Carmagnola in diretta

“Dicembre per Carmagnola è stato il top: si sono festeggiati i 300 anni del voto all’Immacolata e Natale; ora, la messa trasmessa dalla Rai è la ciliegina sulla torta”. Con queste parole colme di soddisfazio-
ne Don Giancarlo si rivolge alla folla di fedeli che domenica 28 dicembre attendeva la celebrazione della messa trasmessa su Rai 1 alle 10.55. La funzione ha visto la partecipazione di numerosi carmagnolesi che hanno presenziato ad un evento tanto importante per la Collegiata e per Carmagnola stessa. Infatti, le immagini trasmesse in apertura della diretta, isolando edifici e scorci di vita, hanno fatto conoscere al pubblico di spettatori a casa le bellezze della nostra città e della Collegiata.

COL 3Lo stesso Don Dino Cecconi, parroco ad Ancona e regista dell’evento, ha definito la Collegiata “bella perché semplice“; ha aggiunto che si era cercato di illuminare il più possibile la chiesa, “mettendo in risalto con la luce quello che già c’era“. Queste parole pronunciate prima della diretta hanno sicuramente colto nel segno, individuando nella semplicità architettonica della Collegiata la sua principale fonte di splendore. Don Dino ha poi lasciato la parola a Don Giancarlo, che ha manifestato il proprio entusiasmo per l’avvenimento, dicendo di “sentirsi a casa“. La sensazione comune era infatti quella di essere una grande famiglia, riunitasi per prendere parte ad un avvenimento unico in cui tutti erano coinvolti in uguale misura.

Rivolgendosi ai fedeli, Don Dino ha invitato ciascuno a farsi pervadere dal “mistero” che si stava celebrando: “Ogni celebrazione è un motivo di ricchezza e ciò che Dio dice oggi è rivolto a noi (…) La messa dovrebbe essere un momento di celebrazione liturgica per tutti, soprattutto per la gente malata e sola, magari lontana, che non vede l’ora di vedere rappresentato il proprio paese natio; per questo, ogni celebrazione trasmessa è un dono“.

Ha poi avuto inizio la funzione, allietata dai canti del coro istituito per il Cinquecentesimo della Collegiata, diretto dalla professoressa Sabrina Appendino.
Ricca di spunti di riflessione è stata anche l’omelia: commentando il Vangelo di Luca, che celebrava la Santa Famiglia, Don Giancarlo ha sottolineato come in ogni famiglia si riveli “il “mistero”, cioè la realtà profonda di Dio (…)

“Per questo Dio ha costituito e voluto la famiglia, perché nel mondo l’Amore trovasse dimora e si facesse carne”.
Al termine della messa, i fedeli saranno sicuramente tornati a casa con la consapevolezza di aver preso parte ad un evento speciale; ognuno sarà rimasto pervaso dal “mistero” della celebrazione eucaristica che, come ha ben evidenziato Don Dino, è ricchezza spirituale, è un “dono”.

 

Giovanna Tesio

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