Don Riccardino saluta la sua Carmagnola

foto pag.25Si è spento nei giorni scorsi, presso la casa del clero di Bra, Don Matteo Riccardino per 49 anni parroco delle frazioni Motta, Corno e Maniotto. Don Riccardino era nato a Torino nel 1922, ordinato sacerdote nel 1945, era arrivato alla Motta nel 1953, dopo che il parroco don Mussano aveva chiesto di lasciare la comunità date le difficoltà di sopravvivenza. Nel ’53 la comunità di Motta. Corno e Maniotto era composta di sole piccole aziende agricole a conduzione familiare e anche per il parroco il tenore di vita era piuttosto basso. Ricordava don Matteo: “i primi dieci anni sono stati abbastanza duri; poco da mangiare e niente per scaldarsi. Poi nel 1963 ottenni la cattedra di religione nelle scuole Medie di Carmagnola e lo stipendio mi consentiva di vivere decorosamente e di aiutare anche le suore”. Nel 1946 infatti alla Motta si era trasferita una piccola comunità di suore della congregazione Figlie Divina Provvidenza “Don Daste” con il compito di gestire il locale asilo infantile.

Nel 1989 con il riordino delle parrocchie voluto dalla Curia diocesana è stata soppressa la parrocchia di san Bartolomeo incorporando il territorio nella parrocchia di San Bernardo. Don Riccardino è quindi diventato co-parroco ma, se per la burocrazia le cose erano cambiate, per gli abitanti le cose restarono come prima, con il loro parroco e la loro piccola chiesa.

Fino al giugno 2002 quando, data l’età e anche per motivi di salute, don Riccardino lasciò e si trasferì a Bra, nella casa dei sacerdoti presso il santuario Madonna dei Fiori. Domenica 16 giugno 2002 molti abitanti della piccola comunità della frazione Motta, si erano stretti intorno a Don Riccardino e a Suor Carmelina e suor Rita che, come il sacerdote, stavano per lasciare Carmagnola.

Una cerimonia nella piccola chiesa dedicata a San Bartolomeo e un rinfresco servito nel giardino della casa delle suore diede l’opportunità agli abitanti di salutare coloro che per tanti anni erano stati la presenza religiosa della frazione. Quel giorno chiedemmo a don Riccardino cosa si sarebbe portato nel cuore: sorrise e sussurrò: “difficile dirlo in poche parole” e i suoi occhi stanchi e malati si inumidirono al ricordo di 49 anni passati alla Motta.

 

m.b.

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