare che, all’interno del 13,7% di cittadini che dichiarano di non andare a votare, il 42,5% dichiara di non sentirsi rappresentato da nessuno e il 22,5% rivela di non votare perché non si sente abbastanza informato.

Alla domanda “quanto sei soddisfatto dell’amministrazione uscente?” su una scala da 1 (per niente) a 5 (molto), 193 cittadini (34,2%) rispondono con un 1 su 5, il 26.6% con un 2 su 5, il 34% si rivela mediamente soddisfatto e, complessivamente, il 5,1% si dichiara soddisfatto o molto soddisfatto. Questo dato conferma quanto emerge dalle nume- rose lettere che in questi anni sono stati inviate al nostro giornale in cui emerge come l’amministrazione Testa abbia “riscosso poco successo” in quanto la sua azione più amministrativa (risanamento del bilancio e dei conti pubblici) sia andata a scapito di alcune azioni all’interno della città (verde pubblico, pulizia, comunicazione). Lo ha ricordato anche lo stesso sindaco nella sua intervista di dicembre 2015, quando evidenziava come: “La cosa più in assoluto che non sono riuscita a realizzare è stata di avere una città più bella, più pulita e più ordinata”.

Vedremo dai risultati delle urne se il centro sinistra riuscirà a ridestare interesse e superare questa difficile eredità.

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