Chiude per lavori di ristrutturazione il blocco operatorio di Moncalieri. Le sale del S.Lorenzo a pieno ritmo

“Da domani (ndr 18 aprile) il blocco operatorio dell’ospedale santa Croce di Moncalieri sarà sottoposto ad un ampio intervento di ristrutturazione. Per questo motivo l’intero blocco verrà chiuso per un periodo indicativo di 120/150 giorni. In questo periodo gli interventi in elezione saranno effettuati presso le sedi ospedaliere di Carmagnola e Chieri. I pazienti che dovessero giungere in regime di urgenza saranno trasferiti, dopo la valutazione o al maggiore di Chieri o al San Lorenzo di Carmagnola. I lavori al Santa Croce si erano resi improcrastinabili. L’azienda sanitaria, ha avuto il tempo di organizzarsi al meglio e assicura tutti i cittadini che non vi saranno né interruzione di servizi né allungamenti delle liste d’attesa. I presidi di Chieri e Carmagnola sono stati attrezzati per sostenere gli interventi per l’intero periodo di chiusura del blocco operatorio moncalierese”.

Ospedale4Questo il laconico comunicato della direzione AslTo5; si seppe poi che la chiusura del blocco operatorio si era resa necessaria a seguito di una ispezione dello Spresal, il servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro ed al sopralluogo dei Nas, su mandato del pm Raffaele Guariniello che avrebbero riscontrato gravi carenze. Come annunciato quindi chirurghi e personale di sala sono stati trasferiti a Chieri e Carmagnola. In particolare le sale di Carmagnola ora sono impegnate a pieno ritmo: oltre a chi- rurgia e urologia si effettuano interventi di ortopedia otorino e anche di senologia ripristinando il percorso della breast unit che solo pochi mesi or sono era stato portato via da Carmagnola in modo pretestuoso.

Da tempo era stato segnalato non solo dal nostro giornale ma anche da altre testate e dal Comitato per il san Lorenzo che le sale operatorie del San Lorenzo erano tra le migliori del Piemonte ma erano sottoutilizzate in coerenza con il clima di tagli che, specie negli ultimi anni, ha inspiegabilmente interessato il nosocomio carmagnolese; per contro le carenze delle sale operatorie del Santa Croce erano ben note ed erano anche state segnalate da ben quattro anni in una dettagliata relazione interna alla stessa Asl. Proprio nei giorni in cui venivano nominati i nuovi direttori generali delle Asl piemontesi il dottor Maurizio Dore, direttore generale uscente della Asl To5 risultava indagato dalla Procura di Torino per violazione del testo unico sulla sicurezza del lavoro, un provvedimento scaturito dall’esito delle ispezioni richieste dal pm Raffaele Guariniello.

Una situazione che ha dato ragione al Comitato S.Lorenzo e a tutti i cittadini carmagnolesi che in questi anni hanno lottato per poter mantenere alta l’attenzione sulla “strategia della chiusura” che era stata messa in atto per la struttura ospedaliera carmagnolese.

“Negli ultimi mesi più volte ci siamo sentiti soli e scoraggiati nel lottare contro qualcosa che troviamo profondamente ingiusto: il depotenziamento del nostro Ospedale – sottolineano in un comunicato stampa i rappresentanti del Comitato S.Lorenzo – Ci siamo chiesti più volte il perché di alcune scelte che, oltre a essere antieconomiche, ci sembrano poco razionali e soprattutto poco appropriate in termini di sicurezza dell’utente. Le 4 Sale Operatorie, tra le migliori del Piemonte, costantemente e volutamente sottoutilizzate dalla politica di depotenziamento della dirigenza… questo, aggiunto a tutto il resto, per noi è inaccettabile. Ecco che allora, circa due mesi fa, è maturata tra di noi l’idea di denunciare quanto ci sembrava profondamente ingiusto. Con un notevole sforzo, il Comitato ha quindi predisposto e inviato alle Autorità competenti un esposto per la salvaguardia della salute dei cittadini all’interno dei presidi ospedalieri dell’ASL TO5. Il documento si focalizzava, in particolare, su quanto già rilevato nella “Relazione Sala” in materia di sicurezza nei tre Ospedali; la Relazione attestava, fra l’altro, che il Presidio di Moncalieri presentava molteplici criticità e un alto rischio, mentre per il San Lorenzo il rischio era pressoché inesistente.

Il Comitato per il San Lorenzo ha vinto una battaglia: quella contro la scorrettezza e l’irresponsabilità di chi dovrebbe garantire la salute e la sicurezza di tutti i cittadini.

Restiamo in attesa di conoscere con quali risorse verranno finanziati i lavori di ristrutturazione a Moncalieri, chiedendoci, al proposito, se sia il caso di sperperare ancora denaro pubblico. D’altronde nella nostra ASL è già presente un Ospedale avente tutte le carat- teristiche per poter essere definito tale, e che deve essere utilizzato per tutte le sue potenzialità. Questo Ospedale è il SAN LORENZO.

Non accetteremo in futuro un nuovo declassamento, non accetteremo di ritornare a essere la ruota di scorta. 

#noinonmolliamo!

M.B. e P.B.

CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone