L’ITC dice no No al gioco d’ azzardo!

L’istituto Tecnico Baldessano-Roccati di Carmagnola, ha promosso quest’anno per le sue classi terze un progetto di prevenzione dall’abuso del gioco d’ azzardo. L’intero percorso comprendeva tre tappe: una lezione conferenza a scuola, un incontro con esperti a Torino e uno spettacolo teatrale.

Gli esperti che giocano con i numeri: Il 25 febbraio, nell’auditorium della scuola, si è tenuto l’incontro degli studenti con tre giovani esperti dell’associazione Taxi1279, una società di formazione e comunicazione scientifica, che hanno mostrato attraverso una schedina “gratta e vinci” e alcuni semplici giochi di probabilità come il gioco d’ azzardo sia in realtà una truffa.

A Palazzo Lascaris: La seconda tappa ha avuto luogo il 5 marzo a Torino, presso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio e della Giunta Regionale del Piemonte: qui si sono ritrovati più di 450 studenti provenienti da diversi istituti di Torino e provincia, per ascoltare le opinioni di sindaci, assessori, docenti ed esperti riguardo il gioco d’azzardo. Da questa conferenza sono emersi dati impressionanti che testimoniano quanto questa piaga del gioco arricchisca i singoli privati (con un fatturato di 10 miliardi di euro l’ anno!), aggravando la situazione economica dei comuni e delle regioni, e quanto questo rappresenti una vera e propria dipendenza.

Lo spettacolo teatrale di chiusura: L’ultimo appuntamento è stato con la compagnia torinese “Le sudate storie“, venerdì 20 marzo in Auditorium, che ha portato in scena “Chiamano Bingo!”, spettacolo che tratteggia in modo chiaro e irriverente il profilo del giocatore d’azzardo, con tutte le conseguenze che la perdita di denaro gli causa nel tempo. Lo spettacolo che ha già riscosso grande successo in tutto il Piemonte è stato realizzato con la collaborazione dell’ASL. Generalmente il gioco d’azzardo viene associato alle slot e ai casinò, quando invece vi rientrano anche i famosi Gratta e vinci, le schedine calcistiche e altri tipi di gioco che apparentemente sembrano meno pericolosi, ma che in realtà risultano quelli che attirano di più i ragazzi, influenzati dalla pubblicità e dalle azioni di marketing ingannevoli. La conseguenza peggiore è che lo Stato deve stanziare grandi fondi di denaro per la realizzazione e il mantenimento di cliniche destinate alla cura di questa dipendenza. I motivi che spingono una persona a giocare sono tanti e una volta diventati dipendenti si tende a isolarsi con conseguenze devastanti per sé e la famiglia.

E’ quindi importante che si parli di tale problema sia in famiglia che a scuola, che ci sia informazione: l’ unico modo per affrontarlo è continuare con questi progetti, che aiutano i ragazzi soprattutto a non cadere in questa dipendenza che potrebbe comprometterli mentre cercano di costruirsi un futuro.

Grosso Tiziana, Murgia Giulia, Tamietti Martina, classe 3D ITT – Carmagnola

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