Invece di stelle s’accendono Parole… Bruno Gambarotta: “Ombra di giraffa”

Dopo il grande successo con l’amico Fabio Geda che ha presentato lo scorso 5 novembre “Se la vita che salvi è la tua”, torna ad “Invece di stelle s’accendono parole” la serie di incontri con gli autori promossi dal Corriere di Carmagnola, la libreria la Torre di Babele e il Circolo Margot, un grande amico. Sarà infatti intervistato dal direttore Pierpaolo Boschero, Bruno Gambarotta il prossimo 4 dicembre, lo scrittore torinese che già in altre occasioni è intervenuto, proprio ospite del nostro mensile, a presentare i suoi nuovi romanzi. Con “L’ombra di giraffa” Gambarotta, torna sul palcoscenico per raccontare una storia umana e professionale della “sua” Rai, quella che ha vissuto a partire dagli Anni Sessanta, fino alla notorietà mediatica che gli procurò la necessità di comparire in scena per aiutare lo smemorato Celentano nel Fantastico del 1987. Com’è possibile che nessuno si ricordi più di Ombra di giraffa?

coverIl suo vero nome era Felice Chiapasso, tecnico video, trent’anni di onorato servizio al centro di produzione RAI di Torino. Al suo funerale, però, nessuno della RAI è venuto a porgere l’estremo saluto, tranne cinque arzilli vecchietti, ex colleghi determinati a rendere omaggio a quello che considerano un pioniere della televisione. E la fortuna è dalla loro parte. Poco distante si tiene un convegno cui partecipano le teste coronate della TV pubblica.

Quando cinque telegrammi firmati da gloriosi registi del passato fanno la loro comparsa ringraziando Ombra di giraffa per il prezioso servizio reso all’azienda, tutti pensano a una bravata. Ma poco dopo, in nome di un misterioso movimento contro la decadenza della RAI, viene rapito il direttore di RAI Fiction. Sospettati e scagionati, i nostri cinque eroi ricevono un incarico folgorante: scrivere una sceneggiatura per ricordare Ombra di giraffa e tutta una generazione, la loro, di inguaribili romantici.

Cinque pensionati con un arsenale di ricordi a disposizione, un’archivista con la mania delle enciclopedie, un museo della televisione zeppo di cimeli… Ci sono tutti gli elementi per una sceneggiatura esplosiva che racconterà anche la storia della grande televisione italiana, dal viaggio in Terra Santa di Paolo VI alle indimenticabili inchieste del commissario Maigret. Ma il temibile direttore sembra voler imbrigliare l’eroica impresa con i potenti meccanismi di controllo della sede romana: ne nasce un’irresistibile epopea di registi burberi e geniali, attrici dal naso incipriato, funzionari zelanti e amori clandestini, finché, novello deus ex machina, un Bruno Gambarotta in grande spolvero irrompe in scena a sparigliare le carte…

Bruno Gambarotta ha lavorato una vita intera in RAI. Con Ombra di giraffa, il più famoso degli “anziani RAI” ci porta dietro le quinte del piccolo schermo. Proprio nell’officina delle mille e mille fiction che ci hanno fatto piangere, sorridere, emozionare. Che, insomma, ci hanno fatto diventare grandi.

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