CARMAGNOLA SENZA PIOGGIA E NEVE REGINA DELL’INQUINAMENTO

L’inverno 2015/2016 sarà sicuramente ricordato come uno dei “più estivi” e con il clima mite e senza pioggia e neve, sono schizzati alle stelle i valori degli inquinanti che, nonostante non sarebbero scomparsi, con fenomeni meteorologici del periodo sarebbero precipitati a terra evitando di entrare nei nostri polmoni. A dare l’allarme l’ultimo bollettino arrivato dall’Arpa regionale sulla qualità dell’aria: in una sola parola: pessima. In una scala dei valori che da uno va a cinque, è catalogata come quattro. Tradotta in parole: “La qualità dell’aria è cattiva, le concentrazioni previste degli inquinanti sono superiori alle soglie di riferimento relative ai valori limite e obiettivo di breve periodo per la tutela della salute umana. Anche la nostra città, dopo che nel 2013 è risultata la più inquinata del Piemonte e una tra le top ten d’Italia, anche quest’anno dai rilevamenti della centralina dell’ARPA posizionata in piazza Primo Maggio, Carmagnola è tra le città con l’inquinamento maggiore che è stato rilevato, con un grande numero di sforamenti relativi alla quantità di polveri sottili (Pm10) Tra il clima non favorevole e i problemi di traffico portati dai lavori al Cavalcavia di via Poirino che penalizza in modo particolare il centro cittadino e la difficoltà nell’aprire la bretella sud che, forse, potrebbe canalizzare parte del traffico, tutta la città si è ritrovata immersa nello smog. E ancora ora che vi scriviamo, in certi momenti l’aria è veramente irrespirabile. Per avere una situazione chiara e ufficiale di quello che si sta facendo in città, abbiamo posto alcune domande all’assessore all’ambiente Letizia Albini: Quali sono i valori delle polveri sottili PM10 rilevati a Carmagnola? ci sono i dati di questi ultimi giorni dopo pioggerella e vento? Dicembre 2015 ha confermato la tendenza già di novembre: PM 10 molto alto. A Natale e S. Stefano il livello è rientrato per il blocco naturale delle attività su tutta la Pianura Padana, in occasione delle festività: scuole chiuse, riduzione di traffico da spostamenti, chiusura industrie. Dal giorno dopo è ripreso a salire fino al 2 gennaio 2016 quando si sono avute le prime piogge. Il vento ha contribuito a migliorare la qualità dell’aria, nei giorni successivi sono notevolmente diminuiti i livelli di inquinanti. Il fattore meteorologico non è da sottovalutare: le condizioni tipicamente invernali di stabilità atmosferica e di assenza di vento influenzano pesantemente la formazione di inquinanti, soprattutto le polveri fini, che tendono ad accumularsi negli strati bassi dell’atmosfera. La situazione è peggiorata rispetto al passato? Gli sforamenti hanno valori più bassi rispetto all’anno precedente e, più in generale, si rileva che il valore medio annuo del PM10 dal 2006 al 2015 è molto diminuito, così come il numero di superamenti nello stesso periodo. L’ “effetto Natale” è significativo perché conferma quali siano i responsabili dell’inquinamento: in primo luogo trasporti su gomma e industrie, senza sottovalutare le emissioni che provengono dai riscaldamenti, soprattutto quelli che utilizzano biomassa. L’amministrazione comunale ha qualche progetto per ridurre l’inquinamento? In relazione agli indirizzi per definire gli interventi, occorre tenere presente che se è vero che i blocchi del traffico attuati singolarmente dal punto di vista chimico/fisico non determinano effetti significativi, non intaccano la sostanza del problema, poiché è praticamente impossibile fermare tutto il traffico in un comune, soprattutto uno così esteso come Carmagnola (sarà sempre consentito il traffico su autostrade e tangenziali, statali e principali provinciali), essi sono senz’altro utili per il messaggio che trasmettono: bisogna muoversi il più possibile con i mezzi pubblici (e/o perlomeno con quelli meno inquinanti), colpire i veicoli più inquinanti (i diesel sono tra questi). Fondamentale il messaggio educativo, come i nostri progetti di mobilità sostenibile scolastica: le azioni individuali sono importantissime e molti sono i modi in cui si può agire sull’aria e risparmiare energia, innescando un sistema virtuoso. Personalmente ritengo che occorra una fondamentale revisione degli strumenti urbanistici: pianificare le città per favorire il trasporto non motorizzato, promuovere prioristicamente la circolazione di pedoni e biciclette, creazione di piste ciclabili efficienti e sicure, che facciano diminuire la velocità dei veicoli. Penso, tuttavia, che i tagli ai finanziamenti agli enti locali e vincoli del patto di stabilità non agevolino le riconversioni dei territori: lasciati soli i Comuni non sono in grado di farcela.

PB-MB

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