Caritas carmagnolese: una realtà al servizio dei più poveri e bisognosi

Il sostegno che le varie Caritas cittadine offrono agli strati più disagiati della popolazione è diventato, ora più che mai, un contributo importante nei menage familiari se non, in alcuni casi, l’unico introito della famiglia.

La struttura più radicata e conosciuta è senza dubbio il Centro di ascolto il Samaritano che opera nelle sedi di via Cavassa 42 dove vengono distribuiti, il lunedì e il venerdì, gli aiuti alimentari, e nella ex chiesetta di san Francesco dove si raccolgono e ridistribuiscono abiti, mobili e suppellettili varie. Sono seguite un centinaio di famiglie, di cui una ventina solo per aiuti saltuari, mentre la maggior parte, oltre agli aiuti alimentari, richiede anche contributi economici. Nel 2014 gli aiuti alimentari che provengono dal Banco alimentare ma anche da aziende del territorio, sono stati incrementati con 2.200 euro di acquisti diretti. 42.800 euro sono serviti a pagare bollette e affitti, 3.300 euro per spese legate alla casa, 1880 euro di medicinali non mutuabili, 1020 euro spese viaggi per lavoro, 2110 euro per mense scolastiche e molto altro ancora. Gli aiuti, in modo particolare quelli economici, vengono erogati a seguito di segnalazione dei Servizi sociali; è infatti presso questa struttura che si devono rivolgere i cittadini in difficoltà, croniche o temporanee, per poter ottenere aiuti dal Centro di ascolto che, anche a seguito di specifica disposizione del Banco alimentare, richiede la certificazione Isee. Il Centro di ascolto si finanzia con il ricavato delle bancarelle, con le offerte per la cessione di abiti e mobili, con le offerte di generosi cittadini e con il ricavato di iniziative specifiche.

DSCN5890_1168Aiuti alimentari vengono distribuiti due volte al mese anche dalla Caritas della parrocchia Collegiata; oltre al materiale proveniente dal Banco alimentare notevole è l’implemento con acquisti diretti. Recentemente e a seguito di una specifica raccolta, erano stati distribuiti numerosi buoni acquisto di generi alimentari spendibili nei piccoli negozi di vicinato, iniziativa che gli organizzatori intendono ripetere periodicamente. Un centinaio le famiglie assistite, italiane e straniere, con le stesse regole della consegna della certificazione Isee. Gli acquisti diretti sono finanziati in parte dalla bancarella al Mercantico, con offerte e altre specifiche iniziative quali la cena “Aggiungi un posto a tavola” e la raccolta fondi organizzata al cimitero centrale in occasione della commemorazione dei defunti.

Mentre il Centro di ascolto il Samaritano e la Caritas parrocchiale della Collegiata operano già da diversi anni, più recente è l’esperienza Caritas a San Bernardo. La presenza di “nuove povertà” ha reso necessaria la costituzione di un gruppo di sostegno sorto in parrocchia nel febbraio del 2014. Oltre 5000 euro sono stati finora utilizzati per interventi economici, pagamenti totali o parziali di bollette a oltre 30 famiglie; il finanziamento è stato possibile grazie alle offerte ed alle questue in occasione dei funerali. La generosità dei borghigiani fornisce anche gli aiuti alimentari che consentono la distribuzione dei pacchi di alimenti a lunga conservazione. Lo sportello Caritas è aperto nella parrocchia di San Bernardo il sabato dalle 14 alle 15.

La parrocchia Beata Enrichetta Dominici, che ha riunito il borgo di Salsasio con la zona Lame caratterizzata quest’ultima da una forte presenza di famiglie straniere e anche con una notevole concentrazione di famiglie in difficoltà, riceve aiuti alimentari dal Banco alimentare che, con le modalità di controllo previste, distribuisce ad un centinaio di famiglie una volta al mese. In chiesa è anche presente “il cesto della generosità” dove si raccolgono alimenti che vengono distribuiti ai bisognosi ad integrazione del Banco alimentare. Da oltre un anno ogni domenica viene organizzato un pranzo nei locali della parrocchia preparato da gruppi di volontari che si alternano ai fornelli con alimenti offerti o acquistati dalla parrocchia. Al pranzo partecipano una media di 50/60 persone, non solo famiglie bisognose, italiane e straniere, anche di fede musulmana, ma anche parrocchiani desiderosi di condividere un momento comunitario.

 

M.B.

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