Il comitato San Lorenzo ha chiesto un incontro con l’assessore Saitta

Con lettera e pro memoria, pubblicati a fianco, il Comitato San Lorenzo ha richiesto un incontro, possibilmente in tempi brevi, al neo assessore alla sanità Antonio Saitta per illustrare la situazione dell’ospedale carmagnolese, continuo oggetto di tagli e ridimensionamento dei servizi, che creano non indifferenti disagi alla cittadinanza. Solo per citare gli ultimissimi casi: dall’8 luglio non si effettuano più, nell’ambito della medicina legale, le visite per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Si tratta delle visite che possono portare al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento per cui riguardano persone in precarie condizioni di salute, spesso su sedia a rotelle, se non barellate, che dovranno essere portate negli ambulatori di Chieri, Moncalieri o Nichelino mentre fino ad ora venivano visita- te nell’ambulatorio di via Avvocato Ferrero.

Sembra che al san Lorenzo non sarà più possibile effettuare il test integrato, un semplice prelievo di sangue effettuato al terzo mese di gravidanza; pare che le donne interessate saranno accompagnate con servizio navetta presso gli ospedali di Moncalieri o Chieri per effettuare il prelievo. Si ritiene doveroso illustrare al neo assessore la situazione di un ospedale con reparti nuovi o modernamente ristrutturati, con sale operatorie tra le migliori del Piemonte, sottoutilizzato e con interi reparti chiusi a causa di un incomprensibile disegno aziendale che continua a privilegiare strutture obsolete e disagevoli.

Il Comitato ha già anche concordato con il Comune di Carmagnola la convocazione di un consiglio comunale aperto nel prossimo mese di settembre, con invi- to all’amministrazione regionale e alla direzione dell’Asl To5 affinché il futuro dell’ospedale San Lorenzo sia illustrato alla popolazione.SanLorenzo

IL PROMEMORIA PER L’ASSESSORE SAITTA

Il comitato per il San Lorenzo nasce nel 2011 quando l’allora direttore dell’Asl To5 Giovanna Briccarello decide di chiudere dal 1° luglio al 15 settembre il punto nascita, a suo dire per risparmiare 300mila euro. Il reparto viene ufficialmente riaperto il 15 settembre con il presidente Cota che afferma “oggi si riapre un reparto che non chiuderà più”. Quell’anno il numero dei parti scese a 475 unità mentre la media degli anni dal 2003 al 2010 contava 700 parti all’anno. L’anno successivo, nonostante l’effetto trascinamento del periodo di chiusura, registrò 583 parti.

Nel 2013 il decreto regionale 13 marzo ha previsto la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti all’anno inserendo nell’elenco anche il san Lorenzo di Carmagnola. A nulla è valso un ricorso al Tar da parte dell’amministrazione comunale carmagnolese, ricorso condizionato dal- la memoria fornita dalla direzione Asl To5 che ha indicato anche dati falsi (esempio la mancanza dell’anestesista h24 mentre è presente da oltre

16 anni!) La popolazione carmagnolese ha reagito in massa con la convocazione di un consiglio comunale aperto, con una fiaccolata che ha coinvolto 3000 persone, con marce e blocchi del traffico che non hanno smosso il progetto di chiusura del punto nascita che, anzi, è stato l’inizio di un susseguirsi di chiusure, spostamenti e spoliazioni più o meno silenzio-

se. Dopo il punto nascita, chiuso il 7 luglio 2013, è stato chiuso il reparto di pediatria (inaugurato a maggio 2011 costato 480mila euro) trasformato in un semplice ambulatorio con orario 9-18 lunedì -venerdì. Queste due operazioni hanno avuto come naturale conseguenza la diminuzione dei passaggi al Pronto Soccorso: i 25mila passaggi del 2012 sono diventati 22mila nel 2013 e nel 2014 saranno probabilmente meno di 20mila, soglia sotto la quale le competenze del PS vengono notevolmente ridotte con conseguenti disagi per la popolazione. Sono seguite altre “partenze”: è stato smantellato il reparto “Stati vegetativi”

inaugurato il 5 marzo 2010 il cui allestimento era costato 525mila euro. Nel marzo 2014 la Breast Unit , percorso di diagnosi e cura del tumore al seno è stata trasferita a Moncalieri nonostante fosse stata inaugurata ufficialmente il 13 marzo 2012.

Proprio da questi giorni nella struttura Medicina Legale non è più operativa la Commissione Invalidi con un notevole aggravio in modo particolare per

le persone più fragili costrette a rivolgersi ad altra sede. Tutte queste “spoliazioni” avvengono in un nosocomio che ha da poco ultimato i lavori di ampliamento, con un nuovo fabbricato, e ristrutturazione interna del- la parte storica, costati 13milioni di euro e che vanta quattro sale operatorie tra le migliori del Piemonte purtroppo sottoutilizzate (una è attualmente adibita a magazzino) e reparti umanizzati , per la maggior parte dotati di camere con servizi interni. Per contro si assiste a continui spostamenti delle attività e delle attrezzature verso l’ospedale Santa Croce di Moncalieri nonostante i cronici problemi di struttura, spazi e logistica. Le sale operatorie di quell’ospedale necessitano di urgenti lavori di messa a norma, compresa la realizzazione del necessario “passa malati” che, si dice, costeranno 1,5 milioni di euro.

 

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