FORO BOARIO: QUALE FUTURO?

IMG_4412É in dirittura d’arrivo la trasformazione del foro boario; scade infatti il prossimo 31 marzo il bando di gara per l’esecuzione dei lavori che, nel giro di un anno cambieranno l’aspetto di piazza Italia. La vicenda del foro boario si trascina da tempo, da quando, ipotizzando la disponibilità di 6milioni di euro del PTI, piano territoriale integrato, si era previsto di spostare il foro boario oltre la ferrovia con annesso centro servizi per l’agricoltura. Se il progetto per certi versi sembrava allettante risultava penalizzante per l’indotto cittadino che, con la perdita del mercato bestiame vedeva diminuito il commercio di vicinanza. A sciogliere i dubbi sulla dislocazione ci ha pensato la Regione che, con scelte economiche successive, ha ridimensionato notevolmente i fondi a disposizione del progetto che si sono ridotti a 1,3 milioni di euro importo molto lontano da ogni possibilità di realizzazione ex novo. A questi fondi l’amministrazione ha aggiunto 700.000 euro, residuo dei fondi Prusst (progetti di riorganizzazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) raggiungendo così quanto necessario per la realizzazione della nuova piazza Italia. Per la progettazione si è dovuto tenere conto di quanto deliberato in consiglio comunale lo scorso ottobre con l’approvazione all’unanimità della mozione avente per oggetto: Progetto di riqualificazione di piazza Italia. La mozione evidenzia i problemi che presenta la zona legati al mercato, richiede di prevedere il dislocamento delle funzioni del mercato del bestiame, dell’area lavaggio mezzi e della pesatura degli stessi in un’area esterna a Piazza Italia, ovvero, se tale ipotesi non fosse percorribile per ragioni di fattibilità economica, ad elaborare un progetto che preveda che lo spazio destinato alle funzioni del mercato bestiame non superi la metà della Piazza Italia, liberando la restante parte e rendendola permeabile, priva di recinzioni, accessi- bile e disponibile per altri utilizzi. Dovendo, come si è detto, scegliere questa seconda ipotesi l’ufficio tecnico del Comune ha elaborato un progetto che però non trova concordi i fruitori del mercato bestiame. Dopo un incontro nel corso del quale è stato presentato il progetto si è costituito un comitato degli operatori commerciali del foro boario di Carmagnola che, presa carta e penna, hanno scritto all’amministrazione comunale. In primo luogo ritengono debba essere richiesta alle imprese appaltatrici l’esecuzione dei lavori a lotti in modo da limitare al massimo la chiusura del mercato per evitare, come è successo a Moncalieri, che la chiusura per anche pochi mesi, ne pregiudichi la riapertura. Inoltre ritengono “totalmente inadeguato il progetto di ridimensionamento dell’area mercatale che renderebbe di fatto impossibile lo svolgimento delle attività, con aree destinate all’agricoltura ma nei fatti non disponibili” . I firmatari richedono quindi un nuovo incontro con l’amministrazione comunale ricordando la tradizione agricola di Carmagnola, della sua importanza strategica di polo delle attività del settore agricolo e zootecnico. L’assessore ai lavori pubblici Beppe Bertero conferma la disponibilità a trattare con l’azienda che si aggiudicherà il lavoro affinché la chiusura del mercato sia il più possibile limitata. L’assessore all’agricoltura Letizia Albini, nel rispetto dei limiti economici e di quanto deliberato dal consiglio comunale, ritiene che la soluzione proposta sia suscettibile di aggiustamenti ricordando comunque che, limitata per legge l’area destinata agli animali, restano disponibili gli altri spazi della piazza per il commercio di paglia e fieno, macchine agricole, cereali ecc. e questo anche in occasione delle fiere. Comunque se la limitazione degli spazi per gli animali dovesse creare problemi specifici durante le fiere, saranno studiate soluzioni alternative per ospitare il gran numero di animali che in quelle occasioni arrivano a Carmagnola, prestigiosa vetrina della zootecnia non solo piemontese.

 

m.b.

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