Giardini Bollenti

I problemi della maggioranza hanno compattato l’opposizione. Le forze di minoranza del consiglio comunale carmagnolese, fin dall’inizio di questa legislatura non erano propriamente “amiche”, tra le altre motivazioni, in modo particolare per la questione
delle commissioni consiliari. Ma di fronte a quella che, coralmente, giudicano una gestione caratterizzata da incompetenza ed approssimazione, hanno preso “carta e penna” e inoltrato un esposto denuncia alla Procura della Corte dei Conti e al Prefetto di Torino per accertare eventuali responsabilità erariale ovvero l’illegittimità di atti amministrativi.

MINORANZAI firmatari dell’esposto, Sergio Lorenzo Grosso (Movimento 5 stelle) Massimiliano Pampaloni e Fabrizio Ottenga (Lega Nord) Alessandro Cammarata, Alessandro Salamone e Luigi Taricco (PdL), rilevano gravi inadempienza ai più elementari dettami di buona gestione politico-amministrativa con gli uffici comunali che non riescono a dare risposte ai bisogni elementari dei cittadini che, a loro volta, stanno pagando il peso delle scelte politiche (esempio aumenti Tari e Tasi). Rilevano la città e le frazioni ad un livello di degrado urbano mai sperimentato prima e ritengono non gestito in maniera organica l’accesso ai fondi comunitari, oltre a quelli nazionali o regionali, che potrebbero contribuire alla ripresa delle aziende locali e alla realizzazione di specifici progetti.

Altra questione sotto la lente di ingrandimento dell’opposizione è la “Rinuncia ai diritto d’uso pubblico dell’area/parcheggio sotterraneo nella residenza I Giardini passata con delibera approvata con i soli voti della maggioranza nel consiglio comunale del 25 novembre 2014. I parcheggi in questione vennero concessi, al tempo di realizzazione dell’immobile, a scomputo degli oneri di urbanizzazione previsti: si tratta di 33 posti auto accessibili solo nelle ore diurne. Problemi di degrado causato da presenze di soggetti che vivacchiano e imbrattano il suolo con danneggiamenti e atti vandalici, eccessivo costo di gestione a carico del Comune giustificherebbero l’ipotesi della rinuncia, naturalmente dietro opportuno compenso. A corredo della delibera l’amministrazione ha allegato il corposo parere (15 pagine) del professor avvocato Carlo Emanuele Gallo, ordinario di diritto amministrativo nell’Università di Torino, al quale ci si era rivolti sulla questione. Mentre la delibera cita “prevalente dottrina e giurisprudenza in materia di diritti reali ritiene che è possibile rinunciare ad un diritto d’uso di un bene immobile dietro corrispettivo” per i componenti della minoranza il parere dell’avvocato indica che “solo un minoritario orientamento della giurisprudenza amministrativa ha affermato la configurabilità della rinuncia di un diritto di uso pubblico e che tale soluzione non può essere ritenuta tranquillizzante a sostegno di una specifica deliberazione”.

Altra questione messa in evidenza dall’opposizione è la valutazione dei posti auto: una perizia del 18.01.2012 indica un valore unitario di 8.500 euro mentre la perizia citata in delibera, del 18.11.2014, valuta i posti auto 4.500 euro con una differenza di ben 132mila euro che potrebbe configurarsi nel reato di danno erariale da parte dei consiglieri comunali che hanno votato la delibera.

Nel consiglio comunale di dicembre il gruppo Popolo della Libertà ha presentato una mozione di revoca della delibera succitata, mozione che è stata respinta dalla maggioranza. Intanto l’assessore Gianni Cavallini precisa che la diversa valutazione dei posti auto è dovuta nel primo caso al valore di una piena proprietà mentre, nel caso del Comune, al valore di una semplice servitù di utilizzo. Informa anche che l’amministrazione comunale ha inviato la documentazione relativa alla questione “posti auto” in visione alla Corte dei Conti per una verifica preventiva prima di dar attuazione alla delibera.

 

m.b.

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