Carmagnola e il corpo degli Alpini – Da 90 anni insieme

Carmagnola ha festeggiato 90 anni di fondazione del locale gruppo Alpini ricordando, insieme, 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Come segno tangibile di questa doppia ricorrenza è stato inaugurato il cippo dedicato al 3° alpini, il reggimento nel quale hanno militato la maggior parte degli alpini carmagnolesi.

DSCN5861_1139Il cippo è stato realizzato nei pressi della sede Ana di Carmagnola in via Quintino Sella, a ridosso della ferrovia: l’idea di dedicare un ricordo al 3° Alpini è stata di Domenico Curletti, già capo gruppo degli alpini carmagnolesi, con al suo attivo pubblicazioni sulla storia degli alpini e della prima guerra mondiale in particolare.

L’idea è passata a Domenico Audisio, appassionato di montagna, che, ispirandosi a cippi sparsi qua e là nei teatri di guerra, ha realizzato il progetto, semplice ma d’effetto.
Alla realizzazione pratica hanno provveduto le aziende di Aurelio Massano, Carmagnola Marmi e AGF dei fratelli Appendino oltre naturalmente agli alpini ed alcuni amici giardinieri.

Sulla pietra il motto del 3° alpini “Altius tendo” (miro più in alto).

Il vice sindaco di Carmagnola Giuseppe Bertero e l’attuale comandante del 3° alpini colonnello Carlo Di Somma hanno tagliato il nastro e scoperto il cippo alla presenza dei molti alpini convenuti per l’occasione. Erano presenti tre sezioni, Torino, Cuneo e Saluzzo e 61 gagliardetti e striscioni in rappresentanza di altrettanti gruppi giunti da tutto il Piemonte accompagnati dalla Fanfara “Monte Nero”. L’inaugurazione del cippo concludeva la serie di iniziative organizzate per festeggiare i 90 anni del gruppo, iniziative che avevano preso il via venerdì 22 maggio con l’inaugurazione di due mostre allestite a palazzo Lomellini: mostra fotografica “NOI ALPINI“, 170 immagini b/n, realizzate a metà degli anni Sessanta dall’allora sottotenente e fotografo Enzo Isaia, che compongono un interessante ritratto della vita quotidiana degli alpini: il primo ingresso in caserma, gli addestramenti, i campi, il congedo, i raduni dell’A.N.A. La presentazione e le didascalie sono state curate da Giulio Bedeschi, indimenticabile autore di “Centomila gavette di ghiaccio”.

Nel suo discorso istituzionale il sindaco Silvia Testa ha così ricordato: “Oggi, nel 90° della fondazione, non possiamo non dedicare un pensiero, in particolare, agli Alpini carmagnolesi, reduci della Grande Guerra, che nel 1925 furono tra i promotori della fondazione del gruppo A.N.A. di Carmagnola: Sebastiano Fumero, Francesco Gaido, Michelangelo Musso, Bernardo Perona, Angelo Petronio, Natalino Saroglia e i fratelli Giuseppe ed Epifanio Nervo”.

Il gruppo venne successivamente dedicato alla memoria del capitano Ferruccio Valobra. Oggi ne è capo gruppo Tino Abbà, conta 200 alpini, un nucleo di protezione civile e anche il nucleo di alpini cinofili iscritti a Carmagnola.

DSCN5840_1118Esposizione: “LE COPERTINE DELLA DOMENICA DEL CORRIERE RACCONTANO LA STORIA DEGLI ALPINI”. Raccolte e presentate dall’alpino Enzo Scavarda: in mostra le 113 copertine originali che la “Domenica del Corriere” dedicò agli Alpini dal 1899 al 1971, opera dei grandi illustratori A. Baltrame e W. Molino. Una presentazione appassionante e inconsueta della storia degli Alpini e d’Italia attraverso le illustrazioni di copertina del settimanale più diffuso in quei decenni. Lo storico Gianni Oliva ne ha tratto un libro di recente pubblicazione, intitolato “La storia delle Penne Nere nella Domenica del Corriere”, che ha presentato nella serata di giovedì 28 maggio nello stesso Palazzo Lomellini.

Sabato 30 maggio gli alpini si sono ritrovati in Collegiata per la Messa officiata dal parroco mons. Giancarlo Avataneo e accompagnata dal Coro 500 diretto da Sabrina Appendino. In serata agli antichi bastioni si sono esibiti in concerti vocali il Coro Santostefanese diretto da Marco Costa e l’Associazione Corale Carignano diretta da Ettore Galvani.

La giornata di domenica era iniziata con l’ammassamento davanti alla sede e con la colazione alpina.
Quindi la sfilata per le vie cittadine con sosta al monumento ai caduti della guerra 15-18 in piazza sant’Agostino, e al monumento dell’Alpino di piazza XXX Aprile. Conclusa la parte ufficiale della manifestazione nella sede del gruppo carma- gnolese è stato servito il “rancio alpino” a 300 commensali.

ALPINI LA GRANDE GUERRA

Domenico Curletti e Pierangelo Petronio nel 1998 diedero alle stampe il libro “I Carmagnolesi Caduti nella Grande Guerra” una meticolosa ricerca su circa 240 figli di questa nostra terra che non fecero ritorno alle loro case: nella presentazione del libro, scritta dall’alpino Domenico Agasso, si cita il caso di Francesca, madre di due figli. Entrambi chiamati, entrambi partiti. Lei non sa leggere. E per due volte le accade di andare dalla Maestra con un messaggio stampato: e ciascun messaggio è un figlio morto. Arrivano funzionari per le carte delle pensioni, le fanno domande, e la sua risposta è una sola: “Avevo due figli, adesso ho quelle lettere. Vedete voi”.

DSCN5855_1133Ora che Pierangelo Petronio, maggiore degli alpini in congedo è, come dicono gli alpini “andato avanti”, è stato Domenico Curletti a raccontare la motivazione di un cippo in ricordo del 3° reggimento alpini e a ricordare e rendere un doveroso ricordo ai tanti “figli di Francesca” e alle tante Francesca che per anni hanno portato nel cuore dolorose ferite.

“Quando nel 1873 vennero istituite le prime compagnie di alpini in ottemperanza ad un regio decreto promulgato il 15 ottobre del 1872, il reclutamento per formare il loro organico era circoscritto alle aree valligiane – ha raccontato Curletti – Compresa l’importanza strategica che veniva ad assumere il nuovo Corpo dell’Esercito Regio, le compagnie furono raggruppate prima in Battaglioni, poi in Reggimenti e conseguentemente al reclutamento del personale che andò oltre i confini valligiani estendendosi alla pianura, il 1° novembre 1882 in quel di Fossano venne istituito il 3° Reggimento alpini.

Fu proprio nel 1882 che a Carmagnola furono reclutati i primi quattro giovani che costituirono le fondamenta di quella che sarebbe diventata la fucina alpina per i nostri padri, il 3° alpini appunto, che conobbe il suo definitivo assetto nel 1909.

Quest’anno, che si celebra il centenario dell’avvento italiano nel primo conflitto mondiale, è doveroso ricordare con il consueto rispetto, tra gli altri, i 64 alpini carmagnolesi caduti in quella guerra dei quali ben 57 appartenenti al 3°alpini. In quel conflitto – ha detto ancora Curletti – il 3° ebbe 221 Ufficiali Caduti, 535 feriti. 5011 alpini Caduti e 11030 alpini feriti; nessun altro reparto dell’esercito ebbe perdite maggiori.

Questi numeri sono stati la spinta a volere il cippo, ma non solo: nel 1917 a Carmagnola nella struttura dell’ex convento agostiniano vennero accolti gli alpini dei battaglioni Pinerolo e Fenestrelle, appartenenti al 3° reggimento, convalescenti da malattie e da ferite. Il legame di Carmagnola con il 3° alpini ha dunque radici storiche rese con il cippo perennemente palesi e visibili.

Questo cippo però non deve costituire soltanto una memoria per ricordare il Terzo Alpini, delle glorie e dei sacrifici vissuti dai nostri padri nei due conflitti mondiali, ma – ha concluso Cuirletti – deve costituire anche un ideale per il Terzo Alpini di oggi, ideale reso concreto attraverso la vicinanza con gli alpini in armi”.

Maresita Brandino

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